ESCLUSIVA TG – Cismondi (Resistenti Granata 1906): “A Cairo fa comodo tenere il Torino nel limbo. I tifosi non devono andare allo stadio per non essere complici”

ESCLUSIVA TG – Cismondi (Resistenti Granata 1906): “A Cairo fa comodo tenere il Torino nel limbo. I tifosi non devono andare allo stadio per non essere complici”
Marina Cismondi
© foto di Elena Rossin
Oggi alle 11:00Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin
La fondatrice del gruppo di tifosi del Toro “Resistenti Granata 1906” ha analizzato la situazione sportiva ed extracalcistica del Torino Fc

Marina Cismondi è stata intervistata in esclusiva da TorinoGranata.it. Cismondi è la fondatrice del gruppo “Resistenti Granata 1906”. Con lei abbiamo parlato della del Torino a tre giorni dall’inizio della nuova stagione calcistica, la ventiduesima dell’era Cairo.

A parte il cambio dell’allenatore, al Torino è tutto sempre più o meno uguale non trova?
“Penso che sia, ahimè, una tragica telenovela che non cambia mai la sua trama e noi tifosi stiamo vedendo questa situazione ormai da un numero infinito di anni dove vengono cambiati gli allenatori e che chi si accomoda sulla panchina del Torino non ha alternative migliori. D’Aversa proveniva dall’Empoli, Ignazio Abate arriva dalla Juve Stabia, quindi non stiamo prendendo figure prestigiose che possono garantire, per lo meno sulla carta, risultati consoni a chi ha ambizioni sportive e dal punto di vista dei calciatori il 10 luglio, quindi fra tredici giorni, si troveranno al Filadelfia e poi partiranno per il ritiro estivo e come sempre siamo un cantiere aperto dove non si sa assolutamente chi resterà, chi partirà e chi arriverà. Il solito film che contraddistingue la gestione di questo Presidente e questa è purtroppo la nostra situazione ormai da ventuno anni”.

Possiamo dire che si sa già che alcuni giocatori non ci saranno più perché sono andati via a parametro zero e altri non sono stati riscattati dopo il prestito. Sembra che Zapata prolungherà e Simeone, visto che il River Plate non ha fatto un’offerta congrua, resterà.
“Si sta dicendo parrebbe, forse e anche su Giovanni Simeone la mano sul fuoco fino a quando non si concluderà il calciomercato con Urbano Cairo non ce la metto perché abbiamo già visto decine di casi dove il calciatore di turno veniva dichiarato incedibile o direttamente dal Presidente o dal Direttore sportivo e poi all'ultimo momento veniva ceduto e tanti saluti. Considerando anche la situazione economica del Torino FC e che non ci sono grandi possibilità di fare plusvalenze per cui, io sinceramente, non ho più fiducia, a parte che la fiducia l'ho persa ormai qualche decennio fa visto che non c'è mai stato un approccio,  una dichiarazione, un atteggiamento che possa far dire che finalmente quest'anno possiamo ambire a qualcosa. E al contrario di noi ci sono realtà che fino a qualche anno fa erano praticamente sconosciute, come il Como, che hanno Presidenti con una grandissima disponibilità economica e che fanno  investimenti di decine di milioni per comprare un singolo calciatore. Da quello che si legge sui giornali infatti il Como dopo il prestito comprerà Nico Paz dal Real Madrid per 60 milioni. Al Torino con 60 mln si comprerebbero forse 15 calciatori, anzi si chiederebbero in prestito con diritto di riscatto. Siamo purtroppo, lo dico con il magone nel cuore, retrocessi a livello di una provinciale che si barcamena con quello che può, con quello che riesce per restare in Serie A, questo è”.

