ESCLUSIVA TG – Del Sonno (TC San Mauro): “I giocatori attuali devono onorare la maglia, c’è già la società che gestisce in un modo imbarazzante il nostro Toro”

ESCLUSIVA TG – Del Sonno (TC San Mauro): “I giocatori attuali devono onorare la maglia, c’è già la società che gestisce in un modo imbarazzante il nostro Toro”
Rocco Del Sonno
Oggi alle 12:00Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin

Rocco Del Sonno, presidente del Toro Club San Mauro Granata, è stato intervistato da TorinoGranata.it. Con lui abbiamo parlato del finale di stagione del Torino, del 4 maggio e delle iniziative del club e della contestazione dei tifosi granata nei confronti del presidente Cairo.

Prima del 4 maggio il Torino ha fatto una brutta partita con l’Udinese perdendo, adesso dopo le commemorazioni c'è la gara in casa col Sassuolo. Cosa vi aspettate da questa squadra che tra l'altro a Superga è stata anche accolta con i fischi, anche se poi dopo la lettura dei nomi le persone presenti hanno chiesto ai giocatori autografi e selfie e di vincere il derby?
“Per noi tifosi il 4 maggio è una data molto importante perché ricordiamo una squadra fortissima che in quell'epoca era dava anche tanta speranza a tante persone in un periodo molto difficile come quello del dopoguerra. Purtroppo invece la squadra in questi ultimi anni, a cavallo di questa data, non ha mai dato grandi soddisfazione a noi tifosi e di questo ne siamo molto rammaricati. La contestazione che c'è stata a Superga non so se aggiudicarla negativa o positiva. Sicuramente però è il frutto di 20 anni di presidenza nei quali non è mai stato fatto nulla e si è fatto ben poco per onorare il Grande Torino. Posso comprendere anche se magari il luogo non era proprio quello giusto dove fare questo tipo di contestazione soprattutto per quanto riguarda gli insulti che si sono sentiti e forse queste esternazioni si potrebbero fare allo stadio o al Filadelfia durante gli allenamenti, anche se sono quasi sempre a porte chiuse a parte qualche rarissima volta. Ma ho apprezzato che si sia fatto in modo di far capire a questi giocatori, oggi non sono più quelli di una volta, che il Grande Torino è stata una squadra fortissima, indimenticabile.
Per noi tifosi bisogna onorare la maglia. Il coro che è partito sul Grande Torino l'ho molto apprezzato perché deve far capire agli attuali giocatori che la maglia del Torino è diversa dalle altre. Noi non chiediamo di vincere scudetti o altre cose, però non prescindiamo sull’onorare la maglia, sul metterci impegno e sull’uscire sempre dal campo al termine delle partite con la maglia sudata. In questi ultimi anni però molti giocatori che sono passati dal Torino non l'hanno fatto ed è questo quello che ci fa arrabbiare in questo momento, oltre alla gestione della società che è veramente imbarazzante. 
Il Torino è una squadra importante, non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Quando parli di Torino anche fuori dall'Italia tutti conoscono la sua storia, le sue tragedie e i suoi successi. È una storia particolare che va onorata e in questi ultimi anni abbiamo visto, purtroppo, che questa cosa è venuta meno”.

Invece da parte dei tifosi e anche del vostro Toro Club San Muro Granata la storia viene costantemente onorata e voi fate iniziative per ricordare e avere un filo conduttore che leghi l’attualità al Grande Torino. In particolare avete organizzato iniziative in programma a breve termine?
“Per fortuna ci sono ancora tante realtà di Toro Club e di tifosi che portano avanti, che tramandano ciò che è stato e che rappresenta il Toro. Purtroppo le persone che hanno vissuto l’epoca del Grande Torino non ci sono quasi più ed è quindi importante che ci siano ancora oggi delle figure, delle persone, delle realtà, come anche la nostra, che riescono a far capire ai giovani e ai futuri tifosi cosa è il Torino e cosa è stato il Torino.
Da parte nostra cerchiamo di fare qualcosa, quest'anno festeggiamo anche i 20 anni di vita del nostro club e abbiamo pensato di onorare il Grande Torino con due appuntamenti che si sono già svolti: la camminata da San Mauro alla Basilica di Superga, passando per la panchina Granata gigante che abbiamo installato qui a San Mauro, e l'illuminazione del ponte la sera del 4 maggio. Quest’ultima ormai è diventata un’abitudine e nell’occasione diamo la possibilità di leggere i nomi dei caduti ai tifosi in modo che siano protagonisti e così facciamo capire cos'era e cos'è stato il Grande Torino e cosa deve essere il Toro.
Noi il 14 giugno a San Mauro intitoleremo agli Invincibili una piazza, Largo Grande Torino, ma non sarà soltanto la semplice intitolazione di una piazza, come avviene normalmente in questi casi, bensì è un progetto artistico-culturale voluto dal Toro Club San Mauro per rendere omaggio a questa squadra leggendaria che nel dopoguerra ha rappresentato un simbolo di speranza per tutta l'Italia. Questo progetto si svilupperà su questa piazza, che è adiacente al fiume Po, e verranno fatte una serie di opere di artisti famosi e importanti del settore che verranno qui e dipingeranno sul muro della piazza opere a tema Torino e Grande Torino, insomma tutto ciò che circonda la storia di questa squadra, di questa società. E questo riusciamo a farlo grazie all'associazione Go Art Factory, un'associazione di artisti che si sono resi disponibili a dipingere opere con questo tema. Il 14 giugno intitolando la piazza e facendo le opere artistiche renderemo questo un luogo unico, particolare rispetto a tutti gli altri. Questo è un progetto che portiamo avanti proprio per ricordare questa squadra, questa società, questi giocatori che avevano rappresentato veramente tanto in quel periodo. Un ringraziamento doveroso va anche al Comune di San Mauro che ci ha dato la possibilità di fare questo progetto e di portarlo avanti”.

