Mazzarri: “Vorrei che i giocatori quando si fa o si subisce gol non si prendessero delle pause”

17.03.2018 19:04 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Mazzarri: “Vorrei che i giocatori quando si fa o si subisce gol non si prendessero delle pause”
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

L’allenatore del Torino, Walter Mazzarri, in conferenza stampa ha presentato la partita di domani pomeriggio con la Fiorentina. Ecco che cosa ha detto:

La Fiorentina è squadra ostica, quali sono le insidie?

“E’ vero che è una squadra ostica perché non dà punti di riferimento, si muovono molto, i giocatori sono tutti bravi tecnicamente e mettono in difficoltà nel palleggio, quindi, dovremo essere molto attenti e compatti. Non è facile giocare con una squadra che non dà punti di riferimento”.

La Fiorentina nelle ultime sette trasferte ne ha vinte due partite e ne ha pareggiata quattro, un suo parere sulla partita?

“Fuori casa forse sono più spregiudicati e i risultati li ha fatti anche con squadre come il Napoli. Come ho detto, è una squadra molto veloce e si deve stare attenti alle loro ripartenze perché giocano la palla in modo veloce, quindi, se dovessimo attaccare dovremmo stare attenti ai loro contro piede. Ma è chiaro che noi dobbiamo fare una gara molto importante e fare come abbiamo fatto con la Roma nel primo tempo”.

E’ importante che la squadra dimostri domani di saper reagire?

“Sì, ma oltre ai punti vanno valutate le prestazioni e io e il mio staff cerchiamo di dare una mentalità e lavoriamo cercando di capire le criticità per risolverle e questo a volte si è visto di più e altre di meno. Bisogna giocare al calcio che piace a me per più tempo fino al novantacinquesimo e non solo per un lasso di tempo. Tutto insieme non si può fare, ma bisogna accelerare questo processo di crescita anche dal punto di vista mentale”.

Qual è il vestito tattico più adatto a questa squadra?

“Se mi chiedete la valutazione totale sulla rosa ci vuole ancora un po’ di tempo. Un allenatore che arriva in corsa e con una rosa di un certo tipo per serietà ha bisogno di tempo per fare le valutazioni. Alcuni giocatori hanno avuto infortuni e quindi li ho visti dopo, come ad esempio Barreca che non giocava già prima del mio arrivo e poi c’è il processo di stare bene, di avere la condizione e di capire le nuove idee che ho portato”.

Barreca è pronto per giocare dall’inizio?

“Se gioca Barreca non gioca Ansaldi perché si gioca in undici. I cambi sono tre e se un giocatore non ha i novanta minuti bisogna poi sostituirlo e questo non vale solo per Barreca, ma anche per tutti quelli che hanno giocato meno da quando sono arrivato”.

Ha percepito durante gli allenamenti in settimana se i suoi giocatori hanno capito che le partite bisogna giocarle anche a livello psicologico e mentale con la stessa intensità per novanta minuti altrimenti si perde a prescindere dall’avversario?

