Nicola pensa a una sua ex-punta per il Toro. Sed tempus fugit...

20.01.2021 10:26 di Claudio Colla   Vedi letture
Nicola pensa a una sua ex-punta per il Toro. Sed tempus fugit...
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Ormai il canovaccio è chiaro, anzi, cristallino: si insedia un nuovo allenatore, e a filtrare, in termini di mercato, sono le ipotesi inerenti quei giocatori che, legati al tecnico in questione da un passato, più o meno recente, dal buon rendimento, versano invece in acque più torbide e buie. Acque composte da molecole fatte di insoddisfazione, panchina, la fiducia di un mister come un pallido ricordo. Piccolo ritratto che può ben coniugarsi con il possibile interessamento da parte di Davide Nicola, barlume di speranza granata in una stagione persin più maledetta di quella passata, nei confronti di Antonio "Toni" Sanabria.

Venticinque anni da compiere il prossimo 4 marzo, la punta paraguagia, passata negli anni delle giovanili niente meno che dalla cantera blaugrana, annovera già un passato piuttosto lungo, ancorché non propriamente fruttuoso, nel calcio italiano. Prelevato formalmente dal Sassuolo, con opzione in mano alla Roma, nel gennaio del 2014, Sanabria, in un anno e mezzo tra colori neroverdi e giallorossi, non riesce a convincere. Tornato in Spagna, per tre stagioni e mezzo, tra Sporting Gijón (tra le cui fila va, per la prima e finora ultima volta, in doppia cifra, nel 2015/16, con undici reti in Liga), e Betis Siviglia, si presenta, per l'ariete sudamericano, una nuova chance nel calcio italiano, a esattamente cinque anni dalla prima. Sanabria veste così la casacca del Genoa, col peso di dover fare le veci di Piatek, appena passato al Milan dopo l'esplosione immediata e la media-gol da record. Nel consueto, vorticoso cambio di panchine rossoblù, Sanabria "serve", in poco più di un anno e mezzo, ben cinque allenatori: Juric, Prandelli, Andreazzoli, Thiago Motta, e lo stesso Nicola. Quest'ultimo, l'attuale tecnico granata, è l'unico dei cinque a dargli stabilmente fiducia; con la fine del suo rapporto professionale col Genoa, tuttavia, giunge inevitabile la scure del mancato riscatto del cartellino. L'attaccante paraguaiano torna così al Betis, per vestire nuovamente i panni del comprimario, quanto meno fino a oggi.

Una delle tante ipotesi in campo, Sanabria potrebbe essere la prossima punta nel destino del Toro. Ingaggio abbordabile (poco più di un milione l'anno), conoscenza già approfondita del calcio italiano, equilibrio tra solidità e futuribilità. Tra estate e inizio autunno aveva guardato verso di lui, come possibile innesto per l'Hellas Verona, proprio quello Juric che, ormai due anni fa, lo aveva relegato al ruolo di riserva, dopo gli entusiasmi iniziali; di recente, invece, un sondaggio del Bologna di Mihajlovic. Sul fronte Toro, se davvero l'interessamente si tramutasse in qualcosa di più concreto, rischierebbero di mancare tempi e modalità: Nicola sembra infatti intenzionato a non escludere nessuno a prescindere, inclusi quei giocatori che finora hanno parzialmente (Bonazzoli) o profondamente (Zaza) deluso le aspettative. Però, per dirla coi Muse, time is running out: serve almeno arrivare al dopopartite di venerdì per effettuare una valutazione attendibile, e non è affatto scontato che uno dei suddetti Bonazzoli e Zaza, qualora si decidesse di lasciarli partire, sia piazzabile altrove in tempoi brevi. Più elegantemente, tra Virgilio e Lewis Carroll, tempus fugit...