LIVE D'Aversa: "Il Torino merita una classifica migliore. Ho entusiasmo. Serve cambiare atteggiamento"

LIVE D'Aversa: "Il Torino merita una classifica migliore. Ho entusiasmo. Serve cambiare atteggiamento"TUTTOmercatoWEB.com
Cairo e D'Aversa
martedì 24 febbraio 2026, 11:25Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Dall'inviata alla conferenza stampa Elena Rossin

Fra poco il nuovo allenatore del Torino Roberto D’Aversa sarà presentato ufficialmente alla stampa. Allo stadio Grande Torino Olimpico, per l’evento, sarà presente anche il presidente Urbano Cairo.

Prende la parola l'allenatore Roberto D’Aversa: “Buongiorno a tutti, prima di rispondere alle vostre domande ci tenevo, cosa doverosa da parte mia, a ringraziare il Presidente e il Direttore sportivo perché in un momento di difficoltà hanno pensato di scegliere me per cercare di risolvere le problematiche tutto che in questo momento il Torino ha, bisogna essere realisti. Purtroppo per un allenatore è sempre brutto sostituire un collega, ci si è passati tutti e c’è una forma di rispetto. Siamo vicini alla zona retrocessione, cosa che non compete al club e al potenziale di questa squadra. Sono orgoglioso di rappresentare questo club, questa città e questa tifoseria e sono qui con il massimo entusiasmo perché non mi era mai successo di stare a casa tutto questo tempo da quando faccio calcio e quindi siamo carichi e a disposizione per far sì che il Torino torni dove gli compete”.

Iniziano le domande dei giornalisti presenti all'allenatore.

Come mai ha firmato un contratto inferiore ai sei mesi?
"Ogni allenatore vorrebbe iniziare la stagione d'estate e dare i concetti per cercare di interpretare il sistema di gioco in base alle caratteristiche dei propri giocatori. Ma se a 4 mesi dalla fine del campionato ti chiama il Torino, devi rispondere presente. Credo che si possa incidere anche in quattro mesi perché in questo momento la classifica non rappresenta il valore della squadra e il Torino non merita questa classifica. Non ho avuto alcun ripensamento: ho fatto subito le valigie e ho risposto presente. E soprattutto per l’importanza del club, parliamo di un club storico". 

Deve ancora dirigere il primo allenamento, ma come pensa di migliorare questa squadra?
"Il dato del Torino che fa più riflettere sono i 9 clean sheet, ma in questo momento  ha la peggior difesa del campionato. Sicuramente è uno degli aspetti da migliorare. Nel calcio di solito la differenza reti corrisponde alla posizione di classifica. Quindi vanno migliorate entrambe le fasi. Cosa cambiare? Riportare entusiasmo, nel calcio bisogna sempre ragionare sul tatto di quanto siamo fortunati. In questo momento c’è un cambio di allenatore e quando avviene la squadra già subisce uno scossone  e quello che devo fare io è dare certezze, entusiasmo e migliorare gli aspetti che sono da migliorare".

Visto il numero di gol subiti pensa di cambiare modulo? Potreste giocare a quattro in difesa?
"Sono valutazioni che si fanno quando si allenano i giocatori. Qui ci sono tanti difensori centrali, mentre solo due terzini di ruolo quindi molto probabilmente la disposizione più consona alla squadra è quella di partire con la difesa a tre. Ma non è il sistema di gioco, il modulo o la difesa a tre o a quattro che ti fa subire meno gol o migliorare le cose, ma è l'atteggiamento. I numeri sono importanti per voi, ma sono l’occupazione degli spazi e le posizioni che si vanno ad occupare perché indipendentemente dalla difesa a 4 o a 3 si può fare in maniera diversa. Se si parte con una difesa a 4 non è detto che si possa costruire a 3 o viceversa. L’importante è l’interpretazione e che la squadra vada in campo cercando di far soffrire gli avversari. La mentalità dei ragazzi in campo è fondamentale perché rappresentano una squadra e un club che nella storia ha sempre messo in campo tutto ciò che aveva nelle proprie gambe e nel proprio cuore". 

