Con i rientri di Gazzi e Barreto il modulo può essere cambiato

Continuare con il 3-5-2, ma anche poter schierare la squadra con il 3-4-3 o il 4-4-2 o anche il 4-2-4. La concorrenza a centrocampo aumenta e l’attacco può diventare più imprevedibile.
10.10.2013 13:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Con i rientri di Gazzi e Barreto il modulo può essere cambiato
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© foto di Federico De Luca

Ancora otto giorni di castigo e poi Gazzi e Barreto potranno essere arruolati da Ventura, fino a venerdì 18 sono squalificati per le vicende di Sommessopoli relative al filone d’inchiesta Bari-bis. Ritrovarsi con due giocatori a disposizione in più non è cosa da poco soprattutto se si tratta di un centrocampista e di un attaccante, certo in questo momento il Torino i maggiori problemi li ha in difesa poiché Rodriguez e Bovo sono infortunati, e presumibilmente guariranno non prima di novembre, e anche Maksimovic qualche acciacco lo ha, ma comunque due elementi in più in due settori differenti sono sempre utili, in particolar modo Barreto, non che Gazzi sia meno importante di lui, bensì perché con l’infortunio di Larrondo il reparto avanzato contava sui soli Cerci, che una punta di ruolo non lo è seppur sia l’attuale capocannoniere con sei gol in sette partite, Immobile e Meggiorini.

 

Con Gazzi e Barreto a disposizione Ventura ovviamente può continuare con l’attuale modulo, il 3-5-2, ma potrebbe passare al 3-4-3 oppure anche al 4-4-2 o alla versione più offensiva 4-2-4. Gazzi a centrocampo dà grandi garanzie di copertura in quanto è molto bravo nel recuperare il pallone sottraendolo agli avversari, mentre Barreto in attacco permette di far svariare ancora di più Cerci su tutto il fronte offensivo e rende più imprevedibile la manovra poiché è abile nell’interpretare i movimenti che vuole Ventura e permetterebbe a Immobile di concentrarsi maggiormente nel tiro in porta giocando in posizione più avanzata.

 

A centrocampo chiaramente la concorrenza diventerà più agguerrita fra i giocatori per accaparrarsi una maglia da titolare, ma questo non è detto che sia un male, anzi. Poter cambiare modulo sia di partita in partita sia durante la gara stessa permette una maggiore interpretazione delle situazioni che va nella direzione di contrastare meglio gli avversari, ma anche di sopperire a difficoltà interne. Basha, Bellomo, Brighi, El Kaddouri, Farnerud, Gazzi e Vives (nominati in rigoroso ordine alfabetico), tralasciando Cerci ormai annoverabile fra gli attaccanti e i terzini Darmian, D’Ambrosio, Masiello e Pasquale continuando a considerarli fra i difensori, vuol dire avere sette interpreti e tutti con caratteristiche e qualità differenti. Il Torino indubbiamente dalla prossima partita, con l’Inter, avrà la possibilità di avere più soluzioni quindi starà a Ventura scegliere di volta in volta gli uomini più adatti e il modulo più efficace per conquistare punti e far si che il Torino si tolga qualche soddisfazione, in fin dei conti il mister un po’ di tempo fa disse che allenava per libidine e continua a ripetere che se si vuole si può.