Mihajlovic: “Partiamo più avanti dell’anno scorso, ma serve almeno un giocatore per reparto”

27.07.2017 23:13 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Mihajlovic: “Partiamo più avanti dell’anno scorso, ma serve almeno un giocatore per reparto”
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© foto di Federico Gaetano

L’allenatore del Torino, Sinisa Mihajlovic, in conferenza stampa ha fatto il bilancio del ritiro a Bormio che terminerà domani mattina. Ecco che cosa ha detto:

Quali sono stati gli aspetti positivi e negativi di questo inizio di stagione?

“Sono molto soddisfatto del lavoro che stiamo facendo, dell’applicazione e dell’entusiasmo. Questa è la dimostrazione che il lavoro dell’anno scorso è servito. Come avevo detto alla presentazione in piazza sabato, il lavoro che avevamo fatto l’anno scorso ci è servito per conoscerci, a me per capire il mondo Toro e ai giocatori per sapere che cosa voglio da loro. Penso che abbiamo creato un bel gruppo e dato mentalità e cultura del lavoro e da ora in poi dobbiamo lavorare sui particolari. Nello specifico sui difetti da correggere e sulle cose positive che vanno migliorate ancora. Lavoriamo con impegno e sudore, ma anche con allegria. In questi venti giorni ho visto tutto, del bello, voglia di fare bene, applicazione, generosità ed entusiasmo. Sono tutte cose che fanno sperare bene per fare una stagione molto positiva”.

Ha già visto qualche cosa che debba essere migliorata?

“Su tutto c’è da lavorare ancora, dobbiamo migliorare tutti a iniziare da me passando dai miei collaboratori, dai giocatori, da tutti quelli che lavorano per il Toro fino all’ultimo. Se tutti riusciremo ad aumentare l’impegno e la qualità de lavoro i miglioramenti individuali ci porteranno i punti che ci serviranno. Chi l’anno scorso ha corso a 12 chilometri ne dovrà correre 13 e chi ha fatto 26 gol ne dovrà segnare 27. Se riusciremo a fare tutto ciò la stagione sarà migliore di quella passata. Siamo all’inizio, ma partiamo avvantaggiati rispetto all’anno scorso perché il gruppo si conosce già e tutti conoscono i metodi di lavoro sanno quello che io voglio. Spero quest’anno di arrabbiarmi molto meno e che non si debba più lavorare sui princìpi morali e di gioco. Mi auguro di non dover più dire ai miei ragazzi di non dover mollare per tutti i novanta minuti, che si devono rispettare i valori della maglia del Toro, di avere un atteggiamento giusto, ma se sarà il caso glielo ribadirò. I ragazzi sono molto cresciuti, sono più sicuri, vogliosi e fiduciosi, quindi, questo è molto positivo”.

C’è un giocatore che va preso come esempio dagli altri?

“Rispetto a due anni fa tutti i giocatori sono cresciuti. A parte quelli che non c’erano, Zappacosta e Baselli che non erano titolari, Belotti aveva fatto bene solo nel girone di ritorno. Barreca non c’era e gli altri nuovi Ljajic non giocava, Falque anche. Tutti loro sono migliorati. Chi non dico che mi abbia sorpreso, ma che è cresciuto più degli altri dal mio arrivo è stato Baselli. Tutti hanno fatto bene, Falque non so quanti gol e assist abbia fatto, stesso discorso vale per Ljajic, Baselli e Zappacosta hanno fatto bene anche loro, così i difensori centrali. Questo gruppo è andato solo avanti e adesso è rimasto intatto. E’ arrivato un portiere d’esperienza e di valore, tre giovani promettenti. Sicuramente aspetto ancora altri rinforzi e se riusciremo a centrare i nostri obiettivi di mercato potremmo lottare fino all’ultimo per l’Europa League. La base è buona e per questo dico che partiamo più avanti dell’anno scorso”.

Che cosa si aspetta ancora da Baselli?