Cosa si aspetta da Anjorin, Marianucci e Ismajli che ha già avuto ad Empoli? Ha già parlato con loro?
"Non ho parlato con loro perché in questi due giorni ho solo parlato spesso con Petrachi e poi anche con Cairo. Non mi piace parlare con i miei ex giocatori quando non sono l'allenatore, ma è chiaro che si abbia più rapporti con questi ragazzi perché l'anno scorso tanti di questi ragazzi erano giovani e quindi oltre ad essere il loro allenatore facevo anche un po' da padre e consigliere per loro. Anjorin quando l’anno scorso il direttore me lo aveva prospettato non ho avuto dubbi a prenderlo poiché veniva da un club importante come il Chelsea, ma la sua storia parla di tanti infortuni e l'anno scorso siamo stati fortunati e bravi a fargli fare 21 partite e ha dimostrato di essere un giocatore importante. Marianucci ha fatto un percorso di crescita pur partendo da una posizione nella quale la società non pensava di poterlo utilizzare in Serie A in quanto le scelte dirigenziali erano altre e lui con il lavoro è riuscito a scavalcare le gerarchie e ha fatto un ottimo campionato considerando la sua età e poi il finale va a incidere su tutte le valutazioni. Sono due ragazzi che possono e devono dare il loro contributo. Ismajli penso che l’anno scorso abbia fatto il suo miglior campionato fino a quando si è fratturato la mano e poi ha avuto un problema muscolare e ha giocato due settimane con la mano fratturata, è un guerriero e ha dimostrato tanto attaccamento alla maglia. Difficilmente oggi si trovano ancora questi giocatori, in passato magari erano più comuni, che hanno senso d’appartenenza e che giocano sempre anche quando hanno delle problematiche: è un giocatore importantissimo tanto è vero che quando si è fatto male la squadra ne ha risentito. E’ un giocatore che permette di essere aggressivi nella metà campo avversaria, ha coraggio, annulla spesso e volentieri l’attaccante di  riferimento e ha personalità. Fa parte di quei giocatori che all’interno del gruppo trascinano gli altri e per questo sono importanti e fondamentali". 

Parlava di cambiare atteggiamento come chiave per fare meglio, come pensa di agire sulla testa dei giocatori?
"Ho detto che l’atteggiamento è importante nel senso di come si interpreta la partita. Innanzitutto voglio dare entusiasmo e poi il calcio è uno sport bellissimo e quindi bisogna scendere in campo con coraggio. L’ultima partita ha dimostrato che, nonostante il valore tecnico importante di questa squadra, quando recuperava palla spesso e volentieri subito la perdeva e questo è un segnale non di mancanza di qualità tecnica bensì di difficoltà della squadra che è scesa in campo senza coraggio. Quello che dovremo fare noi è avere coraggio quando abbiamo la palla in modo da mettere in difficoltà l’avversario, chiunque esso sia, e, soprattutto, quando la palla ce l’hanno gli avversari dimostrare il nostro atteggiamento perché il nostro dna è quello di avere la palla e di sudare la maglia che poi è la storia e il dna di questo club: mettere in difficoltà gli avversari indipendentemente dal sistema di gioco”.     

Qual è il primo messaggio che darà alla squadra? Alzerà un po’ la voce o rassicurerà il gruppo?
"La classifica va vista. Il potenziale della squadra non la rispecchia, ma se siamo a +3 dalla zona retrocessione serve essere realisti. Dobbiamo migliorare, l'errore sarebbe pensare di non essere risucchiati. La società ha già mandato un messaggio, non ho visto ancora i ragazzi ma si sentono responsabili quando accade questo. Bisogna trasmettere serenità ma anche cercare di migliorare gli aspetti".

Vedendo la classifica ha conteggiato quanti punti servono per la salvezza?
“Bisogna essere realisti relativamente alla classifica. Come ho detto, il potenziale della squadra non rispetta l’attuale posizione in classifica, ma se siamo a tre punti dalla zona retrocessione dobbiamo essere realisti a capire se siamo lì perché dobbiamo migliorare alcuni aspetti e quindi farlo o se pensiamo che non possiamo essere risucchiati e sarebbe l’errore più grande. E’ stato mandato un messaggio molto importante e lo scossone per i ragazzi penso che ci sia già stato. Non ho ancora visto i ragazzi, ma l’avranno subito perché i giocatori sentono la responsabilità quando c’è un esonero. Quindi l’unica cosa da fare è trasmettere alla squadra serenità e allo stesso tempo immergerci nel lavoro e cercare di migliorare gli aspetti che in questo momento ci vedono a tre punti dalla zona retrocessione”.

Conosce Baroni avendo lavorato con lui al Lanciano, lo ha sentito o lo sentirà?
"Abbiamo lavorato insieme a Lanciano, ma in quella stagione io ero u dirigente il responsabile dell’area tecnica e devo dire che abbiamo fatto un grandissimo campionato. Stimo molto Marco sia come allenatore sia come persona, ma in questo momento voglio fare valutazioni senza essere influenzato dal pensiero o da ciò che è successo in passato. Lo chiamerò più avanti, ma adesso voglio vedere e valutare cosa accadrà da oggi in poi con il nostro lavoro. Voglio rimanere pulito e non farmi magari influenzare da situazioni che lui ha vissuto: cercherà di valutare in base a ciò che vedo. E poi ci sono anche delle figure che hanno un esperienza tale che possono aiutarmi a anticipare e velocizzare il lavoro sotto alcuni aspetti". 

