Juric e i tifosi remano dalla stessa parte e per il Torino vogliono di più non accontentandosi di vivacchiare

19.02.2024 11:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Giocatori e tifosi al Fila
Giocatori e tifosi al Fila
© foto di Alex Bembi

L’ovazione per mister Juric, fatta ieri dai tanti tifosi del Toro presenti al Filadelfia per l’allenamento a porte aperte, sancisce la pace fra il tecnico e i sostenitori granata dopo che a cavallo della sfida con la Salernitana si erano innescate polemiche per le affermazioni che lo stesso Juric aveva rivolto ai tifosi, poco attaccamento con troppe volte lo stadio mezzo vuoto e giudizi basati solo sul se si vince, e che poi aveva spiegato meglio chiedendo anche scusa. E poi nella conferenza stampa suppletiva voluta da lui se il Toro non va in Europa me ne vado non ha senso che resti e dopo la vittoria sul Lecce ha dichiarato che vuole restare tanti anni, ma per ottenere obiettivi prestigiosi e non per vivacchiare. Ma subito dopo il presidente Cairo è sbottato dicendo “Non me ne frega più un ca**o … chissenefrega (rivolto al prolungamento del contratto di Juric che è in scadenza a giugno) … nella vita si vive anche senza (riferendosi a Juric)”. I tifosi non hanno dimenticato le parole di Juric e se le ricorderanno anche in futuro, ma sono con lui perché entrambi vogliono di più per il Toro e non vogliono accontentarsi di vivacchiare.

La questione è alquanto semplice, nessuno scorda e scorderà quanto fatto da Juric dal suo arrivo al Torino a partire dall’essersi battuto per portare migliorie al Filadelfia in modo che i giocatori non considerassero l’impianto di allenamento un luogo inadeguato per una squadra professionistica di Serie A. Per continuare con la lite, con tanto di rissa sfiorata, con il direttore tecnico Vagnati nell’estate del 2022 per cercare di farsi dare giocatori adeguati per una squadra che aveva subito portato al decimo posto risollevandola, dopo due salvezze raggiunte per il rotto della cuffia, e che era stata di nuovo smantellata, con tanto di cessione di Bremer, e tardava ad essere ricostruita. E anche nel suo secondo anno alla guida del Torino, non senza difficoltà come nel primo, era di nuovo riuscito ad arrivare al 10° posto conquistando tre punti in più rispetto al campionato precedente e lottando fino all’ultimo per un posto in Europa. Nell’estate scorsa per la prima volta ha ottenuto che nessun big fosse venduto, anche se a pochi giorni dalla fine del mercato c’è stato il rischio della cessione di Buongiorno all’Atalanta scongiurata solo dalla volontà di Alessandro di non andare via, la rosa in effetti è stata in parte rinforzata anche con l’arrivo di Zapata nell’ultimo giorno di mercato a campionato già iniziato cosa che però lo ha costretto poi a derogare dal suo modulo 3-4-2-1 per passare a quello con due punte e senza dargli un terzino di piede mancino. Dopo le difficoltà iniziali aggravate dagli infortuni fra i difensori è comunque riuscito di nuovo a far assestare la squadra al 10° posto e a portarla a lottare per accedere alle coppe europee con tanto di difesa che per il terzo anno consecutivo si confermava fra le più solide della Serie A, ma nel mercato di gennaio Cairo ha fatto sapere a lui e a Vagnati che non c’erano soldi da spendere per cui il direttore tecnico ha dovuto cercare solo giocatori in prestito e che non avessero stipendi elevati e ha anche ceduto i calciatori che non rientravano più nel progetto tecnico e che volevano andare via.

Di conseguenza non si può affermare che dal mercato di gennaio sia uscito un Torino più competitivo, per carità Lovato, Masina e Okereke stanno dando il loro contributo e i due difensori sono riusciti finora a non far rimpiangere due titolari come Buongiorno e Rodriguez. Il campionato delle squadre che lottano per un posto in Europa continua a riservare colpi di scena e anche in questo turno ci sono stati risultati favorevoli al Torino. Infatti, il Napoli non è andato oltre al pareggio con il Genoa, la Lazio ha perso con il Bologna, la Fiorentina ha pareggiato con l’Empoli e il Milan ha perso con il Monza per cui la classifica dice: 3° posto del con Milan con 52 punti, 4° Atalanta* e Bologna con 45, 6° Roma con 41, 7° Fiorentina con 38, 8° Lazio* con 37, 9° Napoli* e Torino* con 36 (*hanno da recuperare una partita il Torino con la Lazio, il Napoli con il Sassuolo e l’Atalanta con l’Inter). Adesso per il Torino inizia un mini ciclo di quattro partite che sono tutti scontri diretti per continuare a lottare per un posto in Europa, Lazio, Roma, Fiorentina e Napoli.
E’ evidente che tenendo conto della classifica e del calendario e sapendo che Buongiorno, almeno fino alla partita con la Fiorentina, sarebbe stato indisponibile e che la da anni squadra fatica tantissimo a segnare, il Torino con 23 gol stesso numero di Verona e Cagliari ha il quinto peggior attacco della Serie A,  il mercato di gennaio doveva essere condotto in modo tale da avere una squadra più competitiva di quella che c’era se realmente si voleva puntare all’Europa, ma così obiettivamente non è stato e semmai si può dire che sia stato all’insegna del vivacchiare, ovviamente con tutto il rispetto per Lovato, Masina, Orekeke e anche del giovane Kabic.

Juric e i tifosi remano dalla stessa parte e vogliono rivedere il Torino in Europa e su questo c’è un fronte comune che nulla e nessuno può scalfire. Chi si comporta diversamente si attira solo critiche e giudizi negativi e di certo non riceve ovazioni.