Juric, che si definisce monotono, ha un solo concetto di gioco qualsiasi avversario il Torino debba affrontare

27.11.2021 14:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Ivan Juric
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Ivan Juric
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Tra giocare in casa o in trasferta qualche differenza c’è così come se si affronta un avversario più o meno alla portata o se si gioca con le prime o le ultime della classifica e di solito questo comporta che si prepari la partita un po’ diversamente, ma per Juric non è così. Lo ha detto chiaro e tondo questa mattina nella conferenza stampa alla vigilia della trasferta nella Capitale di domani dove il suo Torino dovrà vedersela con la Roma di Mourinho. I granata finora hanno faticato sia nelle gare lontano dal Grande Torino sia a fronteggiare squadre qualitativamente e tecnicamente più forti. Infatti sono stati solo quattro in sei partite i punti conquistati lontano dalle mura amiche con un’unica vittoria, quella con il Sassuolo, e un pareggio, con il Venezia, mentre sono state sconfitte con Fiorentina, Napoli, Milan e Spezia. E le big affrontate, Atalanta, Lazio, Juventus, Napoli e Milan, hanno portato in dote solo il pareggio con la Lazio. Per cui in vista del match con la Roma si poteva pensare che Juric avesse cambiato qualche cosa nella preparazione della partita per invertire la tendenza e invece no.

“Sempre uguale” ha detto Juric sul preparare la partita con la Roma. E poi ha aggiunto: “A prescindere dall’avversario prepariamo le partite nelle nello stesso modo e con gli stessi concetti facendo molta attenzione ai particolari in relazione al tipo di attaccante che si trova, ma sempre al solito. La Roma sembra  in grande ripresa e ha tantissimi talenti che agiscono in velocità e hanno gamba per cui sarà dura, però, il concetto per affrontare la partita è sempre lo stesso: sono monotono”.  Questo non significa che l’allenatore del Torino non voglia far di tutto per ottenere la vittoria, anzi, ma semplicemente che lui ha un credo calcistico che ha già dato risultati positivi, soprattutto quando allenava il Verona non solo però, e che di conseguenza non viene mutato a prescindere che la sua squadra giochi in casa o in trasferta e se affronta la prima o l’ultima in classifica.