Il Torino e i tabù della terza vittoria consecutiva
Proprio in queste ore il Torino ha ripreso gli allenamenti al centro Sisport, dopo i 2 giorni concessi da Colantuono. 48 ore come premio? No di certo. 48 ore per cercare di pensare, riordinare le idee, scoprire cosa c'è che non va. Il silenzio stampa che dura da oramai 2 settimane e che continuerà, non ha portato fortuna e come in un film visto e rivisto, è bastato vincere 2 volte per dire stop ai successi e ripiombare nel buio. La stagione dei granata non è mai stata così altalenante come questa. Doveva essere una passeggiata. Un momento transitorio e di solo passaggio. Invece ci si inizia ad interrogare sulle reali possibilità che la squadra faccia il salto di qualità e torni dove è giusto e doveroso che stia: in Serie A. E' successo già 4 volte in queste 29 partite che il Toro fallisse, che incappasse in una giornata storta e che non riuscesse a dare quella conferma che vuol dire: "Si, ci siamo!" Numeri e match alla mano, quello che sabato è accaduto ad Ancona, si era già visto a Brescia, alla terza giornata. A Padova alla sesta giornata. Contro la Triestina alla dodicesima giornata. In tutti i casi, i granata venivano da 2 vittorie consecutive e si aspettava nella terza, la consacrazione.
Un tabù insomma. Non si capisce se forse chiamarla più volgarmente "sfiga" o se forse sotto sotto c'è qualcosa di più. Quando Colantuono venne esonerato e al suo posto arrivò Beretta, tutti si chiedevano se fosse finalmente lui quello giusto per entrare nelle menti dei giocatori. Tutti pensavano che avendo a disposizione una rosa di atleti più che mediocre, anzi, di altissimo livello per disputare al meglio la serie cadetta, il problema vero e proprio fosse più profondo. Interno. Insicurezza? Paura? Poca convinzione? Era Beretta a dover far luce su quello che capitava nelle loro teste, ma neanche lui ebbe la fortuna di capirci più di tanto e anzi, dopo solo 3 giornate venne esonerato. il ritorno poi del tenete romano era dettato da tanta rabbia, quanta grinta, ma ora viene solo da chiedersi se un posto per il Torino nell'Olimpo delle grandi ci potrà ancora essere. Basta alibi, basta mea culpa. Questo non è il Toro che i tifosi si meritano. Questo non è il Toro.
Copyright © 2026 - Tutti i diritti riservati
