Il Torino gioca solo nel secondo tempo, ma rimonta e pareggia con l’Inter

In gol Perisic, De Vraij, Belotti e Meïté. Ottima partita di Falque. Icardi non ha inciso abbastanza. Bene Ljajic in campo nella ripresa. Infortunio al ginocchio per Ansaldi. Per Zaza solo panchina.
27.08.2018 07:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Andrea Belotti
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Andrea Belotti
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS

C’è una domanda che non può avere risposta, ma che trapana il cervello: ma se il Torino avesse giocato anche nel primo tempo avrebbe solo pareggiato con l’Inter? Già perché il Torino è stato poca cosa nel primo tempo, mentre l’Inter ha giocato da grande squadra tenendo il campo, facendo girare bene la palla e mantenendone un possesso quasi doppio, attaccando con determinazione e con buon ritmo e segnando due gol. I granata nella ripresa hanno cambiato atteggiamento e sistema di gioco e sono così riusciti a pareggiare. I nerazzurri forse hanno pagato i ritmi tenuti nella prima parte della gara e peccato di presunzione credendo di avere già la vittoria in pugno, infatti, non hanno mantenuto più la squadra compatta allungandosi e favorendo le giocate offensive del Torino, hanno tenuto un ritmo decisamente più blando e non sono stati quasi più capaci di creare azioni realmente offensive cercando solo nei minuti finali di dare l’assalto alla porta difesa da Sirigu nel tentativo di trovare il gol della vittoria. Insomma due partite in una.

Torino in campo con il consueto 3-5-2 con Soriano dal primo minuto a sostituire l’infortunato Baselli, De Silvestri e Ansaldi sulle fasce e in attacco la coppia formata da Falque e Belotti. L’Inter, invece, è stata schierata con il 3-4-2-1 con D’Ambrosio a destra nella linea difensiva a tre, Vrsaljko e Asamoah sugli esterni con Vecino e Brozovic a centrocampo e Politano e Perisic a sostegno di Icardi in attacco. La squadra di Mazzarri era compatta in campo nella sua metà campo pronta a ripartire e a pressare alto. Quella di Spalletti faceva girare la palla per aprire gli spazi e arrivare dalle parti di Sirigu. All’Inter sono bastati sette minuti per passare in vantaggio, movimento in profondità di Icardi che si è allargato e ha sfoderato l’assist per Perisic che ha tirato e segnato. Male la difesa del Torino che nonostante fosse in superiorità numerica in area è stata incapace d’impedire al croato di fare gol con Ansaldi che è stato fermo sul movimento di Perisic, Izzo che in ritardo ha provato in scivolata ad intervenire senza fortuna e N’Koulou che non era riuscito a contrastare  Icardi e si era fatto saltare nel momento dell’assist. I nerazzurri dopo essere passati in vantaggio hanno continuato ad attaccare tenendo sotto prensione i granata e andando ancora vicino al gol con Politano (16’). Intanto Ansaldi dopo un contrasto con Vrsaljko ha avuto la peggio riportando una distorsione al ginocchio destro e ha dovuto lasciare il campo, al suo posto Ola Aina (22’). L’Inter dominava il campo facendo movimenti continui anche con gli uomini senza palla, con Perisic e Politano tra le linee non dava punti di riferimento e appena perdeva palla pressava per riconquistarla. Il Torino era troppo timido, manovrava in modo lento e prevedibile, non incideva con gli esterni e non bastava che Soriano e Rincon, alternandosi nel compito, andassero su Brozovic quando il croato faceva partire l’azione, in più la squadra di Mazzarri non attaccava la profondità mantenendo un atteggiamento che denotava propensione più a difendere che offendere, anche se doveva pareggiare. Perisic si è visto murato dalla difesa un tiro da fuori (30’), ma il raddoppio che era nell’aria è puntualmente arrivato. Una punizione ben calciata dalla tre quarti da Politano ha trovato lo stacco di De Vraij che di testa ha girato la palla in rete (32’). Nell’occasione N’Koulou, che era davanti a De Vraij, non è riuscito a contrastarlo. La pochezza del Torino è sottolineata dall’essere riuscito a creare tre sole occasioni offensive. Falque con una pregevole azione personale ha saltato Skriniar si è accentrato e al limite dell’area ha servito Meïté ed è scattato subito in avanti, ma il francese ha sbagliato il filtrante facendo sfumare una grande occasione per pareggiare (13’). Dopo un’azione prolungata a ridosso dell’area nerazzurra Moretti ha crossato in mezzo all’area per De Silvestri che ha colpito di testa debolmente non creando problemi ad Handanovic (39’). Una punizione dal limite di Falque, con un tiro a giro sul palo del portiere, è finta di poco oltre il legno, con l’estremo difensore nerazzurro che si è limitato a vedere dove finisse il pallone (45’). Il primo tempo si è concluso con il meritato vantaggio dell’Inter.

