Mazzarri: “La squadra deve sentire il pericolo e oggi non aveva le idee chiare, sconfitta meritata”

10.11.2018 21:45 di Elena Rossin  articolo letto 2568 volte
Fonte: Elena Rossin
Walter Mazzarri
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Walter Mazzarri

L’allenatore del Torino, Walter Mazzarri in conferenza stampa ha commentato la sconfitta con il Parma. Ecco tutto ciò che ha detto:

Un approccio non giusto, due gol subiti poi siete riusciti a segnare il due a uno, ma non a fare quello del pareggio. Tante volte il Parma è arrivato primo sulla palla e non sono state create vere occasioni da gol. Ci si aspettava una prova di maturità da parte della squadra ma, purtroppo non c’è stata.

“Vero, devo darle ragione in tutto. Ha detto bene, siamo partiti male e su questo c’è da riflettere perché lo facciamo troppo spesso: con il Napoli avevamo regalato il gol, con la Fiorentina anche e oggi pure così si parte sempre con l’handicap quando giochiamo in casa. E questa è una cosa che sta cominciando a darmi fastidio. Ma al di là di questo, dico spesso e l’ho fatto anche ieri e subito dopo la partita con la Sampdoria che c’era il rischio che con il Parma sarebbe stata una partita a rischio se non avessimo avuto la bravura di tenere un comportamento da squadra che dà continuità alle prestazioni. Probabilmente non sono stato bravo, l’ho detto poco, l’ho fatto trapelare poco ai giocatori, ma penso che la prossima volta non ci sarà questo rischio perché dobbiamo prevenire e non curare, quindi, durante gli allenamenti dovrò fare in modo di spaventare la squadra. Forse la squadra ha bisogno di vedere, di sentire il pericolo in un modo più diretto. Dovrò fare questo perché per ora i giocatori da soli non ci arrivano, la squadra non è così matura da capirlo. Faccio un esempio, ho fatto giocare gli stessi che avevano affrontato la Sampdoria, Meïté a parte poiché era squalificato e ho optato per Soriano in quanto il suo inserimento cambiava meno gli equilibri, proprio perché volevo che la squadra facesse il salto di qualità e non ci fosse l’alibi del cambiamento dopo una partita quasi perfetta come quella con la Samp. Ho toccato questo tasto psicologico, ma non è servito. Avrei anche potuto cambiare di più, ma lo si può fare solo se si entra in campo con la testa giusta. Come giustamente ha detto lei, se si arriva sempre secondi sulla palla si verificano partite come quella di oggi. Il Parma ha fatto una bellissima partita e devo fargli i complimenti perché erano veramente assatanati su ogni palla e meno male che qualcuno dice che siamo una squadra fisica, ma loro ci hanno mangiato dal punto di vista fisico, del duello aereo, del contrasto e nel rubare palla e ripartire. Ci sarebbero da dire anche altre cose e alla fine avremmo pure segnare e raccogliere un punto. Una squadra esperta, magari, non avrebbe preso il secondo gol dopo aver preso il primo. Volevamo dimostrare di essere bravi e ci siamo scoperti anche troppo”.

C’era frenesia e la ricerca del gol è stata fatta più di nervi che con la testa.

“Siamo andati negli spogliatoi per l’intervallo sul due a uno e se vi ricordate come abbiamo giocato nel secondo tempo con l’Inter se l’avessimo fatto anche oggi, se avessimo avuto quella veemenza e quell’atteggiamento probabilmente un altro gol l’avremmo segnato. E’ vero che abbiamo preso due gol, ma riaprendo la partita prima dell’intervallo c’era tutto il tempo per pareggiare, invece, abbiamo fatto diciamo un po’ di confusione. Secondo me, non avevamo le idee chiare e infatti i piazzati dalla trequarti li tiravamo in tribuna, si tirava e colpivano gli uccellini dietro il loro portiere e questo vuole dire che non avevamo la testa giusta per affrontare la partita. Su questo bisogna riflettere e devo farlo io per primo, quando si riprenderanno gli allenamenti tutti insieme si dovrà fare autocritica”.

