Juric, senza un bomber, è artefice di un Toro che ambisce all’Europa. Cairo ora gli dia l’attaccante

16.01.2022 08:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Cairo e Juric
Cairo e Juric
© foto di Emanuele Pastorella

Vedendo i progressi che ha fatto il Torino, consolidati dalle ultime due vittorie con Fiorentina e Sampdoria, sorge spontanea una domanda: con un bomber dove sarebbero i granata? E per estensione: fosse preso un attaccante da almeno 15 gol dove arriverebbe il Toro? Con un Belotti non colpito dagli infortuni il problema non si porrebbe, a prescindere dal fatto che è in scadenza di contratto. Ma se ad esempio in rosa ci fosse Simeone in forza al Verona, oppure Berardi del Sassuolo o anche João Pedro del Cagliari, che rispettivamente hanno segnato finora 12, 10 e 9 gol l’attacco non avrebbe numeri asfittici. L’attuale capocannoniere granata è Brekalo con 5 reti seguito da Pobega e Sanabria con 4, Pjaca e Singo con 3, Bremer, Belotti e Praet con 2 e Lukic e Verdi con 1. E pur aggiungendo i tiri di Sanabria e Pobega che poi hanno scaturito due autogol resta il fatto che in 21 partite nessuno ha segnato più di cinque reti.

L’artefice dei progressi del Torino è indubbiamente mister Juric che ha dato un gioco alla squadra che ha portato a farla diventare una delle più solide in fase difensiva e ad essere sempre aggressiva in fase offensiva, a non mollare mai correndo e provando a segnare fino al triplice fischio finale. Gli approcci sono quasi sempre stati positivi e anche quando le partite sono finite con una sconfitta l’avversario ha dovuto faticare e persino con le squadre più forti il Torino non è mai stato messo sotto e il differente livello qualitativo si è visto poco.

I miracoli però l’allenatore granata non li può fare. Il Toro è lì al 9° posto e con una partita da recuperare e vuole provare a restarci a lungo, come ha detto Juric. Chi sta lottando per un posto fra Conference League e Europa League ha solo qualche punto in più, al netto delle partite ancora da giocare di questo turno e dei recuperi. Pensare quindi che il Torino possa inserirsi anche lui fra queste squadre non è campato in aria, ma per farlo è indubbio che gli serva un bomber. Nel mercato di gennaio trovarlo è molto dura, ma con uno sforzo economico è possibile. Attendere che Belotti rientri, si spera a fine mese, e risolva il problema è un azzardo perché dopo due infortuni che lo hanno tenuto fuori a lungo non è detto che riesca subito a segnare con continuità. Oppure sperare che Brekalo, Sanabria, Pjaca e Praet o chi altro di colpo si metta a fare gol a ripetizione è più una chimera che una possibilità. Solo Cairo quindi, dando a Vagnati il mandato e soldi, può risolvere la questione. Farlo ora permetterebbe oltretutto anche in ottica futura di fare un passo avanti senza aspettare la nuova stagione e così si guadagnerebbero sei mesi perché l’attaccante preso adesso sarebbe già rodato e inserito nei meccanismi di gioco della squadra. Il messaggio Juric e i giocatori lo hanno mandato forte e chiaro. Cairo lo avrà sentito e vorrà rispondere con i fatti?