Il calciomercato invernale del Torino denota totale assenza di ambizioni e voglia di spendere: VOTO 5

02.02.2024 11:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Vagnati e Cairo
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Vagnati e Cairo
© foto di Federico De Luca 2023 @fdlcom

Il Torino ha preso Kabic, Lovato, Masina, Okereke e Passador, quest’ultimo tornato anticipatamente dal prestito al Rimini e tutti gli altri con la formula del prestito temporaneo con opzione per l’acquisto a titolo definitivo e ceduto N’Guessan, Seck, Radonjic, Zima, Soppy e Karamoh, tutti a titolo temporaneo tranne Zima definitivamente e Soppy poiché c’è stata la risoluzione  anticipata dell’acquisizione temporanea e per Radonjic c’è anche l’obbligo di acquisto definitivo però al verificarsi di determinate condizioni. Chi è arrivato ora si trova in una squadra migliore per posizione in classifica o categoria rispetto a quella dov’era, a parte Kabic poiché la Stella Rossa è seconda nel campionato serbo, e chi è andato via voleva farlo perché, per motivi vari, trovava poco spazio.

Il Torino attualmente è al 10° posto a 3 punti dal 7° e dal 6° che portano agli spareggi per la Conference League. Arrivare in Europa non è facile in quanto la concorrenza è tanta poiché per due posti in Champions, uno in Europa League e due in Conference (in quest’ultimo caso uno arriverà se la vincitrice della Coppa Italia si piazzerà fra le prime sei in campionato e in semifinale ci sono Fiorentina, Atalanta, Juventus e Lazio) ci sono in lotta ben 8 squadre: Milan 46, Atalanta 36, Roma 35, Fiorentina e Lazio 34, Bologna 33, Napoli 32 e Torino 31, tutte devono recuperare una partita tranne Milan e Roma e il Torino dovrà affrontare la Lazio, il Bologna la Fiorentina, il Napoli il Sassuolo e l’Atalanta l’Inter. Per il Torino quindi piazzarsi a fine campionato in un posto utile per una coppa europea non è per nulla facile poiché tutte le altre concorrenti da inizio stagione hanno rose qualitativamente più attrezzate, forse solo il Bologna ne ha una pari, però allo stato attuale i granata sono in piena lotta e a parole, seppur non sia indicato come un obiettivo esplicitamente dichiarato, arrivare in Europa è l’ambizione. Era logico aspettarsi quindi una sessione del mercato invernale che rinforzasse la rosa e invece così non è stato perché chi è arrivano non è più forte di chi è andato via.

Al Torino servivano un difensore, visti gli infortuni di Schuurs e quello di Buongiorno più le condizioni non perfette di Djidji, un uomo di fascia di piede mancino e un rifinitore oppure o meglio anche un attaccante che incrementassero il numero dei gol, solo 20 in 21 partite che collocano i granata al terzultimo posto insieme al Verona e peggio hanno fatto solo Salernitana e Empoli tutte in lotta per non retrocedere. Uros Kabic, ala destra che può giocare anche a sinistra o da trequartista, è un ragazzo, ha compiuto 20 anni il 1 gennaio, di prospettiva, ma in questa stagione finora nella Stella Rossa di Belgrado non aveva quasi mai giocato 37’ minuti in campionato, 120’ in Cup Srbije (la coppa nazionale serba) e 12’ in Champions League. Mentre nelle qualificazioni agli Europei Under 21 vanta 3 presenze in cinque partite per un totale di 109’. Matteo Lovato, centrale o destro in una difesa a tre e compirà 24 anni il prossimo 14 febbraio, arriva dalla Salernitana e nell’ultimo anno e mezzo ha avuto più di un problema fisico e in Campania pur giocando tutto sommato abbastanza, 950’ in campionato e 154’ in Coppa Italia, non si trovava benissimo. Adam Masina, terzino di piede sinistro che ha compiuto 30 anni il 2 gennaio, era una riserva nell’Udinese e il campo non lo ha quasi mai visto, 60’ in campionato e 66’ in Coppa Italia, anche perché è stato a lungo fuori per problemi per problemi muscolari e nella scorsa stagione per la rottura del legamento crociato e un problema agli adduttori. David Orekeke, punta centrale che può anche fare l’ala sia a destra sia a sinistra, ha 26 anni e proviene dalla Cremonese che è seconda in Serie B a pari punti con il Venezia, e anche lui non giocava molto, 557’ in campionato e 111’ in Coppa Italia. Pietro Passador, portiere che compirà 21 anni il prossimo 26 febbraio, in estate era stato prestato al Rimini dove non ha trovato spazio anche perché non è mai scattato il feeling con il preparatore dei portieri e infatti ha giocato una sola partita in Coppa Italia con il Gubbio, per altro non subendo gol, per cui è rientrato alla base ed è stato aggregato alla prima squadra dove oltre la titolare Milinkovic-Savic ci sono anche Gemello e Popa. I giocatori che servivano per ruolo sono stati effettivamente presi, ma senza nulla togliere a loro, ci mancherebbe, obiettivamente non aumentano il tasso tecnico della squadra.