“Mi aspetto da lui miglioramenti come da tutti gli altri. Come ho detto, ognuno di noi, a partire da me, deve dare il massimo e aumentare il proprio rendimento. Se Baselli l’anno scorso ha fatto cinque gol ne dovrà fare quest’anno sei, se è stato quello che ha corso più di tutti e rubato più palloni mi aspetto che faccia ancora meglio in modo da essere ancora più importante per la squadra. E così tutti gli altri”.

Come si è trovato a Bormio?

“Ci hanno trattato molto male (ride, ndr). Volevamo andare a prendere una birra, ma non ce l’hanno permesso, non so perché. Scherzo. Come l’anno scorso dico che abbiamo avuto tutte le possibilità di allenarci al meglio e ci hanno soddisfatto in tutto e per tutto. Il luogo è bellissimo, l’albergo anche e pure le terme e la gente è meravigliosa. Non ho una cosa negativa da dire, a parte il bar e non poter andare a bere una birra. Quanti altri anni il Torino tornerà qui? Dieci? Spero di non restare così a lungo al Torino (ride, ndr), ma mi piace e sono contento di Bormio. Forse avere un solo campo ci penalizza un po’, ma dopo le tribune coperte magari faranno anche il secondo campo. Colgo l’occasione di ringraziare tutti per l’ospitalità perché qui ci troviamo bene”.

I giovani potranno restare?

“Aramu e Parigini li conosco, si allenano bene, ma devono da qualche altra parte per giocare. Bonifazi e Lyanco credo rimarranno con noi. Non conoscevo Edera e mi ha impressionato positivamente e, quindi, guardo a lui con un po’ più d’attenzione. Tutti gli altri, Rossetti, sono bravi però devono andare a farsi le ossa da altre parti, poi dopo vedremo”.

E’ rassicurato dal fatto che Cairo ha detto che Belotti resterà?

“Belotti si è fatto un po’ male e non ci sarà sabato in Francia, ma tornerà in gruppo quando andremo in Austria. Sono molto contento che il “Gallo” sia rimasto, poi però non so quello che succederà. E’ molto positivo che ci sia fra lui, me e la società un rapporto di grande stima, fiducia e affetto e non ci saranno mai ripicche e musi lunghi. Tutti lavoriamo per il bene del Toro e del “Gallo”. Ci siamo parlati e se dovesse andare via io non gli metterò i bastoni fra le ruote, lui è un giocatore del Toro e il presidente è stato chiaro e ha detto che non lo vuole vendere a meno che non arrivino i 100 milioni. Ho parlato l’altro ieri con il ragazzo ed è sereno, è dispiaciuto per essersi fatto male, ma è una cosa da poco. Se dovesse accadere che per tutte le parti c’è qualche cosa che va bene non so cosa succederà, ma se a una delle parti non va bene lui resta. Belotti deve sapere che tutti gli vogliono bene e che tutti sono contenti se rimane e che nessuno gli lavora contro. Questo gli ho detto e perciò deve stare sereno, tranquillo e concentrato su ciò che deve fare in modo da cercare di ripetere la stagione dell’anno scorso. Vedremo cosa accadrà, ma né in caso di addio né in caso di permanenza non ci saranno mai polemiche, lui è un bravo ragazzo e tutti gli vogliamo bene e non ci saranno problemi sotto nessun punto di vista. Penso che alla fine rimarrà e credo che lo pensi anche lui, ma nel calcio non si sa mai. Dovrà fare almeno 27 gol e poi magari l’anno prossimo andrà via. Alla società non è arrivata l’offerta giusta e non è una qustione di clausola, lui ha un contratto di altri 4 anni”.

Rincon arriverà?

“Non parlo di giocatori che non sono del Torino”.

Benassi è al centro del progetto?

“Benassi è un giocatore del Toro ed è importante. E’ sicuramente molto più adatto al 4-3-3 che al 4-2-3-1, ma anche in Nazionale Under 21 ha giocato largo a sinistra qualche volta. Lo proveremo da entrambe le parti e vedremo dove renderà meglio”.