Dopo un avvio brillante da allenatore ci sono state delle battute d’arresto, che cosa non ha funzionato? Cosa può sfruttare dalla lezione ricevuta dai suoi errori per fare al meglio qui?
“L’esperienza di Lecce, che tutti voi conoscete (testata data a un giocatore avversario, ndr) con l’esonero arrivato in un bellissimo campionato e con la società che ha finalizzato la vendita di giocatori molto importanti. Cosa che oggi è fondamentale per qualsiasi club il portare i ragazzi del settore giovanile in prima squadra per poi cercare di rivenderli alle grandi squadre perché nel campionato italiano, a differenza degli altri campionati, le difficoltà economiche, per le strutture e per altre situazioni, ci vedono indietro rispetto agli altri paesi. Ma è chiaro che in quell’esperienza ho commesso un errore e mi sono già giustificato e scusato per quello che è successo e il fatto ha influenzato molto. L’anno scorso, penso che abbiamo fatto un grandissimo campionato che però ci ha visti retrocedere all’ultima giornata, ma forse qualcuno non lo sa che ci sono stati un numero elevato di infortuni e pur pensando che nel calcio non esiste la fortuna, bisogna andarsela a cercare, ma non siamo stati molto fortunati poiché cinque giocatori si sono rotti il crociato. Credo che il mio percorso è stato di partire molto forte, in modo davvero impressionante, ma negli ultimi anni ho avuto qualche difficoltà con incidenti di percorso, ma quando si allenano squadre che devono lottare per non retrocedere può succedere che il risultato non arrivi, però qui c’è tutto il potenziale per fare bene e per me è un’opportunità che voglio sfruttare al massimo“.     

Da giocatore e da allenatore qui ha vissuto una spinta importante e sa le condizioni che potrebbero esserci domenica. Vuole lanciare un appello ai tifosi per avere una mano dal dodicesimo uomo oppure parlerà con i giocatori?
“Sia da giocatore sia da allenatore qui ho fatto diverse volte battaglie in questo stadio. Il tifoso del Torino è la storia del club e i tifosi sono fondamentali perché sono sempre stati il pubblico più importante d’Europa. E’ normale che giocare con il supporto del proprio pubblico sia totalmente diverso che farlo con lo stadio vuoto. Credo che comunque i nostri tifosi siano importantissimi e in questo momento la squadra ha bisogno del proprio pubblico, ma anche la squadra deve dimostrare e cercare di rinvogliare il proprio pubblico affinché ci sia unità d’intenti. Dobbiamo ragionare sull’obiettivo e il nostro è salvarci, migliorare la posizione in classifica e quindi uno non può prescindere dall’altro: noi in campo dobbiamo cercare di rendere i nostri tifosi orgogliosi di indossare questa maglia e loro sono fondamentali. Ripeto, la differenza la si è vista nella partita vissuta a Genova dove c’era il pubblico rossoblù che spingeva e che dà 6-7 punti a campionato. E il pubblico di Torino ha sempre determinato in passato e quello che mi posso augurare, ne parlavo sia con il Presidente sia con il Direttore, è che ci sia anche disponibilità ad aprire gli allenamenti ai tifosi perché in questo momento credo che dobbiamo ricompattarci per l’obiettivo di tutti quanti: il Torino. In questo momento dobbiamo ragionare solo ed esclusivamente sull’importanza del club”.  