“Parlo con voi come con i giocatori e quando i giocatori mi chiedono spiegazioni  dico loro le cose in faccia e anche se non mi chiedono gliele dico. Ci siamo detti tante cose da questo punto di vista e ho dato i miei consigli, ora tutto quello che ho detto non posso dirlo perché non sarebbe carino, però, ad esempio ho detto, come già facevo quando ero al Napoli o da altre parti, io con me vorrei una squadra che se prende … partiamo dal presupposto che io guardo la prestazione e per crescere un allenatore vorrebbe dare un gioco, un’identità e un organizzazione e si lavora in settimana per questo. La prestazione vorrei che fosse in un certo modo poi si gioca e la si corregge e si va avanti pianino pianino e si arriva davvero vicini al gioco che vorrei. Ci sono delle volte che c’è in una partita di calcio anche l’imponderabile: giochi bene e sbagli tre gol e subisci una rete al primo errore. Iniziamo dalla mentalità, nei novanta minuti se si prende un gol voglio vedere tutta la squadra andare a prendere la palla dentro la nostra porta e subito portarla a centrocampo perché ci crede, questo è un principio e voglio che sia così. E non che se si prende un gol ci si guarda, si aspetta che l’avversario festeggi perché si deve prendere la palla e andare a centrocampo se si gioca come si era detto e se si è convinti. Questa è una cosa psicologica. E vale anche al contrario, se grazie a Dio facciamo gol noi avrete visto che io in panchina con le mani faccio vedere zero a zero e dico di venire via perché si festeggia al novantacinquesimo, la partita non è finita. A volte può subentrare un po’ per inesperienza, un po’ per abitudine caratteriale che dopo aver fatto gol si giochi in un altro modo e si sta meno attenti rispetto a quello che si era preparato e poi gli altri pareggiano. Questa è la mia storia e l’ho fatto anche in altri club e cerco di farlo anche qui. Domani, dopo quello che è successo a Roma, voglio vedere che se dovessimo subire gol accadrà quanto ho detto e se accadesse sarebbe già una crescita se la squadra subito riprendesse a giocare come si era preparato. Con la Sampdoria mi avevano fatto vedere quello che sto dicendo, infatti, si stava giocando benissimo poi è successo l’indicente di prendere gol, quella punizione andata storta al loro primo tiro in porta, ma abbiamo continuato a giocare fino a quando non abbiamo pareggiato e, forse, se non fossimo rimasti in dieci magari avremmo anche potuto vincere. In quella partita con la Sampdoria forse è stata l’unica partita che è rientrata in questa logica, ma è così che si deve fare. Ora vediamo domani perché la prossima partita è sempre la più importante”.

Da chi si aspetta qualche cosa in più?

“Faccio fatica  a parlare dei singoli, ma vorrei che tutti crescessero, anche chi sta fuori vorrei che acquisisse una mentalità importante e che tutti lo facessero vedere in campo. Che non si mollasse mai, non si levasse mai il piede, che si mettesse il centodue per cento, che si vincesse il duello personale con l’avversario e questi sono principi che vorrei già vedere. E’ questa crescita che vorrei vedere e se sarà così ci sarà vantaggio per tutti”.

Ljajic è una risorsa o un problema?

“I giocatori per me non sono mai un problema. Se domani dovesse giocare o entrare sarà una risorsa. Fa parte di una rosa e delle scelte di un allenatore e finora ho pensato che fossero più utili altri. E’ un discorso di valutazioni. Edera, per esempio, è un giovane interessante, ma se dovesse giocare dovrei tenere fuori Iago Falque”.

Ma come sta Ljajic perché ai tifosi aveva detto che stava benissimo?

“Dovrebbe dirlo al medico. Sabato dopo la rifinitura aveva un problema e per questo non è venuto a Roma e se durante la partitina stava a guardare i compagni voleva dire che non stava bene poi il giorno dopo ha iniziato a lavorare con la squadra”.

Nella valutazione della rosa il mix tra giovani ed esperi è equilibrato?

“In generale dico che quando saremo alla fine farà le valutazioni, dopo che avrò tastato e capito ma non solo sotto l’aspetto tecnico. In una squadra ci deve essere alchimia all’interno dello spogliatoio, non è una questione di carta d’identità, ma anche di caratteri complementari. Per questo a giugno dando le mie valutazioni terrò conto anche di questo. Da giugno la società saprà chiaramente che cosa vorrà Mazzarri”.

Come sta Niang?

“Sta … nei colpi di testa mi sembra un po’ meno sicuro, infatti, ha la mascherina, ma per il resto fa tutto. E’ a disposizione e mi sembra che stia bene”.

Qual è l’obiettivo di qua a fine stagione?

“La prossima partita, lo dico dal primo giorno. Domani c’è la Fiorentina e dovremo ottenere la miglior prestazione possibile e se possibile anche un risultato positivo. Poi ci sarà un’altra partita e così via fino alla fine e allora vedremo dove saremo arrivati e faremo le considerazioni del caso”.

Belotti è stato convocato in nazionale può essere un incentivo per lui?

“Ho visto Belotti in settimana motivato, è un vero guerriero e credo che gli bastino le nostre motivazioni. Lui sa che ci teniamo che torni al meglio. Sono curioso domani di vedere il suo approccio, ma sono convinto che partirà veramente forte. E’ ovvio che per il suo morale la convocazione è importante, come per tutti quelli che vanno in Nazionale. E’ importante quando un nostro giocatore è convocato nelle varie Nazionali”.