Mihajlovic: “Non m’interessa chi segna, basta egoismi! Voglio che si faccia bene e si vincano le partite”

30.04.2017 07:00 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Mihajlovic: “Non m’interessa chi segna, basta egoismi! Voglio che si faccia bene e si vincano le partite”
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

L’allenatore del Torino, Sinisa Mihajlovic, ha parlato del pareggio con la Sampdoria. Ecco che cosa ha detto:

Venticinque tiri in porta e un gol alla Sampdoria, non è la prima volta che si commentano partite di questo tipo dove create tanto e portate a casa meno di ciò che avreste potuto ottenere. Secondo lei perché?

“Prima vincevamo in casa e perdevamo in trasferta ora siamo migliorati in trasferta e non riusciamo più a vincere in casa, infatti, nelle ultime quattro partite abbiamo pareggiato quattro volte e sempre con grande rammarico perché non so quante occasioni abbiamo creato. Solo nelle ultime due partite tra Crotone e Samp abbiamo fatto quaranta tiri in porta e abbiamo segnato solo due gol e subiti due su tre tiri nella nostra porta. Sicuramente questo non va bene. Va bene creare e tirare, ma bisogna anche essere più cattivi, decisi e più concreti in avanti. Come ho detto spesso, dobbiamo avere più rabbia nel segnare e più disprezzo nel non prendere gol, invece, alla prima occasione che capita ai nostri avversari subiamo gol e ci servono sette o otto occasioni per riuscire a segnare e avendo giocatori di qualità in attacco. Mi aspettavo qualche cosa di più, ma si vede che ci manca freddezza e la rabbia per cercare di buttare la palla dentro. Qualche volta, non solo ieri sera con la Sampdoria, i giocatori in attacco sono stati un po’ egoisti perché hanno tirato in porta quando qualche compagno era meglio piazzato. Era successo con il Chievo a Falque, se uno tira e segna si deve fargli i complimenti, ma se non fa gol e c’era un compagno messo meglio e non gli si passa la palla allora non va bene perché bisogna mettere sempre la squadra al primo posto. Di queste cose ne ho già parlato con i ragazzi, ma riaffronterò il discorso perché non voglio più vedere situazioni di questo tipo. Non m’interessa chi segna, ma m’interessa fare bene e vincere le partite. Fa bene chi fa gol, ma non voglio l’egoismo”.

La prossima partita sarà in trasferta e Belotti non ha segnato, questo aiuta a mettere pressione alla Juventus?

“Sicuramente con la Juve non avremo tutte queste occasioni per fare gol, ne avremo meno, almeno così penso, poi magari sarà smentito … spero, però non credo. Quindi nelle poche occasioni che ci capiteranno dovremo buttarla dentro, anche perché sappiamo che loro quando ne avranno occasione segneranno. Andremo là a giocare come sempre la nostra partita cercando di metterli in difficoltà e di vincere, come abbiamo fatto sempre”.

Belotti sembra avere un po’ troppo la classifica cannonieri in testa, forse per questo ha un po’ perso lucidità sotto porta?

“Una giornata un po’ sotto tono in mezzo a tante ci può stare. In passato ci ha trascinati tante volte, quindi, spero che i gol se li sia tenuti per il derby. E’ un ragazzo intelligente che gioca sempre per la squadra e fino a quando si farà guidare dalla sua generosità segnerà sempre e sarà amato dai compagni, ma non deve diventare un’ossessione la classifica marcatori perché già adesso la sua stagione è straordinaria e ha davanti altri dodici o tredici anni di cassiera e sicuramente, prima o poi, vincere il titolo di cannoniere. Deve stare sereno e tranquillo e cercare di mettersi in finzione del gruppo come fa, poi può capitare di non segnare qualche volta e non c’è nessun tipo di problema”.

Dopo aver parlato cin affetto del presidente Ferrero l’ha incontrato?

“E’ venuto a salutarmi prima della partita, non negli spogliatoi perché non può entrare ma davanti. E’ stato un incontro cordiale”.

Vi siete incontrati prima quindi?

“Eh, dopo non ero in condizione (sorride, ndr)”.

Il derby può diventare la partita che vi salva un po’ la stagione?

“Affronteremo la Juventus come facciamo sempre con tutte le altre squadre. Un derby non ha bisogno di particolari motivazioni, in queste partite i giocatori devono motivarsi da soli altrimenti è meglio che cambino mestiere. Anzi bisogna mettere un po’ la palla a terra, nel senso che penso che i ragazzi debbano essere tenuti sereni e tranquilli pur sapendo che se giocheranno come sanno potranno metterli in difficoltà. Vedremo quello che succederà”.  

Carlão, che finora si è potuto vedere poco a causa degli infortuni, è fra i giocatori che vanno promossi o bocciati?

“Lo sto facendo giocare perché devo valutarlo in vista del prossimo anno. Spesso è stato infortunato e non è risuscito a giocare con continuità. In settimana vedrò se sabato lo farò giocare oppure no, devo decidere. Alla fine del campionato trarremo le conclusioni per quel che riguarda lui e anche per tanti altri”.

Giovedì ci sarà la ricorrenza del quattro maggio, la tragedia di Superga, che emozioni prova? Il fatto che il derby si giocherà due giorni dopo potrà essere una motivazione in più per i giocatori?

“Se devo essere sincero, non ci ho pensato perché ero concentrato sulla partita con la Sampdoria e adesso è anche difficile dopo una gara del genere voltare pagina e pensare ad altre cose poiché siamo ancora sotto l’influsso dell’adrenalina della gara. Per noi sarà un grande piacere andare a Superga e sarà emozionante per tutti noi, per me sarà la prima volta e ci sarà tanta gente. Bisogna onorare la Storia del Torino e noi cerchiamo di farlo sempre anche in campo. Come ho detto, il derby non ha bisogno di ulteriori motivazioni altrimenti c’è il rischio che se le motivazioni sono troppe taglino le gambe. Bisogna arrivare al derby tranquilli e sereni senza esagerare troppo né nel motivare né nel non farlo. I ragazzi sono professionisti e sanno a cosa vanno incontro, sanno che è una partita importante per noi e per i tifosi, andremo là e cercheremo di fare la nostra partita come abbiamo sempre fatto”.