LIVE Juric: "Bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto: sono dispiaciuto per la mancata vittoria. Non sempre i giocatori riescono ad esprimersi"

04.02.2024 15:07 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Dall'inviata al Grande Torino Olimpico Elena Rossin
Ivan Juric
Ivan Juric
© foto di Elena Rossin

L’allenatore del Torino, Ivan Juric, fra poco in conferenza stampa commenterà la partita con la Salernitana.

E' più arrabbiato o soddisfatto per la prestazione?
"Arrabbiato sicuramente no, dispiaciuto sì. E' stato come pensavo, si sono fatte abbastanza cose che volevamo, ma è mancata un po’ di qualità perché abbiamo battuto tanti calci d’angolo, abbiamo fatto dominio e concesso veramente poco. La Salernitana normalmente, anche contro la Roma e in altre gare, crea tantissimo perché ha giocatori di qualità. Ho la sensazione del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, tante cose sono andate bene però dentro tutti noi c’era tanta voglia di vincere, ma non ci siamo riusciti. D’altra parte però ci sono tante cose positive che ci dobbiamo tenere strette per sabato con il Sassuolo”.

Nel bicchiere mezzo vuoto, pur facendo possesso palla e dominando, soprattutto nel primo tempo, avete però faticato molto ad arrivare al tiro, si poteva fare qualche cosa di diverso e di più?
"Penso che siamo partiti benissimo e nei primi 10-15 minuti abbiamo trovato gli spazi che volevamo, ma sicuramente ci è mancato il tiro e l’ultimo passaggio e poi la partita è diventata molto chiusa. Non siamo riusciti a creare tantissimo, ma d’altra parte abbiamo avuto dieci calci d'angolo e occasioni concedendo solo tre tiri. Ci sono tante cose positive. Penso che come per voi ci sia la sensazione che si potesse fare di più, ma ci sono anche gli avversari e in certe situazioni si fa fatica e magari ci sono giornate in cui i giocatori riescono ad esprimersi ai massimi livelli e altre nelle quali fanno un po’ di meno".

Sarebbe potuto servire far entrare Ilic prima?
"Sono un po’ d'accordo, l'ho vissuta anche io così. Stavo penando a questa soluzione e quando è entrato siamo andati più in avanti e certe cose le ha fatte. Però eravamo in un momento in cui in mezzo controllavamo bene e giocavamo abbastanza bene e quindi ho aspettato  un po’ a inserirlo".

Come mai ha insistito per tutta la partita con Zapata così largo a sinistra?
"Zapata preferisce stare lì dove fa meglio, anche nell'Atalanta stava in quella posizione”.

Ma non partendo dal mezzo e poi allargandosi piuttosto che …
“Anche, è difficile spiegare perché, per esempio a Monza, di occasioni ne ha create se si pensa all’assist o ad altre situazioni. Lui preferisce stare in quella zona là, poi dipende anche dalle partite e quando gli avversari sono chiusi  non è facile collegare tutto bene. A Cagliari è andata benissimo, in altre situazioni è andata molto bene e oggi sotto questo aspetto abbiamo fatto meno bene".

Dopo il tiro di Linetty la si è vista chiedere carica ai tifosi. Qual è la sua relazione con il pubblico visto che ieri non ne voleva parlare?
"Per me oggi c’è stato un bellissimo ambiente e anche il pubblico è stato fantastico. Ma abbiamo fatto tante partite con lo stadio mezzo vuoto. Ho letto un’intervista di quel cantante che ha espresso un po’ il suo rammarico per questa situazione. Penso che il Toro debba avere un ambiente come quello di oggi. Essere del Toro è una cosa speciale e non ci si basa solo sui risultati e su altre cose come per i due anni e mezzo. Per un mese mi assumo le colpe, ma per il resto avete sempre visto il Toro al top che ha spirito e ha avuto voglia di superare le difficoltà perché è una squadra media, è chiaro che non sia una grande squadra, e vorrei che si apprezzassero queste cose. A Genova per me c’è stato quello che considero il simbolo del Toro per lo spirito con Zapata che torna facendo uno scatto di 70 metri e salva la situazione però per quel contropiede non si esulta. In questo ho visto lo spirito Toro, l’attaccamento alla maglia a prescindere dallo 0 a 0: questo, per me, era l’esaltazione di ciò che mi state dicendo da due anni e mezzo e poi invece i giudizi si basano solo su se si vince. Allora c’è una parte del pubblico che non ha assolutamente lo spirito Toro. Invece sia il cantante nell’intervista, non ricordo il nome, sia il ….”.

Messa così, è detta male e va approfondita un po’ di più.
“Come?”.

E’ detta molto male, serve una mezza giornata per parlarne e in due anni e mezzo non c’è mai stata l’occasione per approfondire e se ognuno si tiene proprie opinioni va benissimo e non c’è nessun problema.
“Penso che la mia idea del Torino è di una società privilegiata che appartiene a un popolo che ha una storia magnifica. Come dice lei Turco bisogna approfondire. Oggi è stata una bella giornata, anche se la squadra ha mezzo deluso e poteva fare di più, ma ho visto l’appoggio del pubblico fino alla fine per questo dico che è stata una bellissima giornata e deve essere l’idea di tutti, per me. Poi sicuramente c’è da approfondire, io come allenatore neppure dovrei parlare, ma leggendo quest’intervista ha detto delle cose …”.

