Comproprietà: senza accordi si va alla roulette delle buste

Otto giocatori sono in comproprietà fra il Torino e altri club. Le situazioni più calde sono quelle di Antenucci e Meggiorini, mentre per Glik è ipotizzabile un rinnovo dell'accordo fra il club di Cairo e quello di Zamparini.
09.06.2012 11:09 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Comproprietà: senza accordi si va alla roulette delle buste
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© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Venerdì 22 giugno è il termine ultimo perché le squadre si mettano d’accordo sulla comproprietà dei giocatori, se non viene trovata un’intesa è obbligatorio andare alle buste. Il Torino ha otto giocatori a metà con altre squadre: Antenucci (Catania), Ebagua (Varese, in prestito da gennaio al Catania), Glik (Palermo), Meggiorini (Genoa), Stevanovic (Inter) e Verdi (Milan), questi sei nell’ultima stagione hanno indossato la maglia granata e Benedetti (Inter) e Comi (Milan), il primo in forza al Gubbio e il secondo alla Primavera rossonera. La società granata vorrebbe trattenere Antenucci, Glik e Meggiorini e per farlo ha ancora a disposizione tredici giorni.

Le trattative per risolvere le comproprietà sono in corso da tempo, ma al momento accordi non ce ne sono. Il Catania vuole 1,7 milioni per Antenucci e il Genoa 1,2 per Meggiorini, mentre per Glik la situazione, al momento, sembra più semplice in quanto il Torino potrebbe rinnovare la comproprietà con il Palermo. Lo stallo è dovuto al fatto che ognuna delle due parti vuole tirare l’acqua al suo mulino: il Torino vorrebbe risparmiare e le altre società non sono disposte a fare sconti. All’apparenza sembrerebbe che non ci sia una via d’uscita. Ma si sa che le vie delle trattative sono infinite e non bisogna sottovalutare che mancano tredici giorni al termine ultimo per trovare un accordo. Tredici giorni ai più possono sembrare un tempo alquanto limitato, però in sede di trattativa sono un’eternità o quasi.

Far pendere l’ago della bilancia verso lo sborsare la cifra stabilita dall’accordo o riuscire a farsi fare uno sconto dipende da quanto la società che vuole acquistare l’intero cartellino è veramente intenzionata a trattenere il giocatore e da quante offerte stanno pervenendo in questo periodo all’altra società che ha aperto la comproprietà del giocatore. Si tratta né più né meno della legge di mercato che regola la domanda e l’offerta.
Facendo un esempio, il Torino su indicazione di Ventura vorrebbe trattenere Antenucci, per farlo deve dare 1,7 milioni di euro al Catania. Se in questo periodo il club granata stesse trattando un altro giocatore che è ritenuto ancora più idoneo di Mirco a diventare il fulcro dell’attacco allora il Torino sarebbe poco disposto a spendere 1,7 milioni per aggiudicarsi il giocatore e quindi punterebbe decisamente ad ottenere un congruo sconto e se non ci riuscisse andrebbe tranquillamente alle buste perché non avrebbe la necessità di aggiudicarsi il giocatore. Altro possibile scenario: se il Catania avesse ricevuto da una terza società un’offerta ritenuta interessante per Antenucci non solo non farebbe sconti al Torino, ma potrebbe anche alzare la richiesta al fine di spuntarla alle buste e poi cedere il giocatore a chi offre più soldi. Ultimo scenario, al momento il più probabile: il Torino vuole fortissimamente puntare su Antenucci nella prossima stagione e il Catania non ha ricevuto richieste ritenute particolarmente interessanti per lui, quindi le parti sanno che dovranno accordarsi e di conseguenza il club granata proverà fino all’ultimo, ovvero a venerdì 22, a chiedere uno sconto e se non lo otterrà tirerà fuori 1,7 milioni oppure con un azzardo andrà alle buste e spererà, affidandosi alla buona sorte o sfidandola, di scrivere, anche solo di pochi centesimi, una cifra più alta di quella del Catania.
Nelle comproprietà la linea di confine fra un buon affare e il rischio di restare con niente in mano è sottilissima, la strada sicura è quella di trovare l’accordo per tempo, ma si sa che chi non risica non rosica e quindi anche se si tratta di una roulette andare alle buste non sempre è la soluzione sbagliata.