In occasione della camminata del 3 maggio da San Mauro alla Basilica di Superga avete anche ricevuto una sorta di regalo, ce ne vuole parlare?
Don Ballarin, un cugino di secondo grado di Aldo e Dino, ci ha accolti e fatto visitare il luogo esatto dove impattò l’aereo con a bordo il Grande Torino, che non è proprio dove sorge la Lapide, ma sopra. Un luogo ancora poco conosciuto e visibile in questo momento perché in questi anni era stato abbandonato ed era ricoperto da erbacce e alberi che vi erano cresciuti. Adesso è stato è stato ripulito ed è un luogo veramente particolare, un posto emozionante dove ci siamo sentiti stringere il cuore per la possibilità che ci è stata data di visitarlo. Don Ballarin ci ha raccontato che questo luogo dell'impatto era l'incompiuta, così chiamata perché doveva sorgere un palazzo reale per il Re che doveva andarci ad abitare dopo l'abdicazione in favore del figlio. Invece poi quella parte retrostante alla Basilica non fu edificata rimanendo incompiuta e il destino ha voluto che l'aereo andasse a impattare proprio lì. Ci siamo veramente emozionati ad ascoltare anche questo racconto”.

Tornando all’attualità, domani la partita col Sassuolo poi quella in trasferta con il Cagliari ed infine il derby con la Juventus in casa all’ultima di campionato. Cosa vi aspettate dalla squadra in queste tre gare?
“Ma purtroppo, come tutti gli anni, anche quest'anno la stagione di questa squadra è finita molto prima del termine del campionato e si è conclusa senza obiettivi. Cosa ci aspettiamo dalla partita con il Sassuolo? Assolutamente non  cose positive così come con il Cagliari. Però speriamo che almeno nel derby questa volta possa succedere qualcosa. Giocheremo l'ultima giornata contro i “cugini” e forse per loro sarà una partita più importante dovessero essere ancora in lotta per un posto in Champions League e quindi chissà che questa volta magari non succeda che siamo noi a fare un dispetto a loro e a non farli andare nella coppa europea più importante vincendo il derby. Ormai purtroppo sono anni, dal 2015, che non riusciamo più a vincerne uno. Spero quindi che per la legge dei grandi numeri prima o poi qualcosa succeda e che un minimo di orgoglio da parte di questi giocatori venga fuori per portare a casa questa partita”.

Invece per quel che riguarda la prossima stagione, ormai questa è archiviata, avete qualche aspettativa?
“Aspettative ormai non abbiamo più, l'unica aspettativa che abbiamo è che finalmente avvenga il passaggio di proprietà della società perché credo che non possa più andare avanti una gestione così. Una gestione che non ha una progettazione, non ha una programmazione. Ogni anno infatti si riparte sempre da capo e tutti gli anni a fine stagione ci sono giocatori che invece di essere riscattati o confermati vengono venduti o non vengono riscattati. Allenatori che continuano a cambiare in continuazione e questo fa anche capire che il problema non sono i giocatori e gli allenatori, ma è la gestione della società. Credo che ormai Carlo abbia fatto la sua epoca, abbiamo bisogno di qualcosa di nuovo, di diverso, di tornare ad avere una speranza. Abbiamo bisogno di avere voglia di passione perché in questi anni vedo che sempre di più ci si allontana da questo Torino Fc e lo dimostrano anche le presenze a Superga: mai viste così pochi tifosi e questo è sintomatico del disinnamoramento che c'è stato verso questa società e questa squadra. Speriamo quindi in una rinascita, ma un rilancio è possibile solo con il cambio di proprietà. Ed è questo ciò che ci aspettiamo perché se dovesse esserci ancora questa gestione credo che ci sarà ben poco da aspettarsi. Ci sarà l'ennesima costruzione di una squadra formata da prestiti, con giocatori presi con diritto di riscatto che poi tanto non verranno riscattati e qualche giocatore a fine carriera che vuole rilanciarsi o comunque qualcuno più giovane che comunque deve riscattarsi o che non trova spazio dove era. Per cui le aspettative con questa gestione non sono buone, non sono positive. Ripeto, l'unica speranza è quella di avere un cambio di società, di gestione che ci possa ridare entusiasmo e voglia di tornare anche allo stadio”.