E poi al Torino c’è tutta la questione extracalcistica legata allo stadio, al Robaldo e al Museo.
“Infatti, noi come Resistenti Granata al di là dell'aspetto dei risultati sportivi, che comunque sono frutto di tutto il contesto in cui viene tenuta questa società, siamo decisamente ancora più agguerriti sul discorso strutture. Non dimentichiamolo mai, il Torino FC dopo 21 anni di Urbano Cairo non è proprietario di nulla se non del cartellino di qualche giocatore. Per quel che riguarda lo stadio Grande Torino Olimpico non si sa che cosa sia successo e c'è anche molta poca trasparenza da parte dell'amministrazione comunale. In una  delibera di indirizzo sul futuro dello stadio era stato scritto chiaramente che non ci sarebbero state ulteriori proroghe dell’affitto dopo quella che arrivava fino al 31 dicembre 2026 e invece il Torino FC ha fornito alla Lega Calcio documenti che gli permettono di iscriversi al campionato che attestano che potrà utilizzare lo stadio fino al termine di questa stagione quindi vale a dire fino al 30 giugno 2027. Il sindaco di Torino Lo Russo e i suoi assessori al momento non hanno dato alcuna spiegazione relativa a questi ulteriori sei mesi. Possiamo solo dedurre che ci sia stata un’ulteriore proroga dell’affitto, ma per quanto tempo, sulla base di cosa e a quali condizioni? Il Torino FC pagherà lo stesso canone d’affitto che pagava 10 anni fa? Ribadisco e mi assumo la responsabilità di quello che dico, se Urbano Cario fosse un privato cittadino come tanti di noi non avrebbe questo tipo di trattamento dal Comune di Torino, ma essendo il proprietario del Corriere della Sera, della Gazzetta dello Sport e della rete televisiva La 7 sostanzialmente tutto gli è tutto concesso. Lo stesso discorso vale per il Robaldo. Non si sa quali siano state poi le condizioni definitive, ma c'era chiaramente scritto in una bozza di delibera, che presumo sia stata poi confermata nella delibera definitiva, che il Torino aveva 36 mesi di tempo per terminare i lavori al Robaldo dal momento del permesso a costruire e il permesso a costruire è stato concesso a luglio 2021 e siamo a luglio 2026 per cui i 36 mesi sono ampiamente trascorsi. Anche qui non c'è trasparenza da parte dell’amministrazione comunale. E poi ci sono tutta un'altra serie di cose che non quadrano, perché era stato scritto chiaramente che sarebbe stato edificato un nuovo edificio fra i campi 4 e 5, ma il campo 5 non c’è più e non si può parlare di un nuovo edificio visto che sono stati messi dei container che svolgono la funzione di spogliatoi. Non dimentichiamo mai che la prima concessione del Robaldo al Torino FC risale al 2016 e l'atto notarile di concessione definitiva è stato filmato nel 2019 e siamo qui con il Robaldo che attualmente ha 4 campi in erba sintetica una sola palazzina e una fila di 3 o 4 container come spogliatoi. E’ una cosa al di là di ogni vergogna, pensando al Viola Park, se non ricordo male, dal momento della concessione a quello dell'inaugurazione sono passati non più 4 o 5 anni. Mentre il centro sportivo per le giovanili del Torino dopo un decennio non è stato ancora terminato e resta minimale perché stiamo parlando di 4 campi, una palazzina e qualche container e non di un vero centro per le giovanili con foresteria, con strutture per il recupero degli infortunati e via discorrendo. Solito progetto minimale sul quale non c’è chiarezza e oltretutto non si capisce perché nei bilanci del Torino FC si metta come costi per il Robaldo quasi 9 milioni di euro quando sul cartello dei lavori esposto i costi non arrivano a 4 mln. Ci dovrebbero essere stati controlli periodici da parte del Comune, ma neppure di questi non se ne sa niente. E’ tutto nebulosissimo.
Non parliamo poi del Museo del Toro che per noi Resistenti Granata è la cosa più vergognosa in assoluto della gestione di Urbano Cairo. Se lui avesse conferito alla Fondazione Filadelfia i 3 milioni e mezzo di euro che aveva promesso solennemente a Don Aldo Rabino nel 2017 si sarebbe inaugurato uno stadio Filadelfia completo anche con la parte relativa al Museo, la foresteria, la sede del club. Giusto per non dimenticare, a parte il Museo, ma sotto la tribuna del Fila doveva esserci la foresteria, la sede del club e altri uffici e a parte qualche spogliatoio, la Launge pagata da Beretta, la palestra e qualche altro locale, che serve agli allenamenti della prima squadra, non c’è null’altro a quanto mi risulta. E probabilmente andassimo a vedere ad esempio il centro sportivo del Chieri troveremmo una struttura simile, peccato che il Chieri militi in Eccellenza e non in Serie A. Detto questo, personalmente trovo di una vergogna assoluta il fatto che il Museo del Toro a quasi 10 anni dall’inaugurazione del Filadelfia sia ancora a Grugliasco tanto più che il Torino Fc è una società di calcio che bene o male fattura decine di milioni di euro tutti gli anni. Accendere un muto che copra i lavori per edificare la palazzina per il Museo al Filadelfia costerebbe qualche migliaia di euro all’anno che inciderebbero se non marginalmente sui conti del club”.

