Il bivio: puntare all’Europa o restare in una dimensione nazionale

Il girone di ritorno testerà fin dove potrà spingersi la squadra granata. Le mosse in sede di calciomercato diranno se la società è già pronta a programmare traguardi superiori.
14.01.2014 08:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Il bivio: puntare all’Europa o restare in una dimensione nazionale
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

La fine del girone d’andata è l’occasione per fare il primo, ovviamente parziale, bilancio perché si dispongono di dati oggettivi e incontrovertibili e per quel che riguarda il Torino è senza ombra di dubbio positivo: ventisei punti; settimo posto in coabitazione con il Parma; trentun gol realizzati che collocano i granata al settimo posto della particolare classifica delle reti fatte a pari merito con il Milan e a questo va aggiunto che con diciotto gol, equamente divisi, Cerci e Immobile sono la coppia di attaccanti più prolifica della serie A; ventisette reti subite come la Sampdoria e quindi decimo posto di quest’altra particolare graduatoria e con Padelli che con cinquantasei interventi è al quinto posto della top quindici degli estremi difensori con più parate.

 

Quando una squadra come il Torino si trova a certi livelli diventa inevitabile chiedersi dove può arrivare. Onestamente non è facile dirlo però i presupposti che nel girone di ritorno, più o meno, possa ripetere l’andamento di quello dell’andata ci sono, anche se non va sottovalutato che il calendario metterà i granata a confronto con le squadre sulla carta più temibili quasi sempre in trasferta, nell’ordine Milan, Juventus, Inter, Roma, Lazio e Fiorentina e oggi solo Milan e Lazio hanno meno punti in classifica e poi anche la partita, sempre lontano dalle mura amiche, con l’Hellas Verona non è da sottovalutare come quelle in casa con Napoli, Udinese e Parma, clienti sempre ostici. All’andata queste gare portarono, non senza recriminazioni per alcuni torti arbitrali subiti, undici punti che è comunque un buon bottino per una squadra come il Torino che ha l’obiettivo prima di tutto di salvarsi senza patemi e poi di raggiungere la zona centrale della classifica.

 

Pensare che in questo campionato il Torino possa raggiungere un posto utile per l’accesso all’Europa League è eccessivo, perché non solo dovrebbe tenere alle spalle tutte le squadre che già oggi hanno meno punti, ma dovrebbe anche scavalcarne altre due, che in questo momento sono Inter e Hellas Verona che hanno sei punti in più. Ma se per questa stagione il traguardo internazionale è fuori dalla realistica portata, potrebbe diventarlo nel giro di qualche campionato. Ecco che quindi il Torino è già al bivio: da una parte la strada che porta all’Europa, dall’altra restare in una dimensione nazionale. Confermare nel girone di ritorno quanto fatto all’andata consoliderebbe le basi per programmare con oculatezza l’approdo all’Europa League, disputare una seconda parte di campionato conquistando i punti che portano sì alla salvezza, però non sufficienti da restare a non molta distanza da chi effettivamente le coppe internazionali le disputerà, allungherebbe i tempi della programmazione di un futuro con maggiori soddisfazioni. Lo sforzo e la volontà dovranno metterceli i giocatori e l’allenatore, ma anche la società, da una parte, blindando per tempo i giocatori validi con contratti economicamente allettanti e prospettando loro programmi idonei a raggiungere traguardi superiori e, dall’altra, prendendo calciatori dalle indubbie doti tecniche e di prospettiva in modo da formare il cosiddetto zoccolo duro sul quale innestare in estate altri elementi che aggiungano altra qualità all’organico.