Sta lavorando sugli esterni in modo che contribuiscano di più alla fase difensiva?

“Gli esterni davano il loro contributo anche nel 4-3-3 quando tornavano indietro. Quando parlo di fase difensiva non mi riferisco solo ai quattro difensori, ma a tutti i giocatori. Il 4-2-3-1 è più lineare, più scolastico e non ci sono tante scalate e si marca a zona, ma dipende sempre dall’applicazione e dallo spirito di sacrificio che ogni giocatore mette in campo. Il 4-2-3-1 è più offensivo, ma abbiamo giocatori adatti anche se è vero che ci mancano davanti uomini, siamo corti poiché non abbiamo ricambi. Ma come ho detto stiamo lavorando e sono convinto che alla fine prenderemo i giocatori che ci servono”.

Quanto è importante avere la squadra completa per il ritiro in Austria?

“E’ sempre importante avere la squadra con la quale si pensa di giocare o almeno i maggior numero di giocatori il prima possibile perché prima arrivano e prima si abituano. Brenguer non è abituato a certi tipi di lavori, così come Bonifazi dice che la differenza fra A e B è enorme per tipologia d’allenamento e intensità e ci vuole del tempo prima che si abituino, soprattutto se arrivano giocatori da altri paesi. Prima arrivano i nuovi e meglio è, ma sappiamo che non è sempre possibile averli subito tutti. Comunque meglio tardi che mai e quando arriveranno cercheremo il più in fretta possibile di fare capire loro le cose”.

Come giudica Berenguer?

“Si è allenato anche poco, ha corso un po’. E’ arrivato dalla Spagna e non ha fatto praticamente nulla, quindi, abbiamo puntato sul lavoro fisico e poi di fargli capire cosa vogliamo. E’ un giocatore che può agire su tutta la fascia, tecnicamente è bravo e ha gamba. Finora ha segnato pochi gol, ma ha giocato anche come quinto e come terzino e di conseguenza si proponeva meno in avanti. Ma è un giocatore affidabile che può fare tutte e due le fasi e da noi giocherà in modo molto più offensivo e a le qualità per esprimersi meglio”.

In questi giorni ha insistito tanto sul possesso palla e sul pressing, l’ha fatto anche per migliorare il problema dei gol subiti lo scorso anno?

“Ma no, penso che siano due moduli diversi e s’interpretano differentemente. Il 4-2-3-1 è un modulo più offensivo, ma anche permette, in un certo senso, di stare meglio sul campo. Ho insistito per fa girare la palla più velocemente, in una certa zona del campo giocare a due tocchi e dare scarico e in altre rischiare lasciare più liberi in modo da mettere i giocatori nella migliore condizione  e per far esprimere la fantasia agli attaccanti. Ma in certe zone del campo bisogna giocare semplice e mantenere una linea da quattro e avere sempre due mediani. E’ più scolastico, ma più facile da capire e per marcare rispetto al 4-3-3 che prevede diverse scalate e se non si fa bene ci si ritrova con un buco. Invece con 4-2-3-1 è più facile, ma bisogna applicarsi e si deve stare concentrati e sacrificarsi”.

Milinkovic-Savic sarà il secondo portiere?

“Sì, penso di sì. Ci mancano ancora tre giocatori, almeno tre. Stiamo lavorando per questo e vedremo chi si riuscirà a prendere. C’è chi andrà via e chi arriverà, la società sta facendo il possibile per prendere chi ho chiesto e domani avremo la risposta di un giocatore è già tutto fatto, ma aspettiamo la sua risposta, dipende da lui ”.

Che ruolo ricopre il potenziale nuovo acquisto?

“(Ride, ndr) Volete anche il nome?”.

I giornalisti rispondono: “Se vuole, grazie”.

Il giocatore è uno di quelli che è già stato accostato dai giornali al Torino?

