Ebagua: "Mi piace attaccare gli spazi in profondità"

Risolto il problema fisico, ancora qualche giorno per essere in piena forma. L'attaccante si trova bene con tutti i compagni, ma lo ha impressionato maggiormente Vives. Ebagua è al Torino per imparare e migliorarsi, ma non per fare la comparsa.
27.07.2011 15:08 di Elena Rossin   vedi letture
Ebagua: "Mi piace attaccare gli spazi in profondità"
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© foto di Tommaso Sabino

Continua la conoscenza con i nuovi giocatori granata oggi è toccato a Ebagua, cresciuto nel vivaio del Torino, presentarsi in conferenza stampa.

Prima di tutto come sta, visto che nei giorni scorsi ha avuto un piccolo problema fisico?
“E’ stato solo un fastidio al flessore, ma niente di grave è sopportabile e adesso e diventato gestibile infatti mi sto allenando a pieno ritmo e son contento di questo”.

Ieri con il Taranto il gol partita è stato il suo. Si ha l’impressione che lei si stia integrando sempre più, è così?
“Non sono tanto lontano dalla forma migliore e ho bisogno del mese pieno per raggiungerla”.

In campo con chi si trova più a suo agio?
“Mi trovo bene con Guberti e con Sgrigna, ma mi trovo bene un po’ con tutti. Mi piace tanto Vives che non conoscevo, è un giocatore di qualità immensa”.

Per le sue caratteristiche tecniche come preferisce che le venga passata la palla?
“Io attacco sempre gli spazi in profondità e in questo modo penso di poter dire la mia”.

Come si trova con mister Ventura, l’allenatore le chiede qualche cosa in particolare?
“Lui insegna calcio e io sono qui per apprendere e spero di farlo il più possibile. Alla fine l’importante è segnare, poi come viene viene, ma la palla deve entrare e il Torino vincere”.

Quest’anno le due favorite sulla carta sono Sampdoria e Torino, pensa che prevarranno i valori tecnici o sarà un campionato combattuto con qualche squadra rivelazione?
“Penso che sarà un campionato combattuto e che ci sarà qualche squadra che sorprenderà tutti, come avviene sempre ogni stagione in serie B”.

Lei è cresciuto nel vivaio ed è un tifoso del Toro e ha sempre sperato di giocarci in prima squadra. Finalmente il desiderio si è avverato?
“ Era una cosa importante venire al Toro. Fin da ragazzino ho vestito questa maglia, in seguito al fallimento ho dovuto scegliere e sono andato via, forse è stata una scelta sbagliata forse no. Quindi sono contento e orgoglioso si essere tornato”.

Quali maestri ha avuto in granata?
“Nell’ultimo anno il mister era Giacomo Ferri, poi sono stato aggregato alla prima squadra di Zaccarelli e in seguito speravo di restare, ma questo non è avvenuto e sono andato via”.

In questi anni è cresciuto da un punto di vista calcistico molto, c’è ancora qualche cosa in cui deve migliorare?
“Devo migliorare tecnicamente e imparare tanto. Ci sono dei giocatori importanti come Bianchi, Antenucci, Sgrigna, Guberti, quindi penso di poter migliorare. Sicuramente non sono qui per fare la comparsa”.

Lei ha la fama del combattente ed essendo anche un tifoso di questa maglia può entrare nel cuore dei tifosi facendo tanti gol.
“Bisogna prima di tutto dimostrare di essere all’altezza e io nel mio piccolo finora dove sono arrivato me lo sono guadagnato e spero di continuare così”.

Qual è il suo idolo granata del passato, se ne ha uno?
“Idoli non ne ho, però Ferrante era sempre sul pezzo e poi faceva anche ridire perché è simpatico”.