Lovato: "Juric prepara i giocatori alle situazioni in partita. Sposo la causa del Toro”

07.02.2024 16:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Dall'inviata alla conferenza stampa Elena Rossin
Lovato e Vagnati
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Lovato e Vagnati

Il nuovo difensore del TorinoMatteo Lovato, è stato presentato dal direttore tecnico Vagnati e poi in conferenza stampa ha risposto alle domande dei giornalisti.

Ha preso la parola Vagnati. “Buonasera a tutti, vi ringrazio di essere qui. Lovato, non so se neanche se lo sa, ma più volte l’ho visto quando giocava al Padova, visto che lavoravo molto vicino alla sua ex squadra quindi lo conosco da tanti anni, e ha fatto  da allora veramente un bel percorso, passando dall’Atalanta, al Cagliari e dopo alla Salernitana. Siamo contenti perché aveva anche altre possibilità. Immagino e sono convinto che lui sappia cosa vuole dire lavorare insieme a Juric, quello che gli può dare, perché sicuramente nell’ultimo periodo la situazione dov’era non era bellissima,  qui ha una grande possibilità e noi abbiamo la voglia di continuare con lui anche per molto tempo. Si è presentato molto bene, è un ragazzo che ha già un vissuto con Ivan e quindi già dai primi allenamenti si vedeva che sapeva cosa fare”.

Lovato. “Buona sera a tutti. Sono molto felice di essere qui e sono pronto ad affrontare questa nuova avventura. Come ha detto il direttore sono abituato al mister e lo conosco bene e lui conosce me. So cosa vuole e cosa cerca. Ci tengo a ringraziare la società, il presidente, il direttore e l’allenatore perché mi sono sentito subito cercato e voluto e per questo non ho nemmeno pensato a un’alternativa e ho spinto per essere al Torino. Conosco bene Juric e lui me, quindi so cosa vuole e cosa cerca”. 

Juric  sa lavorare con i difensori, ma cosa fa di speciale con voi?
“Il suo lavoro con i difensori, ma come qualsiasi lavoro, è di preparazione fisica  e mentale perché prepara il giocatore alle situazioni della partita. Credo che nessuno meglio di lui riesca a riproporre queste situazioni in allenamento. Quindi ogni giorno prepara la partita, con le sue idee e anche con il suo modo di essere e questo, soprattutto per i giocatori giovani ma anche per quelli che si vogliono ritrovare e ci credono, può dare un grande contributo e veramente può cambiare anche la carriera e dare più opportunità”.

Quali sono le sue prerogative tecniche e in cosa può ancora crescere?
“Credo di poter ancora crescere In tutti gli aspetti. A Verona ovviamente Juric mi ha dato subito la sua impronta nel lavoro uomo contro uomo e mi ha preparato un po’  questo tipo di gioco. Poi negli anni ho fatto anche altre esperienze giocando  quattro e da braccetto sia a destra sia a sinistra per cui ho un po’ di basi da cui partire e sulle quali posso lavorare perché so che, anche se da qualche anno gioco in Serie A, ho ancora molto da imparare e credo che il mister possa essere il proseguo migliore del mio percorso”.

Si sente un giocatore in prestito o qualche cosa di più? Cosa non è andato all’Atalanta?
“Sono arrivato a Bergamo che forse ero “un po’ troppo acerbo” e non ero ancora pronto ad affrontare determinate cose più che altro dal punto di vista mentale più che fisico. Nel fisico sono sempre stato preparato. Forse l’aspetto più difficile sul quale ho lavorato di più in questi anni è stato proprio quello mentale perché volevo sentirmi subito importante e quando sei in una squadra come l’Atalanta è normale che ci sia un periodo di assestamento e di comprensione anche della propria figura all’interno dello spogliatoio e della società. Il fatto di volere tutto e subito mi ha un po’ fregato, però da questo ho imparato  come non comportarmi e questo mi ha aiutato a crescere anche sotto questo aspetto.
Per quel che riguarda la prima domanda, credo che un giocatore prima di essere un professionista debba essere professionale quindi ho sempre lottato e dato tutto per la maglia che indossavo e che indosso. E’ un onore essere qui e fino all’ultimo giorno darò il 100% e spero, come ha detto il direttore, ci possano essere  molti anni qui a Torino e che si possa creare una sinergia con la società. Io, sicuramente, non mi sento un giocatore in prestito perché bisogna essere professionisti e professionali e quindi sposo la causa fino all’ultimo giorno”.

