LIVE Juric: "Nessuna pressione, dobbiamo giocare felici e liberi con l'Inter. Mi piacerebbe vincere domani. Futuro? Non parlo. Buongiorno è intoccabile"

02.06.2023 13:55 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Dall'inviata al Grande Torino Olimpico Elena Rossin
Ivan Juric
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Ivan Juric

Il Torino con la vittoria sullo Spezia si è portato all’8° posto insieme alla Fiorentina, ma per sperare di accedere ai preliminari di Conference League dovrà battere l’Inter, nell’ultima giornata di campionato, e poi sperare che la Juventus sia esclusa dall’Uefa dalle coppe europee. L’allenatore del Torino, Ivan Juric, fra poco in conferenza stampa presenterà la gara con l’Inter, che si disputerà domani alle 18,30 allo stadio Grande Torino Olimpico.

Oltre a Radonjic e Lazaro ci sono altri indisponibili?
"No, a parte loro due sono tutti a disposizione"

Quanta pressione pensa ci sia sulla squadra per la partita di domani con l'Inter?
"Nessuna pressione, devono giocare proprio felici e liberi"

Può farci una valutazione sulla stagione?
"Per come siamo partiti e come eravamo messi il 1 agosto penso che i ragazzi sono stati splendidi e hanno lavorato veramente bene e duramente. I "vecchi" si sono confermati e anche migliorando e  i giovani sono cresciuti tantissimo mettendoci tanto impegno e volontà. Questo è un giudizio globale, ma lo si dà anche un po’, secondo me, se domani riusciremo a vincere arrivare ottavi: sarebbe veramente una cosa inaspettata e splendida"

Cosa ha allenato di più in questa settimana: la testa o il fisico?
"Mah, stiamo vedendo che in Italia è cambiato trend e tante squadre senza più obiettivi fanno grandi partite, punti e inguaiano chi lotta per qualcosa. Questo mi aspetto domani. L'Inter penserà un po' alla finale, ma giocherà con la testa libera a noi non ci deve interessare molto l’avversario in questo senso . Dobbiamo giocare come abbiamo fatto ultimamente"

Come si sente a ritrovarsi a 90' dalla fine a questo punto?
"La mia sensazione è che tutto il nostro gruppo di lavoro, includendo giocatori e staff medico, può fare sempre meglio, ma comunque abbiamo fatto un grandissimo lavoro anche se ci sono stati problemi. Tutti hanno lavorato veramente bene, ho sensazioni molto positive per come è andata e per cosa si è costruito, su come siamo cresciuti. Sono proprio molto soddisfatto. Mi piacerebbe tanto vincere domani e arrivare ottavi e poi vediamo a cosa ci porta, ma sarebbe un giusto premio per i ragazzi per tutto il lavoro che hanno fatto: sarebbe un premio fantastico"

Sarà ancora sulla panchina del Torino la prossima stagione?
"Ho già risposto l’ultima volta, non voglio parlare né di futuro e né di passato. Voglio godermi il momento, se tutto andrà bene e riusciremo a vincere sarà uno dei più grandi risultati degli ultimi trent'anni. Il top dei top. Voglio viverlo bene con gioia e allegria e poi si penserà ad altre cose"

Ci sono ancora margini di crescita dei giocatori per il prossimo anno?
"Tanti hanno fatto la miglior stagione da quando giocano a calcio, c'è chi mi ha sorpreso in positivo ed è cresciuto più di quanto pensassi. Possiamo crescere ancora un po' individualmente, ma non tanto. Possiamo crescere sulla comprensione del gioco sulle idee e sulla maturità dei momenti: più come collettivo. Individualmente in tanti sono a un livello molto alto per le loro capacità e possibilità"

Come spiega che siete più efficaci in termini di punti in trasferta rispetto alle gare in casa?
"Non ho spiegazioni"

Domani si preannuncia uno stadio pieno: ha riportato la passione che chiedeva e a compattare l’ambiente?
"No, assolutamente no"

Non c'è contemporaneità tra le gare di chi lotta per lo stesso obiettivo: avrebbe voluto che ci fosse?
"Siamo nella situazione che volevamo nelle ultime sette-otto partite e facevamo le tabelle per arrivare ottavi e dopo ogni partita scrivevamo dove eravamo e come era andata. Nell'ultima partita abbiamo scritto solo Torino, del resto non ci interessa perché siamo arrivati dove volevamo e quello che fanno gli altri in un certo senso non ci interessa più. E' tutto nelle nostre mani, prima sapevamo che non era così perché eravamo sempre dietro qualcuno e adesso siamo nelle situazione che ci giochiamo quello che volevamo e non dobbiamo pensare alle altre squadre"

Le ambizioni si sono alzate: può bastare il mercato per ridurre il gap con alcune delle squadre che arriveranno davanti?
"Siamo consapevoli che otto squadre, incluse la Fiorentina, hanno una struttura nettamente superiore alla nostra e c’è una differenza enorme che, secondo me, con il mercato non è che cambia: i giocatori non cambiano tutte queste differenze che ci sono. Noi dobbiamo concentrarci in generale sul diventare perfetti nel lavoro e alzare l'asticella del lavoro perché siamo ad un livello alto, buono, ma io vorrei portarlo ancora più su migliorando i giocatori, evitando gli infortuni, investendo nelle persone capaci perché ci mancano le persone che fanno la differenza, professionisti di alto livello. Questo perché si sa che non possiamo avere le risorse di quelle otto che ci stanno davanti. Anche nell'acquisto dei giocatori dobbiamo essere più avanti, così magari riesci ad avvicinarti. Ma economicamente non ci sono le basi, gli introiti non sono uguali ed è normale che ci sia un abisso tra noi e gli altri, però alzando l’asticella sul nostro lavoro mi auguro che possiamo avvicinarci”