Il centrocampo ha fatto circolare poco la palla e quel poco è stato in orizzontale e lentamente. Soriano non si è ancora integrato nel gioco ed è stato lento e impacciato. Sirigu ha fatto cinque parate importanti e il Torino non ha fatto un tiro pericoloso in porta. Non è preoccupante?

“Per non darmi addosso da solo mi tocca ora un po’ difendere la squadra. Quando si perde due a uno in casa si cerca di fare di tutto per pareggiare e io stesso ho fatto cambi spregiudicati e, quindi, è normale rischiare di subire anche il terzo gol. Fino a quando c’è stata partita con i ritmi giusti è un conto, ho cambiato modulo, ma questo non c'entra con il fatto che nel finale si è attaccato all’arma bianca e si è provato il tutto per tutto e non dobbiamo contare questo altrimenti poteva finire cinque a uno”.

Ma di tiri veramente pericolosi verso la porta del Parma il Torino non ne ha fatti.

“Eh. In base alla disamina che ha fatto è giusta per quel che riguarda la circolazione lenta della palla, ma è anche vero che il Parma si è schierato con il 4-5-1 formando una cerniera umana davanti alla propria area e con Gervinho e gli altri attaccanti che non aspettano altro che l’avversario sbagliasse per ripartire negli spazi. In queste situazioni si rischia soprattutto se si regala il gol iniziale e così li si fa andare a nozze, ma l’avrebbero fatto anche se il risultato fosse continuato ad essere sullo zero a zero. Tatticamente si sapeva quali sarebbero stati i pericoli e, infatti, mi ero raccomandato sulle coperture preventive, quando si attaccava bisognava essere subito vicino agli uomini in modo da non farli ripartire se avessimo perso palla. Purtroppo quando non ci sei complessivamente con la testa, con la veemenza vengono fuori queste partite e non le si recupera più. E’ per questo che voglio dire ai ragazzi che se non si ha la giusta attenzione, la giusta applicazione, se non si utilizzano tutte le qualità che si hanno e se non si vede il pericolo che può creare l’altra squadra non si corregge più l’andamento della partita. Se non si è concentrati fin da primo istante una squadra non esperta come siamo noi peggiora la situazione e finisce per fare regali agli avversari”.

Quando diceva che vuole far sentire di più il pericolo alla squadra intende anche mandare in panchina qualcuno?

“No, per spaventare intendo che quando ci fanno i complimenti e parlano bene di noi c’è il rischio che se non si ha quella maturità di vedere il pericolo, di sapersi isolare, di preparare la partita nello stesso modo si finisce per disputare gare come quella di oggi. Ho esperienza avendo fatto crescere tante squadre e avrei dovuto in settimana creare un terrore dietro l’altro, il primo che fiatava … dovevo fare capire come un matto che era una partita difficile, che dovevamo affrontare il Parma in un certo modo. Io mi metto in prima linea quando non vanno bene le cose, ma è chiaro che anche i ragazzi devono ascoltarmi”.    

Quando ha segnato Baselli stava per entrare Zaza, avrebbe fatto lo spesso cambio che poi ha effettuato nella ripresa con Simone al posto di Djidji?

“Sì, ma con Frustalupi abbiamo pensato di aspettare e di non dare vantaggio a D’Aversa nel sapere come ci saremmo schierati poiché mancavano cinque minuti all’intervallo e di solito dopo aver segnato siamo arrembanti e in altre partite abbiamo subito fatto anche il secondo gol oppure ci siamo andati molto vicini. Infatti nell’intervallo ho spiegato tutto ai giocatori dando anche istruzioni per fare giocare insieme i nuovi e poi appena è iniziato il secondo tempo ho fatto il cambio. Non è stato questo il problema, ma che c’è stato tanto tempo per cambiare le cose. Il cambio è avvenuto dopo tre minuti e ne rimanevano altri quarantadue più recupero che poi è stato di quattro, ma se si fosse dovuto recuperare tutto il tempo perso la ripresa sarebbe durata sessanta minuti, lasciamo stare questo altrimenti entriamo in un ginepraio. Al di là di questo c’era il tempo per fare due gol se avessimo giocato con la stessa intensità, la stessa lucidità e gli stessi meccanismi come con la Sampdoria. Purtroppo non abbiamo cambiato marcia e siamo rimasti come nel primo tempo e in certi momenti anche meno lucidi. Levando quelle poche sicurezze dettate dalle trame di gioco si è fatto ancora peggio, se ci sono due attaccanti in area e si fa un 4-4-2 spinto o un 4-2-4 la prima cosa che non si deve fare è tornare indietro, ma buttarla dentro con le ali e i terzini in sovrapposizione, invece, sembrava che lo facessimo apposta a non buttarla in mezzo o quando lo si faceva gli attaccanti erano fuori dall’area. Una brutta partita, una giornata no e ci sono rimasto male perché sapevo che si potevano rischiare queste cose, ma speravo sinceramente che non accadessero”.

