Mihajlovic nel bene e nel male ci mette la faccia e i giocatori?

Mihajlovic nel bene e nel male ci mette la faccia e i giocatori?TUTTOmercatoWEB.com
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sabato 29 ottobre 2016, 10:35Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin per Torinogranata.it
La trasferta a Udine deve dare risposte sul rendimento dei singoli e del gruppo. L’obiettivo Europa League si raggiunge solo con la continuità dei risultati positivi.

Il Torino non ha mezze misure: o esalta chi lo vede oppure fa incavolare. La squadra è ancora materia in parte grezza che mister Mihajlovic sta forgiando a sua immagine e somiglianza, il compito, però, non è così facile perché ci sono giocatori che per giovane età e alcuni per carattere e qualità non sono ancora riusciti a emergere e risultano discontinui. Sommando questo agli infortuni e ad arrivi negli ultimi giorni di mercato qualche punto per strada in queste prime dieci giornate di campionato la squadra l’ha lasciato, pur mantenendosi in scia con le altre formazioni che vogliono lottare per un posto in Europa League, ma per raggiungere quest’obiettivo occorre vincere con chi e meno forte e farlo anche il maggior numero di volte possibile con chi è della stessa caratura e provarci anche con chi è più forte.

Mihajlovic e il suo staff ce la stanno mettendo tutta per tirare fuori il massimo da ogni giocatore e il mister non lesina attestati di stima e sonore reprimende a chi fa bene e a chi sbaglia, soprattutto se l’errore è imputabile all’impegno e alla determinazione. Il malessere da trasferta, solo quattro punti conquistati sui quindici in palio, è indicativo di quanto la squadra ha bisogno di lavorare per passare dalla “teoria” degli allenamenti alla “pratica” delle partite, non è evidentemente la stessa cosa provare movimenti e giocate fra compagni e dover applicare quanto appreso quando di fronte c’è l’avversario.

La partita con l’Udinese di lunedì sarà un test importante per il Torino perché i friulani dopo un avvio di stagione con difficoltà e un cambio di allenatore, da Iachini a Delneri, sono passati dall’avere sette punti all’ottava giornata agli attuali tredici, quasi raddoppiando quanto conquistato in precedenza in sole due giornate. Mihajlovic avendo come scopo principale il bene del Torino non guarda in faccia nessuno e se lo ritiene opportuno può lasciare in panchina chiunque o comunque mandare in campo un giocatore facendogli ben presente che ha ottenuto una maglia da titolare solo per mancanza di alternative migliori. Sta poi al giocatore decidere se dare il massimo oppure correre il rischio che qualche compagno sfrutti l’occasione e scali le gerarchie o che a gennaio arrivi qualcuno che gli soffia il posto. Con mister Mihajlovic tutti hanno l’opportunità di emergere, ma nessuno ha la certezza di andare in campo se non se l’è guadagnato in allenamento o se rende meno delle sue possibilità in partita, oltretutto l’allenatore del Torino ha il coraggio di prendersi pubblicamente le responsabilità e di dire le cose come stanno, quindi pensare di non fare altrettanto per chiunque è solo controproducente, anche in un mondo particolare com’è quello del calcio.