Mihajlovic: "A gennaio, rosa da migliorare in più punti. Voglio giocatori di personalità ed esperienza"

 di Alex Bembi  articolo letto 7586 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Mihajlovic: "A gennaio, rosa da migliorare in più punti. Voglio giocatori di personalità ed esperienza"

Una lunga intervista quella rilasciata da Mihajlovic ai colleghi de La Repubblica. Il mister granata ha parlato un po' di tutto, ma in questo periodo le dichiarazioni più attese sono quelle sul mercato: "“Il Torino non si può permettere fuoriclasse in grado di cambiare il rendimento della squadra, ma dobbiamo puntare a migliorare la rosa in diversi punti e solo dalla somma di quei piccoli miglioramenti deriverà un beneficio. Servono personalità ed esperienza. Per chi è già qui invece, serve abituarsi a sopportare la pressione, allo stress da vittoria, che può portare ansia. Ma noi puntiamo sempre all’Europa, giocando d’attacco e cercando di fare sempre la partita.“.

Sui giovani e la sua riconosciuta abilità nel lanciarli: "Con i giocatori giovani serve solo un po’ di coraggio. Se non li fai giocare non potranno diventare forti. Per me conta il campo, non l’età: di giovani ne ho lanciati già molti, da ct della Serbia facevo giocare ragazzi di 18, 19 anni. È questione di mentalità: alcuni allenatori non rischiano perché poi magari le cose non vanno bene, ti mandano via e un altro arriva a raccogliere i frutti del tuo lavoro. Io non sono così. Per me lanciarli è motivo di orgoglio. Noi al Toro li stiamo già facendo giocare, non saranno sorprese, ma devono migliorare e confermare il loro valore: da Barreca a Lukic e Boye. E quelli già noti: Baselli, Benassi; Belotti non contiamolo più”.

C'è sempre un po' di rossonero nella vita di Sinisa, con Galliani i rapporti sono idilliaci e lo stesso dirigente ha scritto al suo ex allenatore dopo la Donnarumma del Milan in Supercoppa. Il ringraziamento per quanto fatto la scorsa stagione (Mihajlovic ha guidato i meneghini sino alla finale, giocata poi agli ordini di Brocchi) e per aver lanciato il portiere del futuro, Gigi Donnarumma: “L’avrei fatto giocare già dopo il mio primo mese al Milan: fortissimo. Avevo un dubbio sulla sua tenuta psicologica. Lo chiamai e gli chiesi se se la sentiva, lui disse di sì, gli spiegai che poteva anche sbagliare, finché sarei stato in panchina sarebbe stato il portiere titolare del Milan. Lo feci esordire contro il Sassuolo. Vincemmo e parò bene, fece solo un errore prendendo gol sul suo palo. Ma, e questo lo rende speciale, impara in fretta: non ripete mai lo stesso errore. Un paragone tra Cairo e Berlusconi? Con Cairo sto avendo maggiore sintonia. Il paragone è comunque azzaradato perchè sono due presidenti che stanno vivendo un periodo diverso della loro vita”.