L’abbondanza in attacco un’arma in più per il Torino oppure un problema gestionale?

Mazzarri ha a disposizione un parco attaccanti che gli permette di adottare moduli differenti, ma è anche costretto a tenere qualcuno in panchina.
11.10.2019 06:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Belotti e Falque
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Belotti e Falque

Belotti, Falque, Zaza, Edera, Millico, Verdi e Rauti, citati in rigoroso numero di maglia, più altri giocatori che in fase offensiva possono dare, chi più chi meno, il proprio contributo come Ansaldi, De Silvestri, Aina, Lukic, Baselli, Berenguer, Meïté, Parigini e Laxalt rappresentano, per le caratteristiche tecniche che hanno, un ventaglio di possibilità molto ampio, ma allo stesso tempo sono tanti e trovare l’amalgama giusto senza che la squadra risulti sbilanciata non è facile. Così come non è cosa da poco gestire chi si deve accomodare in panchina, soprattutto se deve andarci spesso.

Il Torino ha la possibilità di essere camaleontico in quanto gioca sia con la difesa a tre che con quella a quattro, a centrocampo oltre ai due esterni può avere tre o due altri giocatori e in attacco può essere schierato con due trequartisti e una punta, ma anche un trequartista e due punte e pure con una punta e due esterni e volendo due punte e due esterni con il sacrificio di un centrocampista. Il potenziale di fuoco dei granata è molto elevato, ma anche rischioso.

Gli attaccanti finora non erano tutti a disposizione, ma alla ripresa del campionato dopo la sosta per gli impegni della Nazionale anche Zaza che prima dell’ultima partita, quella con il Napoli, aveva accusato un affaticamento muscolare al polpaccio destro e non era stato convocato sarà arruolabile visto che già ieri è tornato ad allenarsi con il gruppo Mazzarri dalla trasferta a Udine si ritroverà a dover fare delle scelte che sicuramente saranno dettate dal tipo di gioco che vorrà proporre in relazione all’avversario da affrontare e tenuto conto dello stato di forma di ogni singolo giocatore. Come dice il mister in campo vanno in undici e altri tre subentrano, quindi, si gioca in quattordici e per forza qualcuno resterà escluso. I tifosi e anche gli addetti ai lavori sono curiosi di vedere all’opera il tridente formato da Falque, Belotti e Verdi, ma così automaticamente dall’undici iniziale Zaza è escluso e si deve togliere anche un centrocampista che sia un esterno o una mezzala o un centrale.

La gestione del chi tenere fuori è alquanto delicata ed anche per questo a gennaio qualcuno farà le valige, però, c’è anche chi pensa che sfoltire la rosa possa essere un boomerang poiché squalifiche, cali di forma e anche infortuni sono sempre possibili e c’è il rischio di passare dall’abbondanza all’avere la coperta corta in un battere di ciglia. M anche avere giocatori scontenti perché in campo non ci vanno mai o quasi è un problema da non sottovalutare.