ESCLUSIVA TG – Pasquale Bruno: “Noi ex calciatori e la gente del Toro dobbiamo impegnarci per portare il Museo del Grande Torino nella sua casa: il Filadelfia”

ESCLUSIVA TG – Pasquale Bruno: “Noi ex calciatori e la gente del Toro dobbiamo impegnarci per portare il Museo del Grande Torino nella sua casa: il Filadelfia”
Pasquale Bruno
© foto di Elena Rossin
Oggi alle 12:00Primo Piano
di Elena Rossin
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Anche Pasquale Bruno parteciperà a “La Partita della Leggenda” di sabato 6 giugno ore 19,30 al Filadelfia fra ex calciatori del Toro e Artisti e Amici Granata. Evento che ha lo scopo di raccogliere fondi per trasferire il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata (voluto, nato e gestito esclusivamente da tifosi volontari e completamente slegato dal Torino Fc) dall’attuale sede a Grugliasco, in via in via G.B. La Salle 87 nella villa Claretta Assandri, a Torino al Filadelfia.  Bruno è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it., ha giocato nel Torino dal 1990 al ’93 vincendo la Coppa Italia e divenendo idolo dei tifosi, pur provenendo dalla Juventus,  per la sua grinta, che incarnava perfettamente lo spirito Toro, e per l’attaccamento alla maglia che ha tutt’ora.

Il Torino vive un periodo molto particolare ormai da tantissimi anni, però è rimasta soprattutto nei tifosi e in tanti ex calciatori quella voglia di non mollare mai, quell'orgoglio e il rispetto della propria Storia tipico granata.
“Quello che mi ha sorpreso quando sono andato in Curva Maratona al derby, a parte l'episodio che è successo a quel ragazzo bianconero che è rimasto gravemente ferito, è che ho visto tanti ragazzi giovani, tra i 18 e i 20 anni, che mi chiedevano di fare una foto. E io li abbracciavo proprio come se fossero i miei figli. Questi ragazzi mi dicevano che i loro padri gli avevano parlato di me e del mio Toro e vedevo in loro una passione incredibile. In tutto questo però c'era anche un velo di tristezza perché parlavano al passato perché questi ragazzi non hanno visto il Toro vero poiché da quasi 21 anni il Torino è un’altra cosa. Mi ha fatto pensare il fatto che chiedessero a Pasquale Bruno, come fanno con tantissimi altri ex, una foto dicendo che i loro padri gli avevano parlato di noi che rappresentiamo il vero Toro, tutto questo, come dicevo, fa pensare e ti lascia un po' di tristezza, anzi, non un po', ma tanta tristezza”

Però se da una parte lascia tanta tristezza dall'altra certifica che è ancora vivo lo spirito Toro e c’è la voglia di mantenerlo. Non trova?
“Certo perché il tifoso del Toro, a differenza di altri che sono tifosi quando vincono, più le cose vanno male, più soffre e più si appassiona e quindi si tratta di un amore verso la squadra e questi colori indomito e che non passa mai. Infatti a distanza di più di 30 anni amano ancora certa gente e questo vuol dire che quella squadra, che nel 1993 vinse la Coppa Italia, purtroppo l’ultima,  aveva lasciato il segno per carattere, per convinzione, per coraggio. Mi fa felice  vedere che questi ragazzi abbiano tanta voglia, tanta passione di rivedere un Toro vero loro che purtroppo non hanno visto di fatto nulla. Questa grandissima passione la tocchi con mano e l'hanno dimostrato, l'abbiamo dimostrato, l'anno scorso con la marcia del 4 maggio e non volendo a Superga, posto Sacro, davanti agli Invincibili chi non rappresenta degnamente il Toro questo perché la gente granata non ne può proprio più”.

Il Grande Torino ha ispirato il Toro che poi ha vinto lo Scudetto nel 1976, voi che avete conquistato l'ultima Coppa Italia. Insomma tanti giocatori che in tutti questi anni, da dopo gli Invincibili a oggi, sono passati nel Torino e alcuni magari non hanno neppure vinto nulla però hanno capito e sono riusciti a incarnare lo spirito Toro che è poi quello che è racchiuso nel Museo.
“Per questo dico che il Museo dovrebbe stare a Filadelfia, è una vergogna, una vergogna immane che il Museo del Grande Torino non sia a Fila. E ovviamente la colpa sappiamo di chi è, no? Perché sappiamo benissimo chi lasciare che quel tesoro che rappresenta la nostra Storia e che c’è al Museo non venga spostato a Filadelfia. Il Museo, ve lo garantisco, non ha nulla a che fare con il Torino Fc, ed esiste solo grazie ai tifosi volontari che con grande dedizione, passione e amore lo curano la dice molto lunga sul modo di agire di questa società, sul modo di rinnegare il passato, perché la Storia fa male, molto male a questa società. Per questo sta a noi ex e alla gente del Toro impegnarci per portare il Museo del Grande Torino dove dovrebbe stare: nella sua casa, il Filadelfia. Sono convinto che ci riusciremo”.

