Il derby di Coppa Italia in partita unica: una guerra di volontà

Un parziale turnover è previsto sia per la Juventus sia per il Torino. Entrambe le squadre vogliono passare il turno e non possono concedersi distrazioni o errori.
16.12.2015 13:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per Torinogranata.it
Il derby di Coppa Italia in partita unica: una guerra di volontà
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Il derby di Coppa Italia fra Juventus e Torino mette in palio il passaggio ai quarti di finale in una competizione che se vinta garantisce l’accesso all’Europa League. La posta in palio è di livello, magari per i bianconeri, che hanno come obiettivo lo scudetto e l’approdo per la prossima stagione in Champions League, sembra un po’ poco, però, l’avvio di questo campionato un po’ stentato e il dover risalire la classifica rendono decisamente più interessante anche la Coppa Italia. Per i granata la Coppa Italia è ancora più importante perché il loro obiettivo, anche se non dichiarato ufficialmente, è arrivare in un posto utile per l’Europa League e di conseguenza devono tenere in massima considerazione una delle due strade per arrivarci.

Un po’ di turnover i due allenatori lo faranno. Allegri in conferenza stampa in parte ha dato delle certezze sulla formazione dicendo che giocheranno Rugani e Neto e in difesa uno o due tra Bonucci, Chiellini e Barzagli, mentre per quel che riguarda l’attacco ha dichiarato che Dybala potrebbe riposare e che in campo andranno due tra Mandzukic, Zaza e Morata. Il tecnico bianconero non ha svelato tutte le sue carte, ma è stato abbastanza chiaro così come lo è stato sul valore che attribuisce a questa gara: “Niente straordinari (riferendosi sempre alla formazione, ndr), c’è semplicemente una partita da giocare”. Poi ha posto l’obiettivo: “Vogliamo arrivare in fondo perché è dal 1959-60 che la Juve non vince due Coppa Italia in due stagioni di fila”.

Ventura non fa conferenze stampa pre-partita, se non obbligato dal regolamento come avveniva in Europa League e la società gli permette di stare in silenzio, l’atteggiamento è da provincialotti, ma diciamo che va bene così. Comunque il mister granata per alcuni ruoli dovrà fare scelte obbligate o quasi a causa degli infortuni, infatti, Acquah e Baselli dovrebbero essere in campo poiché Benassi, Obi e Farnerud sono indisponibili. In teoria nel ruolo di mezz’ala possono giocare anche Gazzi, Vives e Prcic, ma la partita è particolarmente delicata e toccare gli equilibri a centrocampo non sarebbe molto indicato, tanto più che uno fra Gazzi e Vives deve essere schierato nel cuore della mediana. Per restare sempre a centrocampo, Avelar è stato convocato per la prima volta dopo l’infortunio e di conseguenza c’è una buona probabilità che il titolare continui a essere Molinaro. Discorso differente per Peres e Zappacosta, in teoria si contendono un posto sull’altra fascia, però rinunciare alle incursioni di Bruno proprio allo Juventus Stadium quando tutti hanno scolpito nella memoria la volata e il gol della scorsa stagione, sembrerebbe privare la squadra di un potenziale non indifferente, senza nulla togliere a Davide. Per quel che riguarda la difesa, è possibile un avvicendamento in porta fra Padelli e Ichazo, finora il titolare in Coppa Italia è stato l’uruguaiano. Toccare la linea Maginot composta da Bovo, Glik e Moretti è dura, molto dura, ma Jansson scalpita per avere un posto e anche Silva e Pryima, il buon senso consiglierebbe di non eccedere nei cambi, però magari lo svedese potrebbe essere accontentato e se così fosse o Glik o Bovo dovrebbero accomodarsi in panchina. Infine l’attacco, Quagliarella non segna dal venti settembre, Maxi Lopez è l’attaccante più prolifico con cinque reti fra campionato e Coppa Italia e Belotti si è finalmente sbloccato diciotto giorni fa nella gara con il Bologna. I posti sono due e segnare è fondamentale per vincere, decidere chi lasciare fuori inizialmente è difficilissimo e potrebbe incidere sul risultato. Se si punta sull’esperienza Maxi Lopez e Quagliarella sono imprescindibili e hanno le spalle larghe per sopportare eventuali critiche se si mangiassero il gol che potrebbe decidere la qualificazione e per Ventura sarebbe la scelta più facile.

La partita è unica, dentro o fuori: non sono ammessi tentennamenti, figuriamoci gli sbagli. In novanta minuti o al massimo centoventi più eventuali rigori si deciderà tutto. La volontà farà la differenza e chi ne avrà di più passerà il turno. La Juventus dalla sua ha la consuetudine a essere vincente e nel confronto a distanza con l’Inter sa che i nerazzurri ieri sera hanno battuto il Cagliari tre a zero, il Torino ha la capacità di superare le sue fragilità e i suoi limiti se ci crede veramente fino in fondo, l’ha fatto il ventisei febbraio scorso con l’Athletic Bilbao al San Mamés, può farlo oggi con la Juventus allo Stadium.