La full immersion dei giocatori granata: Petrachi e Abate portano la squadra al Museo del Toro

La full immersion dei giocatori granata: Petrachi e Abate portano la squadra al Museo del Toro
Ignazio Abate
Oggi alle 10:30Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Tuttosport e La Stampa
Il Torino torna al Museo del Grande Torino dopo 15 anni. Abate: “I valori servono per creare un gruppo”. Simeone emozionato davanti alla maglia del River

Una visita di un’ora e mezza a Villa Claretta per circa 60 tra giocatori, tecnici e dirigenti. Simeone ritrova la maglia del River Plate firmata nel 2014: “Era destino venire al Toro”. Petrachi: “Diventerà una tradizione per prima squadra e settore giovanile”.

Il Torino va a scuola di Toro: Petrachi e Abate portano la squadra al Museo del Grande Torino dopo 15 anni

Un pomeriggio speciale, quasi una lezione di storia. Ma soprattutto un viaggio dentro l’identità granata. Dopo 15 anni, la prima squadra del Torino è tornata al Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata, a Villa Claretta Assandri, Grugliasco. Una visita fortemente voluta da Ignazio Abate e dal direttore sportivo Gianluca Petrachi, con un obiettivo preciso: conoscere il passato per costruire il futuro.

Circa 60 persone tra calciatori, allenatore, staff, dirigenti e collaboratori hanno trascorso un’ora e mezza tra cimeli, fotografie, maglie, trofei e documenti che raccontano oltre un secolo di storia granata.

Abate: “I valori servono per creare un gruppo”

La visita non è stata una semplice iniziativa celebrativa. Per Abate rappresenta un tassello del percorso per costruire una squadra con un’identità precisa.

Il presidente del Museo, Domenico Beccaria, prima dell’inizio del tour ha parlato ai giocatori ricordando il valore della maglia e il rapporto speciale con la tifoseria. Un messaggio accolto con un lungo applauso.

“Questa è casa vostra”, il senso delle parole rivolte alla squadra, con l’invito a onorare sempre la maglia e a dare tutto per il Torino.

Il concetto è stato poi ripreso da Abate: “Il Toro ha molti valori, grandi valori. E bisogna trasmettere dei valori per creare un gruppo: il modo migliore per poi ottenere dei risultati”.

Un messaggio che fotografa bene la filosofia del nuovo allenatore.

Una visita durata un’ora e mezza: i giocatori non volevano più andare via

La squadra ha attraversato le sale di Villa Claretta accompagnata dai volontari della Memoria Storica Granata. Un percorso attraverso 650 metri quadrati di esposizione e circa 1.500 pezzi tra cimeli, fotografie, trofei e documenti.

Dalle testimonianze legate alla tragedia di Superga allo scudetto del 1976, dalle maglie storiche alla Balilla di Gigi Meroni, passando per i trofei e le divise che hanno segnato le diverse epoche del club.

La curiosità dei giocatori ha sorpreso anche gli organizzatori. Al termine della visita, molti avrebbero voluto continuare a esplorare le ultime sale.

Petrachi ha dovuto fare da “vigile urbano” per riportare tutti sul pullman: c’era ancora un allenamento da raggiungere.

Simeone e quella maglia del River Plate: “Era destino venire al Toro”

Il momento più emozionante ha avuto come protagonista Giovanni Simeone.

L'attaccante argentino ha riconosciuto una maglia del River Plate del 2014, firmata da tutti i giocatori di quella squadra. Tra quelle firme c’era anche la sua, quando era ancora un giovanissimo calciatore del club di Buenos Aires.

Una coincidenza dal forte significato simbolico, considerando lo storico legame tra River Plate e Torino nato dopo la tragedia di Superga.

Simeone è rimasto profondamente colpito: “In questo Museo c’era già il mio destino!”.

Il Cholito ha ricordato di conoscere bene la storia dell’amicizia tra le due società, ma di non sapere che proprio quella maglia fosse stata donata al Museo.

Nel 2014 Beccaria era stato a Buenos Aires, ospite del Museo del River Plate. Dodici anni dopo, il destino ha portato Simeone a Torino.

Zapata, Vlasic, Adams e Mascardi: tutta la squadra davanti alla storia granata

Non c’è stato soltanto Simeone.

Duvan Zapata ha posato davanti alla maglia che racconta il suo passato granata, mentre Nikola Vlasic, capitano in assenza del colombiano, ha portato la propria divisa e l’ha autografata prima di donarla.

Anche Che Adams si è fermato davanti ai ritratti dei campioni del Grande Torino. Tra i più giovani, invece, c’era il portiere Mascardi, immortalato davanti alla storica tribuna e al manichino di Bacigalupo.

Un’immagine che riassume perfettamente il senso della giornata: il Toro di ieri, quello di oggi e quello di domani riuniti nello stesso luogo.

Petrachi: “La visita al Museo deve diventare una tradizione”

L’iniziativa non resterà isolata.

Petrachi ha spiegato che la società vuole trasformare la visita al Museo in una tradizione per tutti i tesserati: non soltanto la prima squadra, ma anche i nuovi acquisti e le formazioni del settore giovanile.

“Se arriveranno altri giocatori nuovi, porteremo anche loro in un secondo tempo”, il messaggio del ds.

E poi l’annuncio più importante: “L’idea è far diventare la visita al Museo una tradizione consolidata per tutti i tesserati del Toro, comprese ovviamente tutte le squadre del vivaio”.

Un modo concreto per collegare il presente alla storia del club.

Dal Museo al Filadelfia: il Toro prova a ricucire con la propria storia

La visita arriva inoltre in un momento particolare per il rapporto tra il Torino e la propria memoria storica.

La convenzione per il futuro trasferimento del Museo al Filadelfia è stata approvata dalla Giunta comunale. I lavori sono previsti, secondo i programmi citati, nel secondo semestre del 2027.

Dopo anni di distanza, il ritorno della prima squadra al Museo rappresenta dunque un altro segnale di riavvicinamento tra il club, la sua storia e la sua tifoseria.

Abate e Petrachi hanno scelto di partire anche da qui: prima ancora dei risultati, costruire appartenenza, identità e rispetto per la maglia.

E davanti a quella maglia del River Plate firmata da un giovanissimo Simeone, il messaggio è sembrato ancora più chiaro: il passato non è soltanto memoria. Può diventare il punto di partenza per il futuro del Toro.