Grazie Moreno per aver agito con professionalità, competenza e cuore per salvare il Toro

03.08.2020 16:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Moreno Longo
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Moreno Longo

Già solo per aver risposto alla chiamata di prendere in mano una squadra che era allo sbando, e il Torino lo era eccome dopo il sette a zero dell’Atalanta e il quattro a zero del Lecce, bisognerebbe ringraziare Moreno Longo. E i problemi non si limitavano a sole due pesanti sconfitte o poco si più. La sessione di calciomercato invernale era già chiusa e la rosa era stata sfoltita e non c’era più la possibilità di ottenere qualche rinforzo. Lo stato di forma atletica di parecchi giocatori non era ottimale. C’erano divisioni all’interno dello spogliatoio. In campo non tutti davano il cento per cento. Parte della tifoseria contestava in primo luogo il presidente Cairo. La squadra, che stava progressivamente scivolando verso la parete bassa della classifica, non era mentalmente pronta a lottare per la salvezza. Belotti non segnava molto. Sirigu pur facendo parate decisive subiva tanti gol. Verdi non aveva ingranato. Malgrado tutto ciò, per il senso di appartenenza e l’amore vero per il Toro, Longo non si è tirato indietro pur consapevole che sarebbe stato molto difficile, che avrebbe dovuto far affidamento sulle sue forze e su quelle del proprio staff e che magari alla fine non avrebbe ricevuto il giusto riconoscimento per il lavoro svolto, com’è accaduto. A complicare tutto il Covid e il lockdown, che gli ha dato il tempo di agire sulle teste dei giocatori, ma non di allenarli a dovere per un lungo periodo e poi alla ripresa dover giocare in media ogni tre giorni. Certo valeva per tutti, ma se la squadra era già prima in grandi difficoltà tutta questa situazione ha aggiunto problemi ai problemi.

Lavorando sodo e senza risparmiarsi giorno dopo giorno Longo è riuscito a rimettere insieme i cocci del Torino - più frammentati di quanto lui stesso credeva prima di toccare con mano la realtà - e a vincere le partite indispensabili, Udinese, Brescia e Genoa, contro le dirette concorrenti in lotta per non retrocedere e a pareggiare quella con la Spal che ha sancito l’aritmetica salvezza a due giornate dalla fine del campionato grazie anche agli altri due pareggi con Parma e Verona per poi chiudere con un altro pari con il Bologna. Per la cronaca, prima del suo arrivo il Torino aveva perso due volte con il Lecce e una con la Spal che con il Brescia sono retrocesse. Per qualcuno è sembrato poco perché ci sono state le sconfitte con Sampdoria, dopo soli cinque giorni dal suo arrivo, Milan e Napoli prima del lockdown e alla ripresa del campionato con Cagliari, Lazio, Juventus, Inter, Fiorentina e Roma. Però Belotti ha ripreso a segnare, sette gol in sedici partite a fronte dei nove nelle precedenti ventidue. I progressi di Bremer sono continuati. Mïeté è migliorato dopo un anno di prestazioni quasi sempre insufficienti. Zaza e Verdi hanno dato segnali di essere sulla strada giusta per mettere a disposizione della squadra le loro qualità. Pur continuando a incassare gol la squadra non è più uscita dal campo con una differenza reti negativa superiore a tre, tra l’alto accaduto solo nel derby. Senza contare che prima dell’arrivo di Longo la squadra alla prima difficoltà mollava e dopo la sua cura anche quando era in svantaggio provava fino al fischio finale a cercare di segnare per riaprire la partita, non ci è sempre riuscita ma almeno faceva il tentativo. Longo oltretutto si è adattato agli uomini che aveva a disposizione senza poter sviluppare il suo concetto di gioco.
Per alcuni non è stato abbastanza e l’hanno giudicato non all’altezza e per altri non è stato il caso di riconoscergli almeno un po’ di merito. Chissà che cosa avrebbe potuto fare di più e se qualcun altro al suo posto avrebbe fatto meglio.Longo può andare via a testa alta e con la coscienza a posto per ciò che ha fatto e per il modo con cui ha fatto ciò che doveva.

Grazie di tutto Moreno e con la certezza che se il Torino avrà ancora bisogno di te e chiedesse il tuo aiuto tu tornerai a dargli una mano con professionalità e cuore da vero granata.