Lei ne è convinto e infatti è venuto a tutte le edizioni de “La Partita della Leggenda”.
“Non potevo mancare, lo sento come un dovere, un piacevolissimo dovere. E sarò qui anche quando il Museo sarà finalmente al Fila e quando avverrà l’importante che qualcuno non si presenti. Sarebbe indesiderato come parecchi della società. Anzi, spero che prima che il Museo sia portato al Fila la società cambi proprietà. Non è solo un mio desiderio, ma anche quello della Curva Maratona e di quasi tutti i tifosi perché la gente del Toro non ne può più di questa gestione.
Vivo a Lecce, ma lo sanno tutti che quando mi invitano sono pronto a partire per sostenere la causa granata. Mi piace molto stare in mezzo alla gente, tanto è vero che sarò il 6 al Filadelfia per “La Partita della Leggenda”e il 7 alla festa della Maratona alla Polisportiva Centrocampo e alla sera alla cena con Martín Vázquez al Monviso Sporting Club. Un weekend completo, alla faccia di chi dice che Pasquale Bruno è indesiderato. Più dicono che Pasquale Bruno è indesiderato e più sono amato”.

Una grande soddisfazione.
“La grande soddisfazione è andare sempre a mento alto, guardare la gente negli occhi: cosa che io posso fare, mentre altra gente non lo può fare. La cosa più meschina al mondo è dover abbassare gli occhi”.

Lei crede proprio nel progetto di portare il Museo del Toro al Fila che significa un po’ come diceva Mondonico “Essere indiani contro i cowboy”. Il contesto era diverso, ma ci può stare anche in questo caso?
“Ci sta, ci sta. Portare il Museo al Fila non costerebbe una cifra esagerata. Certo è un costo sui 6 milioni di euro perché va costruito l’edificio, ma non stiamo parlando di centinaia di milioni. Ovviamente c'è da fare qualche sacrificio, ma costa meno di spendere per un giocatore che poi non si rivela all’altezza. Il Museo invece è all’altezza di un vero top player per i cimeli che custodisce.  Speriamo, io sono convinto, che ci riusciremo. Lo dimostra anche la presenza di Rafa Martín Vázquez, di Annoni, di tanti ex che hanno fatto la Storia del Toro.  Perché noi ex assieme ai tifosi ci teniamo che questo avvenga”.

Vuole fare un appello ai tifosi che pensano che “La Partita della Leggenda” è sabato, ma inizia a fare caldo e magari vanno al mare o in montagna?
“E’ presto per andare al mare e in montagna che fai alla sera. “La Partita della Leggenda” è alla sera alle 19,30 e poi dopo c’è la musica con tanti artisti e si fa festa tutti insieme e ci divertiamo. E poi è l’occasione di rivedere gente che ha fatto la Storia del Toro fa sempre piacere, no? Lo ripeto, noi siamo orgogliosi della nostra Storia anche se il Torino FC la ignora. Fateci caso, quando parla il proprietario del Torino menziona il Grande Torino e poi si ferma a quello di Radice, ma non menziona mai il Toro di Mondonico e la finale di Coppa Uefa e la vittoria della Coppa Italia, invece menziona Bilbao o la partita col Mantova, e allora io mi metto a ridere. Non dico che la partita con l’Atletico Bilbao al San Mamés non sia stata una bella impresa, ma parliamo dei sedicesimi d’Europa League, anche la gara col Mantova è stata importante nel 2006 per la risalita in Serie A subito dopo il fallimento, ma negli anni a seguire per tre stagioni consecutive, dal 2009 al 2012, la squadra è stata in Serie B ecco perché rido. Noi in semifinale di Coppa Uefa abbiamo eliminato il Real Madrid, certo in finale non abbiamo vinto con l’Ajax e la coppa è andata a loro, ma in due partite non abbiamo mai perso. Così va il mondo. Ma se la vittoria al San Mamés è da Storia noi che abbiamo battuto in semifinale il Real Madrid cosa siamo? Ma siamo seri, per favore.
Tifosi del Toro, vi aspetto tutti sabato 6 al Fila perché è un modo per stare insieme e continuare sulla strada che abbiamo intrapreso tutti uniti. Lo ripeto, sto cercando di invogliare gli Ultras l’anno prossimo a fare le stesse cose che hanno fatto quest’anno disertare lo stadio e non fare abbonamenti perché è l’unico modo affinché cambi la proprietà del nostro Toro. Il 6 al Fila venite, mi raccomando”.