L’hanno sorpresa le parole di Juric di lunedì che se il Torino non va in Europa non resterà? Sono uno stimolo?
“Le parole del mister sono comprensibili, lui è sempre stato una persona, prima di essere un allenatore, diretta e lui quello che pensa dice. Per noi, parlo a livello personale ma anche di squadra, posso dire che noi daremo sempre il massimo per riuscire ad ottenere il miglior risultato possibile. Lavorare con lui farebbe piacere a tutti e fa bene a tutti quindi mi auguro di poter lavorare ancora per molto tempo insieme a lui e di raggiungere anche obiettivi importanti”.

Qual è stato il suo primo impatto visto che è arrivato l’ultimo giorno di mercato e ha subito giocato in una situazione difficile visto che il Torino aveva già fuori Schuurs e Buongiorno e poi con la Salernitana hanno avuto problemi fisici anche Rodriguez e Tameze ?
“Mi sono trovato bene fin da subito perché ci sono tanti ragazzi con i quali avevo già giocato e che conosco bene, sono stato accolto benissimo, mi sono subito sentito parte del gruppo  e mi sono subito sentito responsabilizzato e questo per un giocatore è una cosa importante perché si percepisce la fiducia dei compagni, dello staff  e della società. E’ stato forse quasi un bene essere arrivato così a ridosso della partita e aver subito giocato perché questo mi ha permesso di “rompere il ghiaccio” e quindi sono felice di questa possibilità e spero che ce ne siamo mote altre di qui alla fine del campionato”.

Che opinione ha di Schuurs e Buongiorno?
“Schuurs è un centrale che interpreta nel migliore dei modi ciò che chiede il mister e, per quanto possa valere, l’ho votato nella top 11 dello scorso del campionato e questo fa capire la stima che ho per lui, ma come persona, purtroppo, non ho ancora avuto la possibilità di conoscerlo perché si sta riprendendo dall’infortunio. Alessandro lo conosco da un po’ di tempo e credo che abbia avuto una crescita esponenziale proprio perché ha capito cosa il mister gli chiedeva e quale potesse essere la sua vocazione e quindi il lavoro assieme al mister e allo staff credo che gli abbia fatto molto bene e risultati si vedono”.

Avete parlato nello spogliatoio delle parole dette da Juric? Con il Sassuolo sarebbe proto per giocare dall’inizio?
“Come squadra non ne abbiamo parato per il semplice motivo che il nostro obiettivo è quello di dare sempre il massimo, fare sempre la miglior partita possibile e ottenere il miglior risultato possibile per cui credo che non ci sia bisogno di parlare e dirsi di lavorare di più e impegnarsi maggiormente perché credo che la squadra lo sta già facendo e che si debba dare solo continuità al lavoro.
Per la gara di sabato, onestamente sono pronto perché fisicamente sto bene, mi sto solo adattando ai carichi di lavoro del mister, ma è normale. Non ho nessun timore, anzi, e ho voglia di dimostrare al direttore, alla società e soprattutto al mister di potermi meritare quest’occasione che m hanno dato”.

Jurc ha detto che la vede più come centrale, ma che può giocare in tutti i ruoli della difesa a tre, ma lei quale posizione preferisce?
“Non voglio andare contro al mister (sorride, ndr) per cui se dice che devo giocare centrale va bene. A parte gli scherzi, anch’io preferisco giocare centrale anche perché con le idee del mister credo che sia la posizione che faccia risaltare al meglio le mie caratteristiche”.