Fatali al Torino i blackout difensivi e la qualità superiore e la determinazione del Milan, ma i granata più che qualche cosa di buono lo hanno fatto vedere
Ha ragione D’Aversa a dire: “E’ lo spirito giusto. Meritavamo almeno il pari”. E infatti il Torino, schierato specularmente ai rossoneri e andando uomo su uomo, per tutto il primo tempo, pur passando in svantaggio, Pavlovic (37’), ha tenuto testa al Milan, che ha avuto un approccio molle e difficoltà nel manovrare non riuscendo quasi mai a trovare spazi per avanzare. Mentre la sua squadra non si limitava a difendersi, ma pressava e creava occasioni più degli avversari Prati (10’), Vlasic (13’), Ismajli (15’), mentre il Milan è andato vicino al gol con Rabiot (36’). La partita comunque era sostanzialmente in equilibrio e a continuato ad esserlo per tutta la prima frazione di gara. E’ da apprezzare anche che i granata quando sono andati in svantaggio hanno reagito prima con Zapata che si è mangiato il gol (38’), poi con Prati (42’) e successivamente hanno pareggiato con Simeone, dopo che Vlasic aveva costretto Maignan a mandare la palla sul palo (44’).
Purtroppo però il Torino è tornato in campo dopo l’intervallo zavorrato dai vecchi e soliti problemi che lo hanno caratterizzato negativamente e pesantemente in questa stagione prima dell’arrivo in panchina di D’Aversa. Fatali quindi i blackout difensivi sommati al cambio di modulo del Milan passato alla difesa a quattro con l’ingresso di Athekame al posto di Tomori (46’). I rossoneri hanno sfoderato la loro oggettiva qualità superiore e la determinazione a mantenersi in scia con la capolista Inter e tenendo al contempo a bada le inseguitrici Napoli, Como e Juventus. La minore capacità, soprattutto mentale, di tenere il campo dei granata e di gestire la palla si sono quindi sommate agli errori individuali e collettivi che hanno permesso nel giro di sue minuti al Milan di andare sul 3 a 1: gol di Rabiot (54’) e Fofana (56’), dopo che già Bartesaghi ci aveva provato (50’). Modric ha servito un ottimo filtrante per Pulisic (non arginato da Ebosse) che ha messo la palla sul secondo palo dove Rabiot, arrivando di corsa, l’ha insaccata, con un tocco da sotto, anticipando Pedersen. ). Fofana, servito da Athekame, dentro l'area di rigore ha avuto il tempo (lasciato troppo solo da Ebosse che si era fatto saltare da Athekame) per portarsi la sfera sul destro e poi ha tirato di piattone: Paleari ha deviato, ma non è riuscito a evitare il gol e qualche responsabilità ce l’ha.
Il repentino 3 a 1 ha permesso al Milan di gestire la partita senza forzare e il Torino ha continuato a partire gli inserimenti degli interni del Milan pur cercando il gol (Vlasic 77’ e Simeone 78’). Anche i padroni di casa hanno provato a allungare ulteriormente le distanze con Ricci (80’).
L’illusione di poter arrivare a riaprire la partita è arrivata quando l’arbitro Fourneau è stato richiamato dal Var a rivedere al monitor la manata di Pavlovic a Simeone e così il direttore di gara ha decretato il rigore per il Torino (81’) realizzato da Vlasic (83’). Questo ha rinfrancato un po’ i granata, ma non è bastato, anche perché il Milan ha ancora provato a segnare (Saelemaekers 85’, Bartesaghi 90’ e Ricci 95’).
La sconfitta ci sta ed è il punto dal quale il Torino dovrà ripartire dopo la sosta per gli impegni della Nazionale quando affronterà tre squadre decisamente alla portata: Pisa, Verona e Cremonese. Tre partite che dovranno servire per conquistare i punti per l’aritmetica salvezza e confermare i progressi che la squadra ha fatto con D’Aversa, che precauzionalmente intanto dice: “Terz’ultimo posto a 6 punti? Serve ancora attenzione massima”. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
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