Al rientro in campo dopo l’intervallo l’altra partita. Mazzarri ha spostato Rincon mettendolo in linea con i centrocampisti e arretrato un po’ Meïté a fare muro davanti alla difesa e Soriano è stato mandato in avanti in una sorta di 3-4-3. Mosse finalizzate a far alzare la squadra e a costringere l’Inter, che si era riproposta in campo come nel primo tempo, ad allargare la linea difensiva. Le soluzioni adottate dal mister granata sommate ad un atteggiamento più determinato dei suoi uomini e ad una rilassatezza di quelli dell’Inter hanno dato buoni frutti. La prima avvisaglia di rimonta è stata di Rincon con un diagonale da fuori area neutralizzato da Handanovic (50’). Un lancio perfetto partito dalla metà campo di Falque ha raggiunto Belotti, che si era lanciato in profondità eludendo il controllo di D’Ambrosio, e l’errata uscita di Handanovic ha permesso al “Gallo” di freddarlo (56’). La staticità della linea difensiva dell’Inter non ha scusanti. Visto che i suoi hanno un atteggiamento come vuole lui e che l’Inter è in affanno Mazzarri ha mandato in campo Ljajic al posto di Soriano (61’). La risposta di Spalletti non si è fatta attendere e ha sostituito l’acciaccato Asamoah (ha preso una botta alla caviglia destra) con Dalbert (65’) posizionando Politano alle spalle di Icardi in una sorta di 3-5-1-1, ma questo non è bastato a scongiurare il pareggio. De Vrij si è messo in evidenza con un anticipo in area su Belotti imbeccato da un filtrante di De Silvestri (67’). Ljajic, entrato bene in partita, ha servito Falque che ha pescato in area Ola Aina che, però, non è riuscito a tirare, ma sulla respinta di Vrsaljko la palla è arrivata a Meïté che dal limite di sinistro ha calciato sul primo palo infilando la sfera fra il montante e il portiere (68’), tiro non imparabile ma che è andato a buon segno. Spalletti allora è corso ai ripari togliendo Vrsaljko per Keita (72’) e passando alla difesa a quattro, ma non è bastato per cambiare il risultato. Il Torino ha anche avito l’occasione per passare in vantaggio con Belotti che si è visto intercettare da De Vrij il tiro di piattone su cross di De Silvestri che lo aveva servito dopo una bella galoppata sulla corsia di competenza (74’). Anche Ljajic è andato vicino al gol che dopo aver ricevuto da Falque da posizione defilata in area ha messo a dura prova i riflessi di Handanovic che con un colpo di reni ha salvato il risultato (79’). Nel finale le ultime due sostituzioni, una per parte, Falque è uscito lasciando il posto a Lukic (87’) e Politano a Lautaro Martinez (91’). L’Inter qualche occasione l’ha avuta per riportarsi in vantaggio, ma non ci è riuscita. Una progressione per vie centrali di Perisic lo ha portato al tiro, ma il suo diagonale è andato, anche se di pochissimo, oltre il palo (76’). Su una ripartenza di Keita Icardi si è visto respingere con i pugni in angolo da Sirigu un tiro calciato da posizione defilata (84’). Infine il portierone granata, con una parata decisiva, ha salvato il punto su una bordata da venti metri di sinistro di Perisic volando e deviando la palla con la mano aperta (92’). La partita è terminata così sul due a due. Se le due squadre non avessero concesso un tempo a testa agli avversari non avrebbero da recriminare per due punti non conquistati.

Alla fine per quello che Inter e Torino hanno fatto vedere in campo il pareggio è il risultato più giusto. Spalletti e Mazzarri hanno molto da lavorare per dare equilibrio e rendere le rispettive formazioni competitive. Falque è stato il granata migliore in campo e Perisic per i nerazzurri. Non benissimo Moretti, che ha faticato a contenere Politano, e Rincon, che non sempre è riuscito a impostare la manovra offensiva; per l’Inter Icardi avrebbe potuto fare di più e Handanovic si è aggiudicato la qualifica di peggiore in campo per l’errata uscita sul gol di Belotti e la lentezza su quello di Meïté. Zaza è rimasto in panchina e a fine partita Mazzarri ha spiegato che: “Devo capire se Zaza è capace a fare dei movimenti accanto a Belotti e devo cambiare tanto rispetto a tutto ciò che si è fatto durante la preparazione per farli giocare insieme”.

Prima della partita Cairo ai microfoni di Sky aveva dichiarato che: “Falque non è in vendita” è questa è un’ottima notizia, ma sarebbe meglio che anche Ljajic non fosse ceduto perché, come ha dimostrato ieri con l’Inter, se ha voglia è capace di accendere la luce che fa brillare il Toro. Il serbo sarà discontinuo e avrà anche un caratterino tutto suo, ma se si vuole che la squadra lotti per l’Europa League serve eccome.