Dalle sue parole si capisce che lei è indignata e molto delusa, lo sono anche gli altri “Resistenti Granata”?
“Assolutamente, parlo in prima persona, ma esprimo il pensiero di tutto il gruppo e di molti altri tifosi del Torino. Vorrei ancora aggiungere una cosa per completare il quadro: il Torino FC ogni anno paga 300mila euro alla U.T. Communications S.p.A. (la holding, la società di direzione aziendale nonché cassaforte attraverso le quali Urbano Cairo gestisce le proprie partecipazioni nelle aziende che possiede) per i finanziamenti che fa al club e la U.T. Communications S.p.A. da anni non paga i debiti che ha nei confronti del Torino Fc che ormai ammontano a più di 15 milioni di euro. Tutto questo dà la dimensione del disinteresse totale di Urbano Cairo verso il Torino, verso la storia granata, verso il Grande Torino e verso i nostri campioni del passato. Soprattutto dà la dimensione dell'unico interesse di Urbano Cairo: portare introiti  sia attraverso la raccolta pubblicitaria sia attraverso questi giochi legali di bilancio legati alle altre sue società quotate in borsa dalle quali poi tutti gli anni prende ricchi dividendi. Il Torino è diventato quella che viene definita una bad company, veicolo societario utile per isolare e gestire le attività in perdita, i debiti e gli asset tossici di un’azienda in crisi separando così i “rami secchi” dalla parte sana, la good company, che continua a operare sul mercato. Quindi se alla fine il Torino Fc ha debiti, come li ha per 160,5 milioni di euro, va bene uguale, anzi va ancora meglio perché con il concordato fiscale (strumento che fissa in anticipo il reddito imponibile su cui calcolare le tasse) le altre aziende di Cairo pagano meno tasse. Dico tutto ciò perché alle superiori ho fatto ragioneria e all’università 4 anni di Economia e Commercio e poi anche un corso da fiscalista nella vita di lavoro ho fatto tutt’altro, ma bene o male se vedo un bilancio so quali voci guardare e vedendone alcune non posso non chiedermi cosa stia facendo Cairo al Torino. Ci sono delle voci nel bilancio del club granata che non possono non saltare agli occhi  e mi fanno dire: cosa abbiamo fatto di male noi tifosi del Toro per essere ridotti a questo punto.
Comincio ad essere davvero pessimista, anche perché i tifosi del Torino diminuiscono sempre più e anche quelli che erano più attaccati non hanno più voglia di andare allo stadio, noi Resistenti Granata lo facciamo per partito preso, ma tanti tifosi non hanno neppure più voglia di seguire cosa faccia la squadra. A me e anche ad altri del mio gruppo alle volte capita di non sapere il giorno in cui c’è la partita e poi apprenderne il risultato il giorno dopo. E’ questo che non perdonerò mai a Urbano Cairo perché sta uccidendo giorno dopo giorno, anno dopo anno,  decennio dopo decennio una passione, un modo di vita, una tifoseria che ha diviso volutamente e scientemente, aizzandoci gl uni uno contro gli altri. In Curva Maratona ci sono personaggi alquanto discutibili e pensare che la Maratona era la curva più bella del mondo. E Cairo fa tutto questo per i suoi interessi personali. Più noi tifosi siamo divisi, più ci facciamo la guerra tra noi e più lui continua a stare seduto sulla poltrona del Torino FC e non si capisce veramente perché a questo punto, visto che ormai è chiaro che la maggioranza dei tifosi granata non lo vuole più, fatto salvo alcuni personaggi discutibili che hanno altri interessi. Continuo a chiedermi perché Cairo non mette seriamente in vendita il Torino? Perché non lo fa?”.

