Mazzarri: “Abbiamo cambiato marcia e ci sono certi equilibri: cambiare non so se è il caso”

09.11.2018 15:26 di Elena Rossin  articolo letto 2614 volte
Fonte: Elena Rossin
Walter Mazzzarri
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Walter Mazzzarri

L’allenatore del Torino, Walter Mazzarri, in conferenza stampa ha presentato la partita di domani pomeriggio con il Parma. Ecco che cosa ha detto:

Che tipo di squadra è il Parma?

“Il Parma ha quattordici punti, quindi, ha dei valori e ha giocatori importanti nell’organico come Gervinho e Inglese che hanno anche caratteristiche complementari. Hanno fatto due vittorie esterne importanti con Genoa e Inter. Questo significa che hanno un organico di tutto rispetto e sono predisposti per il gioco di rimessa. Dovremo scordarci ciò che abbiamo fatto con la Sampdoria e non cullarci sugli allori e stare attenti ai pericoli. Ho allenato Rigoni e sa inserirsi e segnare e poi ci sono Barillà e Grassi. La classifica che ha il Parma rispecchia quanto vale la squadra. Ci vorrà una squadra attentissima che giochi come ha fatto nelle ultime gare”.

Con la Sampdoria avete dominato in tutto, teme un calo di concentrazione?

“Se vogliamo crescere come abbiamo fatto in parte in questo campionato dobbiamo acquisire la mentalità di festeggiare un giorno, ma dal giorno dopo sapere che la partita successiva sarà più difficile della precedente. Abbiamo fatto bene con la Sampdoria e nelle due gare precedenti, ma dobbiamo migliorarci e stare attenti alla prestazione e a tutto ciò che può portarci a fare un calcio importante. Domani sono curioso di vedere se avremo fatto davvero il salto di qualità”.

A Frustalupi si deve un elogio visto che quando la sostituisce la squadra vince sempre?

“Quanto sia bravo e preparato l’ho detto ai microfoni di Sky subito dopo la partita. Magari se ne varrà la pena faremo sempre questo cambio tattico (ride, ndr)”.

La squadra è pronta per il tridente formato da Falque, Belotti e Zaza oppure possono giocare insieme solo in certi frangenti e per spezzoni di partita?

“Nelle ultime tre partite le squadra ha preso una fisionomia di gioco, tattica e di sincronismi che possono essere anche cambiati, però, bisogna stare attenti a rompere certi equilibri. Siamo andati molto sull’organizzazione e sul gioco, sia nella fase attiva sia in quella passiva, e rompere certi equilibri in questo momento non so se sia il caso. Vedremo anche in base all’ultimo allenamento. Come vi ho detto anche in passato a me piace far giocare tenti attaccanti, tanti giocatori offensivi, ma l’importante è che siano in forma tutti, facciano le due fasi e corrano e che possano fare ciò che fanno gli altri nella fase difensiva perché quando si prendono gol è difficile poi farne altri. Faccio sempre tutte queste considerazioni e faccio tante prove fino all’ultimo e poi decido la formazione migliore anche in base all’avversario e a tante cose. Ci terrei a ricordarvi ciò che anche i giocatori iniziano a capire: noi giochiamo in quattordici e partite perché nel calcio moderno soprattutto in attacco si ha bisogno d cambiare perché davanti bisogna essere lucidi, pressare e fare tante cose. Zaza, Falque e Belotti si sono visti nel finale con la Fiorentina quando le partite hanno già preso una direzione, quando gli avversari possono essere più stanchi e può convenire mettere un giocatore più offensivo e fresco in quel momento in modo che possa fare bene. Fino ad oggi, però, a parte nelle gara con la Sampdoria, non ci è andata ben. Ero convinto che con la Fiorentina per la mole di gioco che stavamo producendo magari con un attaccante in più un gol l’avremmo fatto.  L’equazione tanti attaccanti tanti gol non sempre combacia, quindi, credo più nel gioco e nei meccanismi e che possono fare gol tutti in questa squadra con questo  tipo di atteggiamento tattico”.

La parola d’ordine per domani è continuità?

“Certo”.

L’assenza di Meïté per squalifica comporterà cambiamenti?

“Ha caratteristiche particolari e uno uguale non c’è. Poiché la squadra ha preso una fisionomia ben precisa già cambiarne uno può significare qualche cosa di diverso ed è questa un’altra variabile che voglio verificare domani e per chi giocherà al suo posto sarà una verifica”.