Il problema è quindi di testa, però è sorprendente che accadano certe ingenuità perché ci sono giovani ma anche molti elementi esperti.

“Avrò sbagliato io, il mio preparatore. Oggi eravamo troppo diversi nel palleggio, nella rapidità anche di gambe, nella lucidità nei passaggi, Non lo so, sono quelle cose che capitano e poi non è che siamo così esperti in tutti i reparti per certi obiettivi. Per avere continuità e arrivare il più in alto possibile ci vuole un’esperienza che faccia sì che gli altri ti vedano come una grande squadra. Il Parma di sicuro non ci ha sottovalutati e gli avversari danno anche 120%. Se questi giocatori vogliono fare il salto di qualità devono sapere che tutti gli avversari li affronteranno come noi abbiamo affrontato la Sampdoria se non di più ancora. Questa è un’altra cosa da fare capire. E’ una battuta d’arresto”.

Zaza era arrivato per far fare alla squadra il salto di qualità e invece ha forse perso fiducia in se stesso, sicuramente spazio all’interno della squadra e la convocazione in Nazionale. Che cosa gli sta capitando?

“E’ stato anche mezzo acciaccato e quando capita si perde un po’ di veemenza e continuità e si smarrisce un pochino lo stato di forma ottimale. Quando entra part time deve fare come ha fatto con il Chievo: correre, metterla sul piano della lotta, far vedere che sta bene fisicamente, non perdere la palla e non deve penare a nulla. Non so che cos’ha, bisogna chiederlo a lui. Da allenatore dico che quando si entra in campo si deve dare tutto, lottare e se si perde la palla la si deve recuperare immediatamente. Se cominciano a fare tutti così si riesce a fare come il Parma che non ci ha concesso nulla e non ci ha fatto fare due passaggi di fila se non li si fa ai mille all’ora. Questo è il segreto: lo dico per Zaza, ma vale per tutti”.

Il Parma ha sicuramente meritato la vittoria, ma è parso appariscente il fallo di Gagliolo su De Silvestri al limite dell’area e sul due a uno per gli ducali. Era una possibile punizione e forse ci stava il cartellino rosso, l’arbitro Massa oggi ha sbagliato molto oltre a questa circostanza. Ci dà un suo giudizio?

“Prima ho parlato di ginepraio, ci siete voi, ci sono le telecamere, ci sono i moviolisti e vedete le partite i falli e tutto e, quindi, non voglio più parlare di queste cose perché altrimenti … Lo feci l’ultima volta quando vincemmo e pensavo che così nessuno avrebbe pensato che cercavo alibi e quando avevamo meritato per prestazioni pure. E’ chiaro che alle volte si gioca male e si vince lo stesso e, quindi, le nostre prestazioni con quello che dice lei non vanno di pari passo, ma da allenatore e rischio di essere anche troppo onesto dico che oggi la mia squadra non mi è piaciuta per niente. Però, vorrei che voi steste attenti su tutto. Qualcuno mi parla della classifica e sapete come la penso, noi sul campo, al di là di oggi che abbiamo meritato anche dal punto di vista del gioco di perdere, altre volte meritavamo di vincere sia come gioco sia come episodi e almeno di avere decisioni a favore tipo rigori. Ho detto anche troppo e non voglio attaccarmi a niente, infatti, ho parlato solo di calcio e degli errori, degli sbagli, dell’approccio della mia squadra”.