Ma chi è il cantante?
E qualcuno ha fatto il nome di Willie Peyote e Juric ha detto sì, che era lui e poi ha continuato: “Mi sono un po’ ritrovato nel suo pensiero e anche vedendo con i ragazzi che ho ritrovato al Fila. Per me c’è uno spirito bellissimo, fantastico. Ma dall’altra parte c’è pressione perché si deve ottenere e non è facile. C’è la sensazione che ci si faccia il mazzo (il mister ha utilizzato un’espressione ben più colorita, ndr), che tutti lavorino forte, che i giocatori siano giusti e che non basta e non è apprezzato. Voglio leggervi il passaggio dell’intervista perché mi è piaciuta veramente: “Soffro sempre un po’ ad andare in altri stadi e vedere un entusiasmo contagiante non giustificato dalla classifica. Penso alla Roma, al Genoa, al Cagliari. Altrove allo stadio vedo quella leggerezza che manca a Torino. I tifosi granata si arrabbiano troppo in fretta e hanno un palato fine non giustificato dagli ultimi trent’anni. Bisognerebbe essere più equilibrati e mi piacerebbe un maggior supporto da parte del popolo del Toro. Avere uno stadio sempre pieno darebbe un’altra immagine del Toro. Non possiamo vivere solo del ricordo, dobbiamo mantenere il racconto mitico della Maratona e dei tifosi del Toro”. Per questo io sono tifoso del Toro. Questo è il mio rammarico più grande di questi due anni e mezzo. Io sono questo, ma vedo altre cose che non mi piacciono. Sentire parlare di mediocrità dopo la partita con il Genoa, di giocatori che fanno il compitino è una tristezza. Io appartengo a ciò che si dice nell’intervista e darò il sangue per questo, il resto è brutto.  Ci siamo, andiamo avanti?”.

4 tiri su 12 contro Verona, Udinese, Salernitana e Cagliari in casa, una volta è un caso, due è sfortuna, ma quattro vuole dire che c’è un problema?
“Penso che questi valori del Torino non siano così dominanti per vincere le partite facilmente. Oppure potrei dire che abbiamo vinto a Cagliari, con l’Empoli, con l’Atalanta e il Napoli 3 a 0 e che negli ultimi 2-3 mesi abbiamo una continuità di risultati fantastica e anche nelle partite che abbiamo perso, mi riferisco a quelle con Fiorentina e Bologna, la squadra è stata tosta, giusta che attaccava e creava con gol annullati per niente. Il dominio nel primo tempo a Firenze e tantissime altre cose positive e vorrei che si parlasse di questo. Hai assolutamente ragione tu che tiri fuori questi numeri, ma l’Udinese, secondo te, è meno di noi per i giocatori che ha?”.

E’ migliore, per me.
“Vedo i difensori dell’Udinese e i quinti non è così meno con Samardzic. Per me è da questo che parte tutto questo malcontento continuo, mentre io gioisco per la partita con l’Atalanta, con il Napoli. Oggi anch’io sono rammaricato, ma lo spirito del pubblico ci ha spinto e avremo grandissimi vantaggi se sarà sempre così. Capisco di più la contestazione che c’è stata con il Sassuolo, anche perché io l’ho creata esprimendo che non ero contento. Il negare in continuazione è questo che mi dà fastidio. A Genova non abbiamo fatto gol, ma ho visto Zapata fare 70 metri e poi ruba la palla e festeggia: uno che ha fatto 150 gol, è questo lo spirito, ma invece per altri è solo quando di vince. Questa è la differenza”.

Non lo è mai stato vincere lo spirito Toro: stiamo parlando di due cose diverse. Probabilmente se ci fossimo confrontati un po’ in questi due anni e mezzo, ma se non si può parlare
Interviene l’addetto stampa per specificare che il mister si riferisce ai due anni e mezzo da quando Juric è al Torino.
Ci saremmo dovuti confrontare.
“Non ti inc….re (dice sorridendo il mister, ndr)”.

Mi accaloro sempre quando le cause sono interessanti e, secondo me, in questi due anni e mezzo avremmo dovuto trovare tutti insieme del tempo per confrontarci e condividere determinate sensazioni, ma non lo si è mai fatto e adesso è difficile. Le cose nascono da lontano e vanno quindi approfondite da lontano.
“Io arrivo in un posto e osservo”.

Forse non basta, se io andassi a vivere a Spalato …
“Ascolta, è una squadra dalla storia grandissima e ha vinto campionati jugoslavi e ha avuto grandissimi giocatori. Abbiamo vinto contro il Torino 4 a 0 facile”.

