La Coppa Italia dovrebbe essere un’opportunità per il Torino: se lo è lo si capirà dalla formazione iniziale
Sul campionato il Torino ha già quasi messo la parola fine, anche se ha appena giocato la prima partita del girone d’andata infatti basta che faccia ancora un po’ di punti oltre gli attuali 23 che gli permettano di restare fra l’attuale 12esimo posto e il 10°, che oggi dista 3 lunghezze, e il gioco sarà fatto. Pensando anche solo alla famosa soglia dei 40 punti che quasi sempre garantisce l’aritmetica salvezza ai granata ne mancherebbero 17 da farsi in 18 giornate, ma potrebbero servirne anche meno, e per rimanere nella zona di metà classifica farne una ventina dovrebbe essere sufficiente. Quindi la squadra di Baroni dovrebbe e potrebbe concentrarsi sulla Coppa Italia.
Sul cammino del Torino in Coppa Italia c’è la Roma di Gasperini, ostacolo quindi non facile da superare. Il fatto che in campionato all’andata, alla terza giornata, i giallorossi furono battuti di misura grazie al gol di Simeone di per sé conta molto relativamente. Da quel 14 settembre sono passati quattro mesi e la Roma in campionato sta lottando per un posto in Champions, è quarta con 39 punti insieme al Napoli che però deve recuperare una partita, e in Europa League se la sta giocando per accedere agli ottavi o direttamente o tramite gli spareggi. Difficile pensare che i giallorossi possano sottovalutare l’impegno col Torino di domani sera perché poco interessati a proseguire il cammino in Coppa Italia, chi la vince va direttamente alla fase campionato in Europa League.
Il Torino negli ultimi 20 anni ha superato gli ottavi di Coppa Italia solo 4 volte. 2008-2009, aveva battuto la Fiorentina grazie al gol di Belotti. 2017-2018, aveva avuto la meglio sulla Roma per 1 a 2 in virtù delle reti di De Silvestri e Edera mentre per i giallorossi segnò Schick. 2019-2020, superò il Genoa dopo i calci di rigore: nei tempi regolamentari la gara finì 1-1 a Favilli rispose De Silvestri e poi dal dischetto fecero centro Belotti, Millico, Rincón, Aina e Berenguer e per i rossoblù Destro, Favilli, Cassata, mentre Radovanovic sbagliò. 2022-2023, sconfisse il Milan 0-1 con il gol di Adopo nei tempi supplementari. Per 6 volte invece non superò gli ottavi. 2007-’08 Roma 3-1, 2014-’15 Lazio 1-3, 2015-’16 Juventus 4-0, 2016-’17 Milan 2-1, 2018-ì19 Fiorentina 0-2, 2020-’21 Milan 0-0 nei tempi regolamentari e poi ai rigori terminò 5-4 (non segnò Rincón).
Fare una buona prestazione e magari anche risultato in Coppa Italia aiuterebbe il Torino a riconciliarsi con i propri tifosi, dopo le due ultime sconfitte in campionato contro Udinese in casa e Atalanta in trasferta. Gare perse a causa dei soliti errori a livello difensivo dovuti a distrazioni e in fase offensiva alla scarsa propensione a trasformare le occasioni in gol e con gli orobici anche un approccio molle. Cose viste e riviste e ormai da considerarsi una caratteristica negativa, purtroppo.
In Coppa Italia finora il Torino ha superato di misura sia il Modena, lo scorso 18 agosto, grazie al gol di Vlasic (51’) in una partita non senza difficoltà: approccio sbagliato e centrocampo, il modulo utilizzato era il 4-2-3-1, che faticava nelle due fasi, la svolta nella ripresa con il passaggio al centrocampo a tre con l’ingresso di Ilkhan, che diede luce a una squadra che sembrava totalmente spenta, al posto di Aboukhlal, pochissimo incisivo, autore di passaggi che per la maggior parte delle volte finivano agli avversari e quindi più un serpentello innocuo che un cobra. Sia il Pisa, il 25 settembre, con gol di Casadei (9’) e Paleari che in pieno recuperò (96’) salvò il risultato e garantì il passaggio del turno: rinvio di Scuffet, poco oltre il cerchio di centrocampo, Touré di testa indirizza verso l’area e Tramoni, prima di entrarci, aggancia e poi, senza che Lazaro e Ismajli riescano a fermarlo, dal limite dell’area piccola col mancino tira in diagonale verso l’angolino basso a destra e tuffo appunto di Paleari a negargli il gol evitando così il pareggio che avrebbe portato alla lotteria dei calci di rigore. Anche in quell’occasione a precedere il match fu una brutta sconfitta con l’Atalanta in campionato 0-3, ma ci fu la reazione e l’allenatore ottenne alcune risposte soprattutto nel primo tempo, meno nella ripresa che per di fu giocata con gli avversari in inferiorità dal 63’ per l’espulsione di Cuadrado. Il Torino non sfruttò l’essere passato in vantaggio presto e non fu brillante sprecando anche molte occasioni per segnare facendo rimanere il Pisa in partita fino all’ultimo. Baroni allora la quadra non l’aveva ancora trovata e ancora oggi, purtroppo, è così.
Domani sera nella Capitale si attende l’ennesima risposta e si capirà quanto il Torino considera la Coppa Italia un’opportunità dalla formazione iniziale. Infatti se Baroni manderà in campo chi finora ha fatto meno peggio, a prescindere che sia in odor di cessione o meno de al netto di reali infortuni, allora il segnale sarà che la competizione interessa davvero, in caso contrario che è un obbligo al quale non si può sottrarsi e quindi la Roma avrà la strada spianata e dipenderà solo da lei il passaggio del turno.
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