Con l’Italia non qualificata al Mondiale ci sono più o meno possibilità che Belotti resti al Torino?

25.03.2022 10:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Andrea Belotti
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Andrea Belotti
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Ci sono due scuole di pensiero su Andrea Belotti dopo che l’Italia, per la seconda volta consecutiva, non si è qualificata al Mondiale: l’una dice che il “Gallo” così resterà al Torino, l’altra invece che questo è proprio il definitivo motivo per cui andrà via. Belotti è estraneo alla sconfitta con la Macedonia del Nord perché il ct Roberto Mancini aveva deciso di non convocarlo per il match mandandolo con altri azzurri in tribuna.

Va tenuto presente che Belotti dopo l’ultimo turno di campionato al termine della partita persa dal Torino con il Genoa, dove lui non aveva né segnato né brillato, aveva detto “Ho sempre dato un mio spiraglio per restare qui”, ma aveva anche specificato “È sette anni che sono qua, come ho sempre detto tireremo le somme a fine stagione: è un ragionamento da fare tutti insieme, ci sono da capire ambizione e progetto. Parlerò con la società e con l’allenatore”. Juric ha sempre ritenuto Belotti un giocatore importante, anche se non ha mancato di dire in alcune occasioni che da lui vuole di più. Cairo fino a un po’ di tempo fa sulla questione della possibilità che Belotti restasse al Torino sembrava certo che andasse via “Belotti se ne andrà senza lasciarci un euro? Ormai credo che finirà così” queste parole le aveva dette a fine dicembre e poi a gennaio aveva ribadito “Noi non possiamo fare di più di quanto abbiamo fatto, che è tantissimo: se poi il giocatore ha altre idee … Forse si aspettava che lo cedessi quattro anni fa al Milan. E io nel tempo ho capito che se un giocatore se ne vuole andare è meglio lasciarlo partire”, mentre due giorni fa, quindi prima dell’annuncio dei convocati da parte di Mancini e che l’Italia giocasse e perdesse con la Macedonia del Nord, ai microfoni di Sky Sport ha detto “Belotti ci tiene specialmente, ha cercato di mettersi a posto e nelle ultime gare disputate è cresciuto molto. E’ focalizzato e motivato, tutti sanno quanto sia grande la posta in palio. Purtroppo non ci si può adagiare sugli allori dopo gli Europei, servirà essere tutti uniti come paese per spingere l’Italia. Rinnovo? Vediamo”.

Belotti in campo internazionale con il Torino a parte l’apparizione nei preliminari per accedere all’Europa League nel 2019 non ha disputato altre partite. Con l’Italia invece ha vinto l’Europeo l’estate scorsa, ma non ha centrato due qualificazioni al Mondiale. Però pur facendo parte del gruppo azzurro però non è un titolare. Andrea in questa stagione ha avuto due infortuni superati, ma che gli hanno impedito di giocare dal 29 agosto al 16 ottobre e poi dal 29 novembre all’11 febbraio. Ha 28 anni e giustamente ambisce ad essere un calciatore che lotta per traguardi di un certo livello e deve farlo prima di tutto con il club di appartenenza se vuole essere protagonista anche in Nazionale.

I matrimoni si fanno in due. Da una parte Belotti nel Torino è l’attaccante principale e in questi sette anni nessun altro è riuscito anche solo a far pensare che potesse avvicinarsi a quanto lui ha fatto. Dall’altra Cairo sta attuando una politica di contenimento del tetto ingaggi e trattenere il “Gallo” non andrebbe di certo in questa direzione, anche se un’eccezione è sempre possibile. Nel mezzo Juric ha un gioco che può esaltare un calciatore come Belotti e dal quale può trarre grandi benefici da un attaccante come Andrea che ha il fiuto per il gol. Serve però una squadra che nel complesso di titolari e riserve sia adeguata a sviluppare appieno la manovra offensiva cosa che finora il Torino in campionato ha dimostrato, con e senza Belotti, di non riuscire a fare. Infatti, il Torino fa possesso palla, sa impostare dalle retrovie, sviluppa il gioco fino a ridosso dell’area avversaria, quindi crea occasioni da gol a prescindere da avversari più o meno forti, ma poi manca nell’ultimo passaggio e spesso quando arriva al tiro in porta non la inquadra e poi soprattutto nei finali di partita, pur avendo in assoluto una difesa solida, subisce gol facilmente evitabili. Guarda caso esattamente quello che è accaduto ieri sera all’Italia con la Macedonia del Nord.
Appunto: ci sono da capire ambizione e progetto. E i fatti, leggasi giocatori da prendere, devono essere funzionali all’obiettivo, disputare le coppe europee o un tranquillo campionato di metà classifica senza correre rischi di lottare per la salvezza, che ci si pone.