Non 4 a 0 (ma 3 a 1 ed era il 6 novembre 1985, ndr).
“C’era Sliskovic, su punizione. Comunque 110 mila soci, ogni partita 35 mila persone e non vincevamo da 16 anni e in Croazia era come se voi aveste fatto il campionato del Piemonte, i tifosi pretendono, ma sono presenti, ci siamo. Qui oggi è stato bellissimo, ci sono situazioni bellissime, lo spirito di Peyote è bellissimo ed è una cosa fantastica essere del Toro, ma ci sono anche situazioni che veramente trasmettono una sensazione non bella: questa è la mia sensazione. La differenza oggi, sostenuti fino alla fine con la partita che è finita 0 a 0 e non dico che si debbano prendere ovazioni. Siamo tutti dispiaciuti e potevamo fare di più, ma la squadra c’è, corre, lotta, dà tutto ed è per questo che dico che bisogna essere tutti uniti. Anche noi vorremmo essere più in alto in classifica e oggi vincendo avremmo raggiunto la Fiorentina e non sarebbe stato male così come raggiungere la Roma. Questa è la nostra idea, ma non ci siamo riusciti però abbiamo fatto tutto ciò che era possibile come si è sempre fatto in questi due anni e mezzo”.

Come sta Rodriguez?
"Forse si è fermato in tempo, ora vediamo. Dopo l’infortunio a Buongiorno, non è facile sostituirlo. Penso che siate d’accordo con me che Masina è entrato con uno spirito molto importante, che è quello che abbiamo visto in questi due giorni. E’ chiaro che adesso bisogna lavorare e vedere le situazioni. Ci sono partite di un tipo e altre di un altro. Se perdi Rodriguez e Buongiorno il giro palla, le posizioni e la velocità di trasmissione della palla la persi u po’. Oggi dobbiamo essere comunque contenti per le prestazioni sia di Sazonov sia di Masina. Subito a inizio settimana vediamo per Rodriguez e speriamo che non sia niente di grave".

Mi sembra ingiusto il suo ragionamento, parto da un aneddoto personale: questa mattina ho ricevuto un messaggio da un mio amico che ha letto le sue dichiarazioni di ieri e prima aveva voglia di venire allo stadio, ma non ci viene più perché si sente ininfluente. In questi due anni e mezzo la tifoseria, che arrivava da due anni di zona retrocessione e diciamo con qualche problema di comunicazione con la società, l’ha sempre osannata, vi ha sempre aiutati. Considerava lei alla stregua di Giovanna D’Arco, dopo tante sconfitte e brutte prestazioni siete usciti fra gli applausi. Prima dei derby s’inventano le cose per venirvi a trovare. Non c’è comunicazione fra la società e la tifoseria, se non scarna. Non c’è comunicazione fra i giocatori e la tifoseria, se non stare due ore fuori dal Fila in via Spano sperando che tiriate giù il finestrino della macchina per firmare un autografo. Non ci sono allenamenti a porte aperte, se non una volta quando vi fa comodo perché c’è il derby il giorno dopo. Mi permetto di dire che non so se sono tanti o pochi i tifosi del Toro, ma anche ci sta a casa ha messo cuore in tutti questi anni però non c’è stata semina. Serve seminare per raccogliere e non è questione di vittorie, non sto parlando di questo  Io e Turco viviamo in questa città da più di mezzo secolo e quando un allenatore viene qui non credo che debba solo interpretare quello che vede, ma avere la capacità di allargare il discorso. Chiedo scusa, questo è il mio parre e domani magari lo scrivo sul giornale (Tuttosport, ndr) però mi sembra più onesto dirlo qui fin da subito, grazie.
“Ripeto, io mi riconosco nelle parole del cantante con tutte le problematiche”.

Visto che abbiamo ripreso il discorso, se andassi a vivere a Spalato mi fermerei con tutti gli abitanti per capire che cos’è Spalato.
“Peso che anche per gli allenamenti a porte aperte, come ho detto, non è mai stato un problema e non si tratta di farli solo prima del derby. Questo non è vero. Rimango dell’idea che se uno di voi tifoso o un cantante di successo percepisce queste cose allora lo posso percepire anche io. Se poi voi volete dare esclusiva colpa e questo, va bene. Nel senso che non va bene questo e quell’altra cosa, la comunicazione allora questo veramente …”.

Se vogliamo limitare il discorso alla partita, lo facciamo.
“No, tutto solo alla partita, ma per davvero mi riconosco in ciò che è stato detto nell’intervista e magari non siamo d’accordo nel massimo rispetto”.

Vi manca un po' di malizia per vincere gare come questa, come fanno anche le grandi squadre che cercano di vincere anche in modo un po’ “sporco”?
"Oggi siamo andati anche un po’ su queste cose e alla fine l’occasione avuta con Pellegri e Linetty e con Zapata di testa le occasioni le abbiamo create. Parliamo spesso di malizia o di qualità perché anche la malizia è un tipo di qualità. La squadra ha acquisito anche quel senso di malizia in certe situazioni specialmente a Cagliari con certi giocatori, ma a volte non basta. Sono comunque abbastanza d'accordo con te, dobbiamo vincere anche partite sporche. Con il Sassuolo o il Cagliari abbiamo dovuto fare tanto per vincere come con l’Atalanta e l’Empoli, le altre sono partite che potremmo anche vincere e raramente lo facciamo".