Il Torino è in Europa League: ora c’è da allestire una squadra competitiva

Cercare di superare il terzo turno preliminare e il play off per accedere alla fase a gironi dell’Europa League, puntare al quinto posto in campionato e andare il più avanti possibile in Coppa Italia devono essere gli obiettivi stagionali.
30.05.2014 07:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Il Torino è in Europa League: ora c’è da allestire una squadra competitiva
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

L’Alta Corte di Giustizia del Coni dopo una lunga riflessione, che si è protratta fino a metà pomeriggio di ieri ed era iniziata il giorno prima, ha confermato quanto già avevano stabilito le Commissioni di primo e secondo grado negando la licenza Uefa al Parma, perché la società emiliana non ha pagato nei tempi previsti, entro il 31 marzo scorso, tutta l’Irpef. Per il Torino si spalancano le porte dell’Europa League, terzo turno preliminare, però il mondo granata la certezza assoluta di ritornare nel calcio che conta dopo dodici anni, l’ultima gara fu il 27 luglio 2002 con il Villarreal in Intertoto, l’avrà solo fra un po’ meno di un mesetto perché il Parma presenterà ricorso al Tas e per farlo ha tempo dieci giorni e in lasso di tempo di altri dieci giorni il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna fisserebbe l’udienza che emetterebbe, questa volta si, la sentenza definitiva e inappellabile. Ecco quindi che si arriverebbe intorno al venti giugno prima di dire l’ultima parola su questa vicenda, però intanto oggi la Figc inserirà il Torino Fc nell’elenco delle squadre italiane che parteciperanno alle coppe.

 

Adesso la società granata dovrà modificare le modalità del ritiro estivo, che era stato fissato per metà luglio con prime sgambate in altura a Riscone di Brunico a partire dal diciannove, ma dovendo giocare il 31 luglio la gara d’andata del terzo turno preliminare d’Europa League inevitabilmente la preparazione dovrà iniziare prima anticipando il tutto di una quindicina di giorni. Non minore lavoro toccherà al direttore sportivo Petrachi che avrà l’onere e l’onore di allestire una squadra competitiva su tre fronti: campionato, Europa League e Coppa Italia. Con Immobile che ormai è da considerarsi un ex, Cerci e Darmian diventano i due giocatori sui quali i tifosi si aspettano che venga costruita la squadra, anche perché sono di proprietà, e pensare che possano anche loro, soprattutto Alessio, accomiatarsi sarebbe difficile da conciliare con il fatto che serve un organico forte per disputare una stagione non solo senza rimpianti, ma anche con soddisfazioni.

 

Nessuno pretende che il Torino parta con l’obiettivo di vincere l’Europa League, anche se quest’anno il Siviglia dopo essere stato ripescato come è avvenuto per il club granata ha vinto la coppa, ma altrettanto è impensabile che si affronti questa competizione internazionale da turisti per visitare magari una città che non si conosce ancora. L’obiettivo deve essere cercare di passare il turno preliminare, il terzo, e il play off in modo da arrivare alla fase a gironi. Per quel che riguarda il campionato puntare al quinto posto che garantirebbe di tornare in Europa anche la stagione successiva e in Coppa Italia di andare il più avanti possibile, anche perché si sa che vincendola si accede direttamente alla fase a gironi dell’Europa League e in subordine se si arriva in finale e non si vince, ma la squadra vincitrice si è già qualificata in campionato per la Champions League, si accede comunque ai preliminari d’Europa League. Fascia sinistra, centrocampo e attacco sono i tre settori dove il Torino deve rinforzarsi e servono giocatori che siano pronti e affidabili, riserve comprese, e che non debbano aver bisogno di mesi prima di apprendere la lingua o gli schemi e i movimenti che pretende mister Ventura, altrimenti ci s’infligge un auto-handicap, perché la prima gara ufficiale è appunto il 31 luglio e partire con il piede giusto è il migliore modo per non dover imboccare da subito la strada in salita.