“I giornali li leggo poco, al mattino alle sei e mezza quando sono in bagno (ride, ndr). Non lo so neppure io, mi chiamano e mi dicono: “Abbiamo preso questo”. Voi scrivete tantissimi nomi, almeno una trentina e alla fine per forza uno lo indovinate”.

E’ un difensore straniero?

“Avete scritto di un difensore straniero?”

Glielo stiamo chiedendo.

“Non ho detto che è un difensore. Non è uno stranero, è un italiano, anzi, è uno straniero che gioca in Italia”.

Dove?

“Nel Carpi (ride, ndr)”.

Aveva detto che Barreca sarebbe potuto diventare uno fra i terzini più forti in Italia, è sempre dello stesso parere?  

“Mah, Barreca l’anno scorso ha debuttato in A e ha fatto bene. E’ sicuramente un giocatore di grande prospettiva. E’ cresciuto, ma deve crescere ancora molto. E’ un giocatore sul quale conto, ma ho detto al presidente che se dovesse arrivare un’offerta per lui importante sono il primo a dire di venderlo. Per fortuna non essendo arrivata l’offerta sono contento che resti. Per ogni cosa c’è il suo prezzo, anche se ho visto che i tifosi hanno scritto che Barreca non si tocca. Non si toccherà per adesso, ma nel calcio può succedere di tutto. Deve ripetere un’altra stagione e fare meglio che nella scorsa, ma continua a fare sempre gli stessi sbagli in fase difensiva pur lavorando su questo aspetto. Deve essere più concentrato, ma sicuramente migliorerà. Poi si vedrà”.

Se Belotti dovesse andare via cambierà modulo?

“In ogni squadra c’è un giocatore insostituibile, nella Juventus Higuain e Dybala, nell’Inter Icardi. E’ difficile trovare un giocatore che faccia 26 gol e quindi bisogna trovare altre soluzioni. Magari uno  due attaccanti che non segnano 26 reti, ma 12-13 gol ognuno ed esterni che segnano di più per arrivare sempre al numero di gol che può garantite un certo attaccante. Dipende anche dalle caratteristiche del giocatore e a seconda degli attaccanti che ci sono si può anche cambiare sistema di gioco”.

C’è un reparto che vorrebbe completo il più velocemente possibile?

“Ci mancano giocatori in ogni reparto. Adesso siamo messi peggio in attacco perché Belotti è indisponibile e Berenguer è appena arrivato. Praticamente siamo contati, ma lo sapevamo. Ma anche a centrocampo e in difesa. Ci verve almeno un giocatore per reparto”.

Qual è stato il colpo di mercato che l’ha più colpita finora? La Juventus è più forte dell’anno passato?

“Bonucci al Milan, vivendo a Torino e sapendo che cosa è successo non mi sono sorpreso. La Juve rimane favorita. A parte Bunucci che è un grande giocatore, ha tanti giocatori e tante possibilità per rinforzarsi, quindi, non vedo il problema. Rimane la squadra da battere”.

Ljajic oggi zoppicava, verrà in Francia?

“Non ha niente, non aveva voglia di allenarsi e ha fatto finta di avere male all’adduttore, così visto che si era sempre allenato negli scorsi venti giorni ed era la prima volta gli ho lasciato mezza giornata di riposo”.

Maxi Lopez è fuori dal progetto?

“Sì”.

Che cosa s’aspetta dalla gara in Francia con il Guingamp?         

“Mi aspetto che facciamo una bella partita sapendo che loro sono più avanti nella preparazione poiché il loro campionato inizia prima. Non ci sarà Belotti e Berenguer vediamo. Siamo ancora in fase di preparazione, ma voglio vedere che si metta in pratica ciò che abbiamo fatto in queste settimane. Il risultato va in secondo piano, ma se si vince è sempre meglio. Guarderò la prestazione, l’atteggiamento, l’applicazione e la voglia di mettere in pratica ciò che si è provato, questo è il primo obiettivo”.