La Giovane Italia – Diego Morra Bean, il ragazzo dalla Maratona sogna in granata

08.07.2020 15:02 di Marina Beccuti Twitter:    Vedi letture
Fonte: La Giovane Italia
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
La Giovane Italia – Diego Morra Bean, il ragazzo dalla Maratona sogna in granata

Dalla Maratona alle giovanili del Torino, sognando un domani da protagonista in maglia granata. È la storia di Diego Morra Bean, difensore classe 2002 col Toro nel sangue e sulla pelle, che dopo un’annata importante con l’Under 18 si prepara alla stagione della verità della sua giovane carriera.

Pane e Toro - Nato a Torino, Morra Bean è cresciuto a pane e Toro fin dalla culla, grazie ad una famiglia tutta granata che gli ha trasmesso la fede per i colori già dalla tenera età. Alle prime partite da spettatore in Maratona ha fatto seguito l’ingresso nel vivaio granata, all’età di otto anni. E da quel momento in poi è iniziata una storia d’amore che dura ormai da dieci anni, nel corso dei quali Diego ha vestito solamente i colori del cuore. Un percorso importante, che lo ha visto entrare a far parte anche delle nazionali Under 15 e Under 16, ritagliandosi sempre e comunque un ruolo di primo piano in tutte le categorie della sua trafila in granata. Non ha fatto eccezione la stagione 2019/20, che lo ha visto imporsi come uno dei perni dell’Under 18 di mister Capriolo e affacciarsi anche alle porte della Primavera, categoria nella quale sarà chiamato a recitare da protagonista nella prossima stagione.

Sogno granata - Morra Bean è un difensore centrale moderno, che può contare su un destro molto educato grazie al quale sa far partire l’azione dalle retrovie. Sempre elegante e pulito, a volte forse troppo: acquisire un po’ ruvidezza propedeutica per il ruolo dovrà rappresentare il prossimo step evolutivo del ragazzo, che presenta comunque notevoli margini di miglioramento in questo frangente. La struttura fisica, poi, lo supporta a dovere: un metro e ottantasei di altezza e un profilo muscolare già ben sviluppato e ancora in fase di completamento, unito a una resistenza che gli torna comoda per non perdere di intensità e concentrazione nei finali di gara. Educato e rispettoso, sta imparando a farsi sentire in campo, mettendo da parte per novanta minuti i suoi modi da bravo ragazzo per sfoderare una “faccia da gara” e far emergere la sua personalità. Le qualità e la cultura del lavoro, da buon cuore Toro, non gli mancano. La prossima stagione lo attende, per capire se il suo sogno granata potrà diventare realtà.

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