Il mese della verità tra campionato ed Europa League

Giocatori, modalità di gioco e sistema di lavoro saranno soppesati dalle prossime sette partite.
07.09.2014 13:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Il mese della verità tra campionato ed Europa League
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Domani inizia un periodo che porterà il Torino in quattro settimane a giocare sette partite fra campionato ed Europa League: Sampdoria, Club Brugge, Hellas Verona, Cagliari, Fiorentina, Copenhagen e Napoli. Decisamente un banco di prova interessante per capire il valore della squadra di Ventura e farsi una prima idea se il gruppo è stato formato equilibrando bene giovani di prospettiva e giocatori più esperti e se il lavoro svolto in estate, e quello che continuerà ad essere fatto, è il più adatto per affrontare impegni ravvicinati.

 

Il Torino dovrà vedersela con avversari che si schierano in linea di massima, salvo ovviamente variazioni, con la difesa a quattro, tranne la Fiorentina, ma attacchi che vanno dal tridente ad una sola punta supportata da tre centrocampisti di cui due ali e uno più centrale, che però sanno giocare anche da trequartisti o da seconde punte, come Club Brugge e Napoli: Sampdoria 4-3-3, Club Brugge 4-2-3-1, Hellas Verona 4-3-3, Cagliari 4-3-3, Fiorentina 3-5-2, Copenhagen 4-4-2, Napoli 4-2-3-1. Il fatto di affrontare avversari che si schierano con moduli differenti, soprattutto in attacco, rappresenta un ulteriore banco di prova per i granata.

 

La squadra di Ventura ha un suo modo di giocare collaudato che molto difficilmente varia in rapporto all’avversario, però, almeno parzialmente dovrà mutare l’approccio alla gara soprattutto in Europa, dove di regola non si può più di tanto attendere che si aprano gli spazi cercando sornionamente con il giro palla di stanare chi si ha di fronte, perché finire le gare con pareggi può essere controproducente al passaggio del turno. Se gli attaccanti granata dovranno essere precisi ed efficaci nel tiro in porta, i centrocampisti avranno compiti più impegnativi e con maggiore dispendio di energie fisiche e mentali rispetto al passato e questo inciderà anche sui cambi perché chi subentrerà dovrà garantire un tasso qualitativo parecchio simile a quello di chi uscirà in modo che il gioco e soprattutto il risultato non ne risentano. La rosa del Torino è formata da ventisette giocatori, tre portieri, dieci difensori, nove centrocampisti e cinque attaccanti, a parte gli infortunati Basha e Farnerud, purtroppo per Ventura entrambi mediani, tutti dovranno dare da subito il loro contributo e non ci sarà più di tanto tempo per far sì che i nuovi s’integrino e i giovani apprendano schemi e movimenti, altrimenti non ci saranno cambi sufficienti da poter effettuare e volenti o nolenti dovranno andare in campo anche giocatori che potrebbero avere bisogno di rifiatare o altri che non sono ancora perfettamente integrati con ripercussioni fin troppo facili da prevedere.