Mercato con navigazione a vista o strategia ben oculata?

Non aver riscattato Antenucci lascia perplessi i tifosi che non capiscono quali siano le strategie per adeguare la squadra alla serie A. Mancano venti giorni all'inizio del ritiro e la rosa è ben lontana dall'essere formata all'80 per cento.
23.06.2012 12:36 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Mercato con navigazione a vista o strategia ben oculata?
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Meggiorini è stato definitivamente acquistato, mentre Antenucci no. A primo acchito questo lascia molto perplessi, per non dire estremamente preoccupati, i tifosi sulla strategia che il Torino intende adottare per adeguare la rosa alla serie A,visto che entrambi i giocatori rientravano nei piani per la prossima stagione. La dirigenza granata aveva fissato un po’ sotto al milione il prezzo ritenuto idoneo per acquisire a titolo definitivo ognuno dei cartellini dei due attaccanti e l’accordo si è trovato solo con il Genoa per Meggiorini, mentre il Catania non ha ceduto ulteriormente sulla cifra di circa 1,2 milioni, che era già scontata rispetto all’1,7 milioni che era stato pattuito quando si era stabilita la comproprietà. Alla luce di quanto avvenuto c’è da chiedersi se veramente il Torino riteneva Antenucci e Meggiorini attaccanti sui quali fare affidamento o solo alternative a giocatori decisamente di maggior spessore, nella prima ipotesi il cercare di risparmiare non ha premiato del tutto visto che è arrivato solo uno dei due, nella seconda la strategia granata è stata vincente in quanto si è aggiudicata al miglior prezzo un attaccante di riserva, due forse sarebbero stati troppi anche poi da gestire.

Per valutare appieno quanto è avvenuto bisognerà attendere le prossime mosse, infatti se arriverà un attaccante o due, il secondo nel caso in cui venga ceduto Bianchi, di spessore per la categoria, ovvero che nelle ultime stagioni regolarmente abbia segnato non meno di una quindicina di gol in serie A e che tecnicamente abbia le caratteristiche idonee al gioco offensivo di Ventura, allora il Torino, per quel che riguarda l’attacco, sta conducendo un mercato in linea con l’obiettivo non solo di una salvezza tranquilla al primo anno di ritorno nella massima divisione, ma anche con il formare una rosa che dia garanzie per le stagioni successive. In caso contrario la società starebbe ripetendo gli errori già commessi in passato e il restare in serie A equivarrebbe a giocare alla roulette russa: se si è fortunati quando si preme il grilletto della pistola il colpo non è in canna, se si è sfortunati il colpo c’è e ci si suicida.

Allo stato attuale il Torino prima squadra dispone di: Gomis, D’Ambrosio, Di Cesare, Ogbonna, Masiello, Chiosa, Glik, Vives, De Feudis, Suciu, Verdi, Basha, Stevanovic, Gorobsov, Sgrigna, Bianchi e Meggiorini. Calcolando che Gomis non ha la necessaria esperienza per la serie A, Di Cesare dovrebbe essere ceduto in quanto non rientra appieno nei programmi per la prossima stagione, De Feudis è in procinto di passare al Varese, Chiosa è molto giovane e nella scorsa stagione non c’è stata l’occasione neppure di farlo debuttare in serie B, Suciu è infortunato, Verdi verrà mandato ad acquisire esperienza in cadetteria, su Stevanovic c’è più di qualche dubbio che possa reggere la serie A, Gorobsov non rientra nel progetto tecnico e Sgrigna anche lui dovrebbe essere ceduto in quanto non rientra appieno nei programmi per la prossima stagione, ecco che c’è un’intera squadra da formare e mancano venti giorni all’inizio del ritiro e alla promessa fatta da Cairo di dare a Ventura l’ottanta per cento della rosa.