Quanto è stimolante il lavoro per il prossimo anno? E quale potrebbe essere l’obiettivo?
"Non lo so. Quest'anno è già stato stimolante e  abbiamo già alzato un po’ il livello del lavoro. Per me è stimolante e mi piace, ma possiamo alzare ulteriormente il lavoro del mio staff nel miglioramenti della squadra e dei giocatori e poi bisogna alzare il livello d'attenzione per acquistare giocatori. In alcune situazioni abbiamo fatto bene e con logica stando attenti sulle caratteristiche e su altre cose e in altre siamo stati molto frettolosi e non in sintonia totale e non ci è andata bene, si può fare meglio e fare passi in avanti"

C'è una base importante per il prossimo campionato se non verrà smantellata la squadra?
"In questi due anni, al di là dei risultati ottimi, è stato importante il lavoro perché abbiamo fatto un cambio generazionale, sono andati via tanti giocatori con contratti alti e sono arrivati tantissimi ragazzi e sono cresciuti altri come Buongiorno. A prescindere, rappresentano un valore chiaro, netto e importante per la società. In questo senso si è fatto un ottimo lavoro e come società abbiamo lavorato bene e in sintonia"

Le piacerebbe fare un'esperienza all'estero?
"Si, ho conosciuto realtà superiori alla nostra a livello di scienza e di imparare le cose. Mi stuzzica molto vedere a che livello sono mettendomi in una realtà superiore, anche per imparare. Sarebbe bello"

Chi sono giocatori intoccabili per il prossimo anno?
"In società come il Torino non dovrebbero esserci intoccabili. Il passato ha dimostrato con il caso Belotti che la società a questo livello deve stare attenta a queste cose. Per me anche se qualcuno potrebbe arrabbiarsi, l’unico intoccabile è Buongiorno: non dovrebbe mai essere ceduto perché, al di là del valore rappresenta il Toro. Poi ognuno ha il suo prezzo, ma Buongiorno per il futuro davvero rappresenta il Torino"

E’ più soddisfatto dell'esperienza al Toro o al Verona?
"Mi ha sempre ispirato prendere una squadra di calcio come un’azienda: arrivo e il valore è questo e quando vado via vale diversamente. A Verona e Torino sono stati due lavori diversi. Avevamo più potere decisionale io e D'Amico anche sulle piccole cose e insieme siamo stati una coppia che veramente ha creato una ricchezza unica. Ma sono belle esperienze entrambi"

E' stato forse l'allenatore più aziendalista del Torino facendo crescere il valore dei giocatori: si sta occupando anche della campagna acquisti?
"Ringrazio per il complimento. Si lavora, si parla e si discute in sintonia. Vagnati e il suo staff fanno il lavoro. Davide non è mai presente con noi perché è sempre in giro, adesso è in Argentina, è un direttore sportivo che viaggia e che vede i giocatori di persona e poi si discute delle caratteristiche. Più si va avanti nel tempo e più capisce quello che voglio e si sbaglia di meno"

Nei campionati top 5 europei hanno vinto le squadre che fanno più possesso palla, è questa la direzione in cui sta andando il calcio?
"Non vuol dire poiché ci sono varie metodologie. Io voglio che la squadra rimanga aggressiva e si rubino più palloni rispetto ad adesso e che ci sia transizione veloce dell'azione dopo aver rubato palla e si va all’attacco. Ultimamente stiamo facendo molto bene dominiamo le partite con il possesso e questo vuole dire  avere  tutte e due le fasi: aggressione totale con transizione veloce attaccando subito sia gestire la palla avendo possesso e idee. Non è sempre semplice. La mia idea, soprattutto al Torino che aveva subito 140 gol in due anni, era dare una solidità difensiva in modo che la squadra si sentisse sicura e che non prendesse sempre tre o quattro gol. E poi progredire con altre cose e adesso siamo su questa strada, anche se abbiamo perso un po', per tipologia di giocatori, quell'aggressione che vorrei avere, ci sono partite nelle quali bisogna averla di più, e siamo andati verso il controllo della partita e altre cose. Io però generalmente vorrei avere tutte e due le cose"

Ci vediamo a luglio?
"No, non lo so. Massima concentrazione a domani e poi vediamo con serenità"

Ma cosa dipende il suo "vedremo": dal mercato o da alto?
"No, negli ultimi mesi sono stato totalmente concentrato sulla squadra e lo si è magari anche visto per una certa serenità pure nel parlare e nel trasmettere. Siamo molto sull'obiettivo che avevo dell’ottavo posto. All'ultima giornata siamo riusciti ad arrivarci, ce la giochiamo e vogliamo ottenerlo. Per questo ho lasciato tutto il resto: non ho parlato (con la dirigenza, ndr), non mi interessava. Ci vedremo tutti insieme e ne parleremo ecco perché dico "si vede". La concentrazione massima è sul risultato e sulla crescita della squadra e penso che lo si sia visto nelle prestazioni e nella serenità. Mi piace essere molto concentrato sul presente"

Come mai ha cambiato il livello comunicativo?
"Era il mio tipo di comunicazione però a volte porta cose positive altre alla lunga non va bene. Sono più concentrato sulle cose e mi sembra sia meglio per risolvere i problemi in un altro modo.. Non c'è mai stata cattiveria, ma anche io mi sento più sereno e più concentrato sulla squadra".