Da un po’ di tempo circola la voce che in particolare Bank of America abbia dei dossier sul Torino e che ci siano fondi che potrebbero essere interessati a comprare il club.
“Potrebbero, ma sicuramente dipende da quella che sarà la richiesta economica. Già in passato, non lontanissimo perché parliamo di 1-2 anni fa, ci sono stati dei fondi, anche se Cairo ha negato, che si sono avvicinati al Torino. Poi è chiaro che se la richiesta economica è superiore ai 200-250 milioni e ci si deve fare anche carico dei 160,5 milioni di debiti, come da bilancio del 2025, e il club a parte i calciatori, che possono essere venduti o che purtroppo capita che s’infortunino e così il valore del loro cartellino diminuisce, non possiede nient'altro, tanto meno immobili visto che persino la sede è in affitto, è quindi impensabile chiedere cifre così elevate. Per capirci, è come dire ho una stupenda Panda del 1990 e la metto in vendita a 15.000 € e poi nessuno mi contatta per comprarla, ma se magari la vendessi per 500 € degli acquirenti li troverei. La strategia di Cairo è continuare a dire che è anche disposto a vendere, ma che non si fa avanti nessuno. Non è vero proprio perché la sua richiesta è troppo elevata rispetto al valore di mercato del club. Che faccia richieste elevate lo so per certo poiché sono stata anche parzialmente coinvolta quando ci sono state alcune offerte e gl interlocutori non sono stati neppure ascoltati da Cairo o le offerte sono state rifiutate.
Fare una richiesta assolutamente fuori mercato significa solo una cosa: Cairo non vuole vendere il Torino. Potessi parlargli, da anni noi Resistenti Granata chiediamo di poter parlare con Cairo però siamo sempre stati ignorati, gli chiederei solo una cosa molto semplice: perché? Perché non ci libera? Perché non ci lascia continuare a credere nella nostra squadra? Perché non ci lascia i nostri sogni, le nostre speranze? Perché sta uccidendo il Toro?
21 anni fa la tifoseria del Toro era stimata a più di un milione di persone, circa 1,2 mln, e adesso siamo circa 400mila. Ci siamo ridotti quasi a un terzo di quelli che eravamo prima di Urbano Cairo. E allora la domanda è: sta portando a termine l'opera che doveva essere già fatta, seppur con modalità differenti, da Cimminelli in modo che quando si arriverà a portare i libri in tribunale sarà quasi una liberazione e non ci sarà nessun genere di protesta? Questo mi chiedo, perché veramente non ha più alcun senso che questa persona continui ad obbligarci a sopportare la sua Presidenza”.

Da poco è iniziata la campagna abbonamenti per la prossima stagione, voi Resistenti Granata vi abbonerete? Andrete allo stadio? Farete magari un’eccezione per il derby?
“No, parlo per me ma sono anche la portavoce del gruppo e le idee sono condivise da tutto il direttivo e dai membri. Non faremo abbonamenti, non andremo allo stadio neppure al derby. Per noi era assolutamente sbagliata la decisione della Maratona di entrare al derby, anche se poi una parte è uscita a seguito di ciò che era successo durante il pre-partita. Condividiamo la posizione dei Torino Hooligans che con coerenza non sono entrati allo stadio nell’ultimo derby in casa. Fa molto più rumore una curva vuota di qualsiasi contestazione allo stadio. Quando si decide una strategia bisogna portarla avanti come hanno fatto e stanno facendo i tifosi della Lazio che allo stadio non ci vanno più. Non andare allo stadio è l’ultima arma che ci è rimasta perché se iniziamo ad andare allo stadio allora vuol dire che stiamo assistendo in prima persona al funerale del Torino e della sua storia e vorrebbe dire essere complici di questa situazione”.