I problemi del Torino partono tutti da una rosa scarna e con pochi giocatori di qualità

28.06.2020 08:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
I problemi del Torino partono tutti da una rosa scarna e con pochi giocatori di qualità

Alla terza partita il Torino è andato ko e così con il Cagliari sono riemersi problemi che in parte erano stati sotterrati nelle due partite precedenti con Parma e Udinese conclusesi con la conquista di quattro punti. I sardi hanno sovrastato il Torino a centrocampo non permettendogli di sviluppare il gioco offensivo, troppo spesso i granata hanno agito per vie orizzontali anziché cercare le verticalizzazioni, e i giocatori di Zenga che hanno maggiore qualità l’hanno sfoderata. La difesa granata poi è tornata ad essere poco reattiva nel contrastare gli avversari e gli errori individuali hanno rifatto capolino in ogni zona del campo. E’ vero che c’è stata la reazione e dopo aver subito il terzo gol il Torino si è portato sul tre a due, ma non è bastato finendo per subire anche il quarto gol.

C’è chi imputa a Longo l’aver schierato praticamente gli stessi uomini in tre gare consecutive che si sono svolte nell’arco di otto giorni. Ha tenuto in panchina inizialmente Ansaldi e Verdi, ma i due rientravano da infortuni e non avevano evidentemente l’autonomia dei novanta minuti e poi non si può non ricordare che la prossima settimana, martedì e sabato, ci saranno altre due partite e gli avversari saranno Lazio e Juventus. L’infortunio a Zaza ha costretto il mister a cambiare l’assetto dell’attacco. Zaza nelle due partite precedenti non aveva brillato, ma essendo una punta spalleggiava meglio Belotti e possedendo anche un fisico dalla discreta stazza impegnava di più i difensori avversari, mentre Berenguer e Edera dovendo agire tra l’essere la spalla di Belotti e il fare i trequartisti hanno trovato più difficoltà nel supportare il “Gallo” tanto più che Aina, unico giocatore diverso nell’undici iniziale rispetto a quelli scesi in campo con Parma e Udinese, e De Silvestri non sono riusciti a rifornire cross e in fase difensiva non sono stati impeccabili e a parte Ansaldi altri uomini di fascia d’esperienza nella rosa non ci sono. In attacco Longo avrebbe potuto schierare Millico al fianco di Belotti fin dall’inizio al posto di Zaza? Forse, ma se non lo ha fatto un motivo ci sarà, a meno che non si pensi che sia masochista. L’assenza di Baselli costringe all’utilizzo di Rincon e Meïté e l’alternativa con esperienza resta il solo Lukic. Ieri sera con il Cagliari Izzo, Nkoulou e anche Bremer e persino Sirigu sono stati meno brillanti. Nkoulou poi è stato l’autore dell’ingenuo fallo a Pellegrini che ha causato il rigore trasformato da João Pedro che ha definitivamente eliminato le speranze del Torino di provare ad agguantare il pareggio e in precedenza si era fatto passare sotto le gambe il tiro di Nainggolan che aveva portato a inizio ripresa il Cagliari sul tre a zero. E anche nel caso della difesa se Lyanco e Djidji sono stati tenuti in panchina una motivazione ci sarà visto che Longo li vede in allenamento tutti i giorni.

Il vero problema del Torino è che ha una rosa scarna e se manca qualche giocatore e in più non tutti sono al top della forma l’allenatore è costretto ad adattare qualcuno a ricoprire un ruolo non suo e questo inevitabilmente comporta una resa minore. Se a questo si aggiunge che ci sono ben pochi calciatori di vera qualità e che più di uno difetta in personalità sommato al fatto che si giocano due partite a settimana, dopo il lungo periodo di sospensione del campionato, non ci si può stupire dei passi indietro fatti dal Torino con il Cagliari.
Le scelte che si effettuano in sede di calciomercato pesano eccome sui risultati in campo ed è poi troppo facile scaricare la colpa sull’allenatore che oltretutto è arrivato a mercato invernale chiuso. Comunque non c’è neppure tempo per leccarsi le ferite perché Lazio e Juventus incombono e al Torino ci vorrà tanta determinazione e carattere per evitare due batoste che saranno inevitabili se giocherà come ha fatto con il Cagliari.