La richiesta di pressing alto ha influito in passato sulla lucidità di Belotti?

“No e lo si è visto anche domenica. Con la Fiorentina abbiamo avuto occasioni da gol nitide ancora maggiori. Quando le distanze sono minori si corre meglio e si fa meno fatica. Ma gli attaccanti devono fare un certo tipo di lavoro per la squadra, anche difensivo, e quando uno è stanco e meno lucido lo si cambia e chi entra ha vantaggi perché gli avversari sono più stanchi”.

Domani la svolta?

“Non sono per proclami poiché mancano ancora tante partite e i giocatori devono pensare partita per partita e poi all’ultima giornata vedremo. Con la Sampdoria abbiamo fato bene, ma ho corretto tante cose e in ogni partita si deve fare meglio. Anche con la Fiorentina avevamo fatto una buona prestazione seppur non sia arrivato il secondo gol. Preferisco parlare di crescita piuttosto che di svolta e domani sarà una partita che deve dare delle conferme sulla mentalità acquisita, del non pensare alla gara precedente, del vedere i pericoli, dell’evitare rilassamenti e del portare rispetto a tutti gli avversari altrimenti questa sarà sempre la squadra che fa una gara bene e poi si rilassa. Se tutto questo ci sarà domani, allora potremo fare un bel campionato”.

In casa avete qualche cosa da farvi perdonare poiché qualche fischio lo avete ricevuto?

“I fischi sono stati tre e mezzo dietro la mia panchina, ma la curva ci ha dato sempre tanto sostegno. Con il Frosinone avevamo fatto una bella partita, ma abbiamo commesso errori di leggerezza. Solo con il Napoli non è stata una partita in linea con le altre e poi, forse, è stata meno grave per tanti motivi che non posso dire e, quindi, non la vedo così disastrosa e in più era in una tappa della nostra crescita. E ci sta che contro il Napoli, che mette in difficoltà anche le migliori d’Europa, si possa perdere. Nelle ultime tre partite ho visto un cambio di marcia dal punto di vista del gioco e dell’assetto tattico. Il percorso che è stato fatto fino ad oggi è molto soddisfacente per me”.

Soriano può essere il giusto sostituto di Meïté?

“L’altra volta vi ho dato la formazione e non me ne avete dato merito. Comunque il dubbio è fra Soriano e Berenguer.  Abbiamo fatto anche altre prove di variazioni tattiche, ma il dubbio è fra questi due”.

Si aspetta più convocazioni in Nazionale da Mancini?

“I nostri giocatori devono solo pensare a fare benissimo nel Toro così metteranno in difficoltà il Ct. Questo l’ho detto anche ai giocatori e concordano con me. E poi le convocazioni dipendono dal Ct”

Qual è il potenziale di crescita della squadra?

“Tanto e, infatti, abbiamo esaminando la gara con la Sampdoria e sono state fatte tante correzioni. I ragazzi rispondono alle mie sollecitazioni e per questo sono contento”.

Djidji è definibile al momento titolare?

“Quando si valuta un giocatore si guarda tutto. Dal primo momento mi sono accorto che è una spugna e l’ha aiutato il fatto di essere un professionista pazzesco, sempre concentrato e ha studiato e si è preparato così ha imparato in fretta il nostro modo di giocare. Gli è stato utile anche che la squadra ha meccanismi che funzionano. Se si tenta l’anticipo e si sa che c’è un compagno che copre, allora lo si fa con più tranquillità. Mi sta dando risposte importanti, speriamo continui così”.

Mancini l’ha chiamata per confrontarsi sullo stato di forma dei giocatori?

“Mancini non mi ha chiamato, non c’è stata questa possibilità”.

Il voto 7+ che ha dato il presidente Cairo alla squadra fotografa la situazione attuale?

“Va bene, non si commenta ciò che dice il presidente. Io non do voti, ma parlo di temi concreti  e posso dire che stiamo facendo bene e sono convinto che anche il presidente la pensi così

Donnarurmma è il futuro, ma Sirigu è l’attuale portiere più forte?

“L’avevo detto io in sala stampa che è il miglior portiere italiano attuale per rendimento, sicurezza e tante altre cose. Donnarumma è giovane e il futuro sarà suo”.