Torino, Abate cambia modulo ma non i principi: così intende far diventare la squadra camaleontica
Nessun ribaltone, nessun ripensamento. Il Torino che da lunedì affronterà l’Udinese non sarà una squadra intenzionata a rinnegare quanto costruito finora. Al contrario, l’obiettivo di Ignazio Abate è rendere il Toro più elastico, capace di cambiare pelle senza perdere la propria identità.
Torino, il nuovo modulo non cambia l’identità
Difesa a tre o a quattro, dunque, non sarà una scelta ideologica. Sarà piuttosto uno strumento da utilizzare in base alle caratteristiche dei giocatori e alle esigenze della partita.
È questo il concetto ribadito dall’allenatore anche dopo il pareggio contro il Bologna. Al Dall’Ara il passaggio alla difesa a quattro aveva prodotto effetti immediati, fino al gol dell’1-1 firmato Kulenovic. E proprio quella soluzione potrebbe diventare una delle alternative a disposizione del Torino.
Abate: “Nessun ripensamento, cambiamo per le caratteristiche dei giocatori”
Dopo la gara di Bologna, Abate aveva già aperto alla possibilità di puntare maggiormente sulla linea a quattro.
«Io amo la difesa a quattro. La mia sensazione è che a quattro dietro abbiamo qualcosa in più come caratteristiche. Non abbiamo grande abbondanza in certe zone di campo, nella pausa cercheremo l’abito migliore».
La lunga sosta ha quindi rappresentato un'occasione per lavorare sulle alternative tattiche. Un lavoro non semplice, considerando che l’allenatore ha dovuto fare a meno di quattordici giocatori impegnati con le rispettive nazionali.
Il punto di partenza, però, resta chiaro: cambiare sistema non significa cambiare identità.
«Non c’è nessun ripensamento – ha spiegato Abate a Sky –. Si tratta di cambiamenti strutturali per adattarsi alle caratteristiche dei giocatori, ma sui principi di gioco questo incide ben poco».
E sono proprio quei principi a rappresentare la vera costante del progetto: intensità, coraggio e la volontà di dominare la partita.
Dal 3-4-2-1 al 3-5-1-1: il Toro amplia il suo repertorio
Il Torino ha iniziato il percorso tattico con il 3-4-2-1, sistema sul quale Abate ha lavorato fin dal primo giorno di ritiro. Successivamente la squadra si è spostata verso il 3-5-1-1, una soluzione utile anche per valorizzare gli ultimi arrivati dal mercato, a partire da Mandragora.
Ora il repertorio potrebbe allargarsi ulteriormente.
Il 4-4-2 mostrato nella ripresa contro il Bologna ha dimostrato che il Toro può cambiare struttura anche durante la partita. Non necessariamente per correggere un errore, ma per sfruttare una determinata situazione o mettere in campo caratteristiche differenti.
L’idea, quindi, è avere una squadra capace di partire a tre e passare a quattro quando necessario, anche nel corso dei novanta minuti.
Rodriguez il jolly: può giocare a tre e a quattro
Uno dei giocatori che potrebbe facilitare questo tipo di trasformazione è Rodriguez.
Il difensore ha ritrovato un minutaggio importante con la nazionale e torna così a disposizione di Abate con una condizione e una fiducia maggiori. La sua duttilità può diventare un fattore decisivo per il Torino.
Nella difesa a tre può agire da braccetto di sinistra. Con la linea a quattro, invece, può trasformarsi in terzino mancino.
Un ruolo che Rodriguez conosce bene e che aveva già ricoperto nei primi mesi della sua esperienza al Torino, prima della trasformazione tattica operata da Juric.
La sua presenza permette quindi ad Abate di pensare al cambio di sistema senza dover necessariamente modificare troppi interpreti.
Vlasic dietro la punta, Adams da recuperare
Anche in attacco il Torino potrebbe avere diverse soluzioni.
In attesa di ritrovare Ché Adams nelle migliori condizioni, Abate può affidarsi alla qualità di Vlasic tra le linee. Il croato, nonostante un avvio di stagione complicato, resta un giocatore centrale nei piani dell’allenatore.
Con una sola punta può agire da rifinitore alle sue spalle, dando qualità alla manovra e collegando centrocampo e attacco. All’occorrenza, però, il Toro può anche passare al doppio attaccante.
È un altro tassello di quella duttilità che Abate vuole costruire durante la stagione.
Torino, la parola d’ordine è elasticità
Il nuovo Toro, dunque, non sarà necessariamente legato a un solo modulo. La difesa a tre resta una base importante, ma la linea a quattro e il 4-4-2 sono già entrati nel ventaglio delle possibilità.
La vera novità non sarà quindi il sistema scelto contro l’Udinese, ma la possibilità di cambiarlo senza perdere equilibrio e principi.
Abate vuole un Torino intenso, coraggioso e capace di dominare la partita. Il modulo potrà cambiare. L’identità no.
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