La contestazione è soprattutto nei confronti della dirigenza, ma dopo l’ultima partita si rischia che venga indirizzata anche alla squadra. In passato altri allenatori lo avevano promesso però poi non è stato fatto, può prendersi l’impegno di aprire il Filadelfia ai tifosi?
"Ho fatto la premessa che in questo momento dobbiamo ragionare tutti con lo stesso pensiero, sull'importanza di preservare la categoria e del Torino. Non porta vantaggi aprire il Filadelfia se poi si subiscono contestazioni, ma porta vantaggi far sì che il pubblico venga e sostenga i ragazzi. Ripeto, ma questa è una cosa che magari ci dobbiamo meritare noi con le prestazioni perché Il risultato è sempre una conseguenza della prestazione e del lavoro settimanale: venire a vedere come i ragazzi si alleneranno duramente durante la settimana può essere anche un motivo che a volte le difficoltà dipendono da tanti fattori e cercheremo di limare questi aspetti. Da parte mia, non ci sono preclusioni ad aprire. Le piazze non sono paragonabili, ma ad Empoli aprivo sempre le porte fino al giovedì-venerdì. Poi c'è anche un aspetto tattico da considerare perché quando si aprono le porte degli allenamenti possono essere viste delle situazioni tattiche che potrebbero portare vantaggi durante la partita. Ma i primi giorni della settimana, quando difficilmente si fanno lavori tattici, siamo disponibili ad aprire il campo ai tifosi. Da oggi dobbiamo solo lavorare duramente, si fanno i fatti. I fatti significa allontanarci da una posizione di classifica pericolante per cui ci deve essere compattezza da parte della tifoseria, della società, dei giocatori, del nostro staff e anche da parte vostra (giornalisti, ndr). Tutti quanti insieme possiamo portare il Torino all'obiettivo finale".

Prima si è parlato della tragica situazione difensiva, ma anche dal punto di vista offensivo la squadra non segna molto, pur avendo un parco attaccanti di tutto rispetto, soli 25, uno è un autogol, gol in 26 partite. Pensa di modificare qualche cosa e di apportare delle migliorie affinché il Torino segni di più?
"Lavoreremo per migliorare questi due aspetti. Ho riportato dei dati numerici che sono inconfutabili e la differenza reti corrisponde alla posizione in classifica: o migliori i gol subiti o quelli fatti, solo così si migliora la posizione in classifica. Come ho detto, il potenziale della squadra è migliore di quello che evidenziano questi due dati e quindi si lavorerà per migliorare questi due aspetti. E' sempre il campo che poi dirà come interpretare le gare, il sistema di gioco e quant’altro".

Gioca contro il tempo visti che domenica c’è la Lazio, ma quali sono le priorità del suo piano d’intervento nell’immediato? Dove farà giocare Vlasic?
"Dal vivo ho visto due gare, le due di Roma. E Vlasic mi ha stupito molto: pensavo fosse forte, ma non così completo. Non sfigurerebbe in un grande club. Sta dimostrando tutto il suo valore. E' un giocatore molto forte sia nella fase offensiva sia in quella difensiva, è uno che concretizza e che fa gol e quindi in questo momento è un giocatore completo ed è chiaro che può giocare sia a destra sia a sinistra occupando quelle mattonelle nelle quali si possono sfruttare le sue potenzialità avendo facilità nell’assist, nel concludere e fare gol per cui sarebbe deleterio allontanarlo da quella zona di campo, indipendentemente se a destra , a sinistra o in zona centrale nel momento in cui si utilizzano le due punte con il trequarti sotto. Può ricoprire tutte le zone intermedie del campo".

Vlasic a Marassi ha detto che bisogna dare di più, arrivare prima all’allenamento, andare a dormire presto, mangiare meglio e avere voglia di rimanere un po’ di più dopo la fine dell’allenamento per fare delle “ripetizioni” che evidenziano problematiche di chi nel Toro vive il lavoro come impiegatizio. Si riapre il ballottaggio in porta fra Paleari e Israel?
“Nel ruolo del portiere si stabiliscono gerarchie a inizio campionato, poi durante la stagione c'è stato questo cambio. Valutando le partite di Paleari credo che non abbia molte responsabilità sui tanti gol subiti. Farò la formazione con lo staff, parlerò con i ragazzi e li vedrò in settimana e farò delle scelte, ma molto probabilmente continueremo con Paleari perché conosce il campionato italiano e ha più esperienza. In questo momento di difficoltà anche la comunicazione è fondamentale e l’esperienza può dare il suo apporto. Non ho mai fatto la formazione in base ai nomi, ma al lavoro quotidiano e quindi sta a loro far si che io faccia delle scelte a favore di uno o dell’altro.
Per quanto riguarda il discorso di Vlasic, molto probabilmente sapeva già del mio arrivo perché sotto quel punto di vista, non so come lavorassero primo e non giudico, ma la programmazione nostra è: la mattina fare colazione tutti insieme poi l’allenamento, pranzo tutti insieme e quindi i giocatori saranno impegnati fino a un certo orario e poi andranno a riposare nel pomeriggio. Siamo professionisti e ci dobbiamo comportare come tali. Credo che il discorso da capitano, da leader che ha fatto Vlasic è un discorso che dovrebbe pensare ogni singolo giocatore e non dovrebbe esserci un’imposizione. Ma se il giocatore non arriva a capirlo, soprattutto in questo momento, ci sarà l’imposizione".