La sfida di Vagnati è fare il salto dal conosciuto mondo Spal allo sconosciuto Torino

08.05.2020 17:00 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Davide Vagnati
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Davide Vagnati

Il percorso che farà Davide Vagnati da Ferrara-Spal a Torino, città e squadra, non sono solo i 311 chilometri che separano le due realtà urbane, ma è molto di più. Sarà una un vero e proprio banco di prova per lui poiché lascerà un mondo che ben conosce per confrontarsi e affrontarne un altro completamente diverso. Per la prima volta lavorerà in un contesto non più “familiare” come lo è stato finora, infatti, quando da giocatore passò a fare il dirigente, precisamente il direttore sportivo, nel 2012 era alla Giacomense e c’erano Mattioli e la famiglia Colombarini e poi alla Spal dall’estate del 2013 la dirigenza era sempre formata dalle stesse persone, Mattioli presidente e i Colombarini proprietari del club, in quanto c’era stata una fusione. Certamente il contesto alla Spal era mutato e le prospettive erano aumentate, ma si trattava pur sempre di una realtà con una dimensione contenuta poiché sia la Giacomense sia la Spal erano in Seconda Divisione della Lega Pro per cui gli inizi di Vagnati da dirigente furono si può dire soft. La sua carriera è poi proseguita sempre nella Spal con un crescendo visto che la squadra è approdata in Serie A nell’estate del 2017, ma adesso al Torino per la prima volta si troverà a lavorare in un contesto appunto completamente diverso e nuovo per cui sconosciuto.

Ferrara rispetto a Torino è una città piccola 131.998 abitanti contro gli 875.049 circa del capoluogo piemontese seppur il calcio ormai ha dimensioni internazionali ovunque. La Spal ha poi ambizioni diverse dal Torino, per gli estensi restare in Serie A è l’obiettivo anche se in questa stagione rischiano e molto di retrocedere, per la verità anche il Torino in classifica è appena sopra la zona rossa della classifica, però, seppur il finire in Serie B sia negativo e pesante per gli estensi, con tutto il rispetto parlando, sarebbe meno problematico, mentre per il Torino sarebbe una tragedia sportiva. I granata infatti negli ultimi anni si erano assestati in Serie A e al termine dello scorso campionato pur senza dimenticare che era dovuto ai problemi del Milan, ma erano approdati alla fase preliminare dell’Europa League e in poco meno di un anno si sono ritrovati a dover lottare per non essere coinvolti direttamente nella retrocessione. Arrivare in un tal contesto non è facile per nessuno tanto più se come accade a Vaganti si era agito sempre in un ambito e con persone molto ben conosciute.

Vaganti è indicato da tutti come persona ambiziosa e sicuramente si è fatto le ossa nei sette anni alla Spal e questo gli sarà utile, ma non toglie che subirà una pressione molto maggiore al Torino e dovrà riuscire a soddisfare la piazza granata e soprattutto il presidente Cairo che è risaputo essere un accentratore e che vuole avere il costante controllo su tutto ciò che accade nelle sue aziende. I maligni dicono che al Torino non si muove foglia che Cairo non voglia e che abbia occhi e orecchie dappertutto e nulla gli sfugga. Chi lo ha preceduto in questi anni ha avuto periodi più o meno positivi e altri non senza difficoltà ed è capitato che dovesse anche farsi carico di responsabilità non sue. Vagnati è atteso da una bella sfida, auguri.