La Giovane Italia – Andrea Zaccagno e l’amarcord Scudetto

02.04.2020 09:00 di Emanuele Pastorella   Vedi letture
Fonte: La Giovane Italia
© foto di Diego Fornero/Torinogranata.it
La Giovane Italia – Andrea Zaccagno e l’amarcord Scudetto

Giornate di dubbi e di attesa, per capire quale sarà il destino di una stagione 2019/20 fermata dall’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di coronavirus. Aspettando di capire le sorti di un’annata calcistica tutt’altro che esaltante per i colori granata, approfittiamo di questa sosta forzata per spostare l’attenzione sul settore giovanile, riavvolgendo il nastro fino alla stagione 2014/15. Un’annata di grazia per il giovane Toro che, guidato dall’attuale tecnico della prima squadra Moreno Longo, fu capace di arrampicarsi sul tetto d’Italia e di cucirsi sul petto lo Scudetto Primavera.

Finali da romanzo - Uno dei grandi protagonisti del tricolore fu senza ombra di dubbio Andrea Zaccagno. Appena arrivato dal Padova, il portiere classe ’97 impiegò pochissimo tempo per confermare la bontà dell’intuizione di Massimo Bava, ai tempi responsabile del vivaio granata. “Zak” chiuse infatti la regular season come numero uno meno battuto del Girone A, con la difesa di ferro del Torino che si rivelò fondamentale per conquistare il secondo posto ad un passo dalla capolista Fiorentina, battendo in volata lo Spezia. Ma per assistere al vero capolavoro granata avremmo dovuto attendere le fasi finali, giocate per la prima volta della storia in Liguria. Tre partite romanzesche, che solo un gruppo d’acciaio guidato da un vero “cuore Toro” come mister Longo avrebbe potuto portare a casa. Prendete il quarto di finale col Milan, per esempio: sotto di due gol nei tempi regolamentari, di nuovo in svantaggio nei supplementari, il Torino fu capace di rimontare e di battere i rossoneri ai rigori, con Zaccagno pronto a scrivere la sua prima pagina di storia neutralizzando il primo tiro dal dischetto di Crociata. In semifinale, contro la Fiorentina, altra battaglia e altro supplementare al cardiopalma. Ancora in svantaggio in avvio, stavolta fu il Toro ad essere riacciuffato a un passo dal fischio finale, prima che la tripletta di Morra lanciasse la “Longo-band” verso la finalissima.

Nella storia - Se l’ultimo atto con la Lazio fosse un libro, sulla copertina ci sarebbe probabilmente il volto di Andrea Zaccagno. Quella del Comunale di Chiavari fu, nel bene (soprattutto) e nel male, la finale del portierino granata. Una partita leggendaria, con il vantaggio siglato da Rosso in avvio di gara e conservato con due interventi miracolosi di “Zak”, capace di dire no a Tounkara che era già pronto a festeggiare salvo poi vedersi strozzare in gola l’urlo del gol. Una partita col mantello da supereroe fino al 75’: angolo dalla destra della porta granata, Andrea calcola male il tempo dell’uscita e viene anticipato da Prce, che di testa sigla il pareggio facendo scendere il gelo tra i tanti tifosi granata arrivati a sostenere i loro “torelli”. Ed è forse nell’errore più evidente che Zaccagno riuscì a dimostrare tutto il suo valore e la sua personalità. Anziché farsi condizionare da un’incertezza che aveva rimesso in discussione l’esito del match, il classe ’97 tornò a sfoderare parate in serie per tenere il Toro aggrappato al sogno Scudetto. Intervento decisivo al tramonto dei regolamentari, doppia parata nei supplementari per blindare la porta e certificare l’epilogo più incerto: quello ai calci di rigore, che giusto un anno prima avevano fatto piangere i granata nella finalissima contro il Chievo. Stavolta, però, Zaccagno e i suoi erano pronti a scrivere un finale dicerso: volo decisivo di “Zak” sul tiro di Pollace e sigillo definitivo di Edera, per far partire la festa per un tricolore che mancava dalla bacheca dal lontano 1992. Protagonista anche in azzurro, con l’argento all’Europeo Under 19 del 2016 e lo storico bronzo al Mondiale Under 20 del 2017, Zaccagno è ancora un giocatore del Torino, che lo ha mandato in prestito a farsi le ossa tra Serie B e Serie C. Il suo contratto scade a fine stagione, e sia lui che la società dovranno valutare se proseguire o meno il rapporto. Il suo nome, comunque vada, è inciso nella storia granata.

Andrea quella finale l’ha ricordata così, nella diretta Instagram LGIorestoacasa (https://www.instagram.com/p/B-KsP02ogu9/?igshid=1a5rh9bz5x5mk)

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