Ljajic fa bene anche con la Serbia ora tocca a Mazzarri utilizzarlo nel Torino

Con Mazzarri Ljajic ha giocato in nove partite solo quarantasei minuti sufficienti per calciare una splendida punizione che ha permesso a Belotti di ritrovare il gol.
24.03.2018 07:04 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Ljajic fa bene anche con la Serbia ora tocca a Mazzarri utilizzarlo nel Torino
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Adem Ljajic aveva ritrovato in pianta stabile la sua Nazionale, la Serbia, in autunno quando sulla panchina del Torino c’era Mihajlovic, che lo aveva messo al centro del progetto granata per questa stagione. Poi complici le crescenti difficoltà del Torino, qualche intemperanza di troppo del carattere di Ljajic, due ritardi ingiustificati agli allenamenti che avevano portato Mihajlovic a escluderlo dalla trasferta a Roma in campionato con la Lazio l’undici dicembre, un infortunio, distrazione al muscolo bicipite femorale destro,  il diciassette dicembre e qualche piccolo acciacco, veramente di lieve entità, successivamente, lombalgia l’otto febbraio e un risentimento muscolare alla coscia un mese dopo, il campo il giocatore lo ha visto veramente molto poco. Soprattutto da quando Mazzarri ha sostituito alla guida del Torino Mihajlovic. Infatti, Ljajic nel girone di ritorno, coinciso con l’anno nuovo, ha collezionato solo ventitré minuti con il Verona e altrettanti con la Fiorentina. Nella gara con la Viola si è messo in evidenza per aver calciato magistralmente la punizione che ha permesso a Belotti di segnare il gol del momentaneo pareggio e in generale per aver dato maggiore verve al reparto offensivo, anche i compagni con lui in campo si sono mossi meglio, nel finale di quella gara.

Ieri sera con la Serbia Ljajic ha giocato l’amichevole con il Marocco, coincidenza ha voluto che la gara si disputasse allo stadio Grande Torino, e Adem partito titolare è rimasto in campo fino al trentasettesimo del secondo tempo confezionando un delizioso assist per Tadic, che segnando ha permesso di pareggiare momentaneamente, poi la partita è finita con la vittoria per due a uno del Marocco. L’allenatore della Serbia, Krstajic, ha utilizzato Ljajic da interno di centrocampo nel 4-3-3, posizione decisamente inusuale per il granata che, però, non ha sfigurato, anzi, perché oltre a giocare molti palloni e servire l’assist per Tadic ha anche pressato.

Ormai si dà per scontato che Ljajic a fine stagione lascerà il Torino, però, a prescindere dal suo caratterino - dopo la punizione battuta da manuale con la Fiorentina che ha mandato in gol Belotti non è sfuggito un gesto molto eloquente rivolto alla panchina e in particolare a Mazzarri da parte di Adem – non si può negare che con lui in campo, se è ispirato, il gioco del Torino, soprattutto in fase offensiva, ne tragga indubbi vantaggi. Al campionato il Torino no ha più nulla da chiedere, ma tenere in panchina Ljajic rasenta il masochismo. La squadra ha bisogno del suo talento e oltretutto anche in prospettiva della sua vendita non va svalutato, a gennaio il Torino ha rifiutato per il serbo dieci milioni di euro offerti dallo Spartak Mosca poiché ne voleva quasi il doppio. Ljajic andrà a giocare il Mondiale in Russia e si può stare certi che sfrutterà l’occasione per mettersi in mostra, esattamente come ha fatto con la Fiorentina e ieri sera con la sua Nazionale, però, Mazzarri non può ignorarlo come ha fatto finora. I talenti per quanto capricciosi e bizzosetti è meglio utilizzarli, non foss’altro perché permettono ai compagni di rendere al massimo come per Belotti, tornato grazie a Ljajic a segnare.