Questo mercato del Torino è stato all’insegna del costo zero, Vagnati infatti non ha speso nulla per prendere 5 calciatori e ha guadagnato circa 4 milioni dalla cessione di Zima e in più non ha aumentato il monte ingaggi, anzi forse lo ha persino un pochino ridotto. Il direttore tecnico ha fatto il massimo che poteva? Come si dice sempre in questi casi si può sempre fare meglio, ma senza budget al suo posto qualcun altro avrebbe fatto meglio? Chissà. Il Torino in estate non aveva ceduto i migliori e in parte aveva accontentato l’allenatore spendendo 22,8 milioni escludendo i bonus e va ricordato che con quello del 2022 i bilanci in rosso consecutivi erano 5, seppure la cifra del passivo non fosse poi così elevata in Serie A ci sono più club con passivi ben peggiori. Infatti come riportava Calcio e Finanza il 21 aprile del 2023, i debiti al 31 dicembre 2022 erano pari a 143,4 milioni di euro, con una crescita legata ai debiti con le banche in particolare per, un nuovo finanziamento da 20 milioni di euro sottoscritto con Banco BPM e l’Istituto per il Credito Sportivo: la posizione finanziaria netta era negativa per 21,2 milioni al 31 dicembre 2022 (rispetto al -26,1 milioni al 31 dicembre 2021) grazie alla liquidità pari a 26,5 milioni. Per quanto riguarda i debiti tributari, la società granata ha rateizzato complessivamente 26,4 milioni di debiti Irpef e Iva grazie alla norma concessa alle società sportive lo scorso 29 dicembre. Per quanto riguarda l’esercizio 2023, la società granata tuttavia prevede un ritorno all’utile, dopo aver già incassato una plusvalenza di 8,9 milioni legata alla cessione di Lukic al Fulham, mentre dal punto di vista degli acquisti il club sottolinea come i 15,7 milioni legati al riscatto di Ilic dall’Hellas Verona siano legati a condizioni “sostanzialmente già certe alla data di stipula del contratto”. Si può quindi dire che Vagnati si sia già portato avanti con il lavoro perché nessun giocatore arrivato ha l’obbligo di riscatto e quindi chi a fine stagione non avesse convinto tornerà al mittente e in estate il direttore potrà dire al presidente Cairo che visto che non ha speso niente a gennaio e fatto anche incassare qualche cosa ha diritto ad avere qualche soldo in più per fare la spesa a prescindere che l’allenatore sia ancora Juric, è in scadenza di contratto e dopo questo mercato pensare che rinnovi è sempre più difficile, o qualche altro magari Alessio Dionisi attuale tecnico del Sassuolo.

Juric sarà soddisfatto del mercato fatto? I giocatori che volevano andare via sono partiti e sono arrivati dei sostituti e sulla carta i buchi nei ruoli mancanti sono stati colmati, ma resta il fatto che il tasso qualitativo non è stato aumentato e quindi si vedrà cosa dirà il mister. Difficile che però batterà i pugni e pubblicamente si dichiari scontento e al suo posto chiunque farebbe altrettanto, anche se la mancanza di ambizioni mostrata dalla dirigenza, in particolare dal presidente, sia sotto gli occhi di tutti. Buona parte dei tifosi è scontenta, basta fare un giretto sui social per prenderne atto. E allora che voto si può dare a questo mercato del Torino? 5, di certo non di più perché denota totale assenza di ambizioni.