Iago Falque: “Il Torino per me era la squadra migliore e l’ho scelto”

22.07.2016 15:37 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per Torinogranata.it
Iago Falque: “Il Torino per me era la squadra migliore e l’ho scelto”
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

L’attaccante del Torino Iago Falque ha parlato in conferenza stampa della sua nuova avventura in granata.

Come ha vissuto il periodo d’attesa prima di arrivare al Torino quando gli accordi erano presi e lei era bloccato dalla trattativa per Ljajic? Ha per caso chiamato Ljajic per sollecitarlo?

“Io ero tranquillo perché sapevo che sarei arrivato al Torino indipendentemente da quello che sarebbe successo con Adem. Per la società era meglio attendere ed io ho avuto pazienza di aspettare, non ho avuto nessun dubbio e penso di aver scelto la squadra migliore”.

Per sue caratteristiche forse giocare in un attacco a tre è il modulo ideale?

“Sì, mi pace il ruolo di esterno-trequartista con due esterni che possono andare in mezzo. In questo tipo di modulo ho sempre giocato e mi trovo bene”.

Ha detto che il Torino è la squadra giusta per lei, anche caratterialmente?

“Sì, è una squadra importante e che vuole crescere e cerca obiettivi superiori ed è quello che cerco anch’io. Dopo gli ultimi mesi difficili con la Roma voglio riprendermi e ritrovare il mio modo di giocare”.

Nelle ultime stagioni ha giocato nella Roma e nel Genoa, quindi conosce la realtà del derby. Da ragazzo è stato un calciatore della Juventus ha voglia di rivincita nei confronti dei bianconeri?

“Sinceramente non ho nessuna voglia di rivincita nei confronti di alcuno perché penso a me stesso, alla mia squadra e ai miei tifosi, so che per loro il derby è molto importante come per noi giocatori e penso solo a vincere. Ritengo che nel calcio avere voglia di rivincita sia sbagliato”.

E’ arrivato da pochi giorni, ma come ha iniziato a inserirsi soprattutto con gli altri attaccanti?

“Bene, bene. Mi hanno accolto molto bene. Sono i primi giorni e piano piano comincerò a capire meglio i miei compagni e i movimenti che devo fare in campo. Adesso stiamo facendo di più un lavoro fisico, che è molto importante perché la stagione è lunga e fisicamente dobbiamo arrivare bene all’inizio ed io soprattutto proprio perché sono qui da pochi giorni e ho perso la prima settimana, quindi devo lavorare ancora un po’ di più, così come Ljajic”.

A Roma giocava a sinistra mentre Mihajlovic la schiera a destra. Da quale lato si trova meglio?

“Dipende, a Roma giocavo a sinistra per i cross di Dzeco e per rientrare, ma ho giocato anche a destra e come mezzala con Garcia. Ho giocato in tutte le posizioni dell’attacco, dipende da cosa vuole il mister”.

Forse Mihajlovic preferisce che gli esterni giochino a piedi invertiti, per questo la mette a destra?

“Sì, per il momento sembra proprio così. A me piace rientrare, ma queste sono cose che decide il mister, io mi adatto a quello che mi chiedono”.

Lei aveva avuto Ventura ai tempi del Bari, ma allora non aveva avuto tanto spazio. Nella scelta di venire al Torino quanto ha contato che Mihajlovic è l’allenatore?

“Ventura mi ha allenato quando avevo diciotto anni e la situazione era molto diversa. Prima di venire al Torino ho parlato con Mihajlovic e con il direttore Petrachi e ho capito che avevano fiducia in me. Era quello che cercavo: un allenatore che avesse fiducia in me, poi come in tutte le cose dipenderà da me, ma, ripeto, è importante che la società e l’allenatore abbiano fiducia nel calciatore. E’ quello di cui ho bisogno”.

Si sente un titolare?

“No, no. Mi sento un giocatore come tutti gli altri. All’inizio della stagione manca molto e può succedere di tutto”.

L’obiettivo di Mihajlovic è riportare il Toro in Europa, anche voi giocatori pensate la stessa cosa?

“Siamo nell’ottica di lavorare e fare le cose bene e poi sarà la stagione a dire dove arriveremo. I presupposti ci sono e c’è un buon gruppo di giocatori, però adesso dobbiamo portare il potenziale all’interno della squadra. Ci sono buoni giocatori e un buon allenatore, quindi il presupposto c’è e piano piano …”.

Nel Bari c’erano Padelli e Gazzi, li ha chiamati quando era in corso la trattativa per chiedere informazioni sul Toro?

“No, quando ero al Bari ero molto giovane e loro erano già giocatori esperti. Al Bari non sono stato tanto con loro, infatti, o trascorso solo tre-quattro mesi. Sul Torino ho chiesto informazioni ad altre persone, ma conoscevo la storia del Toro perché avevo già vissuto a Torino e sapevo più o meno com’era la squadra”.

Chi ha sentito e chi l’ha convinta a venire al Torino?

“Come ho detto prima mi ha convinto la fiducia e interesse che hanno dimostrato nei miei confronti la società e l’allenatore. La mia famiglia mi ha detto che dovevo trovare una società e un ambiente che mi volva dopo gli ultimi quattro mesi difficili che ho passato nella Roma, per questo ho scelto il Torino che è una squadra che vuole crescere”.