Che la rabbia per i torti arbitrali si trasformi in ferocia vincente

Miniciclo con Atalanta, Cagliari e Palermo dove la conquista di almeno cinque punti è il minimo. Cerci è al 18° posto della classifica degli assist-man della serie A, ma nel Toro il giocatore con la media migliore resta Sgrigna, passato al Vicenza
12.02.2013 13:50 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Che la rabbia per i torti arbitrali si trasformi in ferocia vincente
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© foto di Federico Gaetano

E’ indubbio che il Torino abbia sacrosanta ragione a recriminare per episodi che non sono stati giudicati correttamente dagli arbitri coadiuvati dagli assistenti e dai giudici di porta, inutile raccontarsi la favoletta che tanto nel corso del campionato decisioni favorevoli e sfavorevoli si compensano perché non è mai così al cento per cento, però non porta a nulla continuare a rimuginarci sopra. Anzi c’è il rischio che si creino alibi controproducenti, meglio pensare a giocare al top delle proprie capacità perché se è vero che con l’Udinese c’erano due rigori non dati a favore per i falli su Santana e Glik, è altrettanto sacrosanto che nel primo tempo la squadra di Ventura è scesa in campo non con la giusta determinazione. Non per niente a fine partita Ventura ha dichiarato: “Abbiamo sbagliato l’approccio alla partita, anche se nella ripresa abbiamo creato dei pericoli” stesso concetto espresso anche da Santana: “Abbiamo regalato il primo tempo all’Udinese e questo si paga a caro prezzo”, da Glik: “Nel primo tempo siamo entrati in campo un po’ molli e siamo pure stati bruttini da vedere” e da Gillet: “Non è stato il Torino brillante e fluido delle ultime settimane e nel primo tempo non abbiamo trovato i nostri abituali movimenti”.

Nelle prossime tre partite il Torino affronterà Atalanta, Cagliari e Palermo, tre squadre che in classifica hanno meno punti e che si sono poste lo stesso obiettivo stagionale di restare in serie A. I granata per compiere il famoso salto di qualità devono dimostrare proprio in queste gare, con squadre alla portata, di saper scendere in campo con la giusta determinazione e concentrazione per incamerare più punti possibili, magari battere tutti e tre gli avversari non sarà possibile, ma provarci è doveroso. Terminare questo mini ciclo con non meno di cinque punti è da considerarsi il minimo sindacale, a prescindere da quanto gli avversari faranno per vincere e anche dalle decisioni arbitrali.

Il dimostrare di avere le capacità di imporre il proprio gioco superando gli ostacoli che gli avversari erigono per impedire di mettere in atto quello che si vuole passa inevitabilmente dal riuscire a modificare la differenza reti. Il Torino con i ventisette gol subiti è la quarta difesa del campionato, meglio hanno fatto solo Juventus (16), Napoli (21) e Lazio (26), ma con le altrettante ventisette reti realizzate si colloca al tredicesimo posto, peggio solo Cagliari (26), Chievo e Genoa (25), Siena (24), Atalanta e Palermo (21) e Pescara (20). In assoluto non è così grave che i granata abbiano realizzato ventisette gol in ventiquattro partite, ma la perplessità nasce dal fatto che la differenza reti sia zero. Altro particolare che è giusto tenere in considerazione sono gli assit prodotti (dati riportati da Panini Digital): Cerci è al diciottesimo posto con ventinove in 1702 minuti giocati con una media di uno ogni 58,68 minuti; la graduatoria è guidata da Totti con cinquantotto in 1921 minuti vale a dire che ne produce uno ogni 32,12 minuti. La cosa curiosa però è che nel Torino in proporzione al numero di assist realizzati e al tempo di permanenza in campo ben due giocatori hanno fatto meglio di Cerci Sgrigna, ora passato al Vicenza, che ne ha all’attivo 14 in 599 minuti con una media di 42,78 e Birsa 7 in 405 minuti che equivalgono a uno ogni 57,85 minuti.
La particolare classifica degli assist-man granata è composta da: Sgrigna 14 in 11 presenze (599 minuti giocati; 42,78 media minuti per ogni assit; al 98° posto della classifica generale della serie A), Birsa 7 in 11 presenze (405; 57,85; 185°), Cerci 29 in 22 presenze (1702; 58,68; 18°), Meggiorini 16 in 20 presenze (1232; 77; 73°), Masiello 13 in 14 presenze (1150; 88,46; 104°), Stevanovic 6 in 12 presenze (562; 93,66; 204°), Santana 10 in 18 presenze (1220; 122; 134°), Gazzi 17 in 23 presenze (2111; 124,17; 69°), Darmian 11 in 18 presenze (1720; 156,36; 124°), D’Ambrosio 8 in 19 presenze (1544; 193; 167°), Basha 5 in 13 presenze (986; 197,2; 226°), Brighi 6 in 16 presenze (1184; 197,33; 204°), Bianchi 8 in 21 presenze (1709; 213,62; 167°), Ogbonna 2 in 11 presenze (1052; 526; 303°), Glik 2 in 21 presenze (1807; 903,5; 303°), Rodriguez 1 in 14 presenze (1306; 1306; 339°). Ci sono anche Barreto 5 in 8 presenze (468; 93,6; 226°), Sansone 6 in 15 presenze (607; 101,16; 204°) e Jonathas 1 in 14 presenze (737; 737; 339°), ma il conteggio comprende anche le partite disputate con altre squadre.
Se ai dati sugli assist si aggiunge che il goleador granata è Bianchi con sette sigilli, di cui due su rigore, e che il secondo miglior marcatore è Cerci con tre reti all’attivo allora è facile prevedere che non solo i giocatori del Torino devono realizzare più gol, ma che per farlo hanno bisogno d’incrementare il numero degli assist e il mini ciclo con  Atalanta, Cagliari e Palermo è un banco di prova ideale per farlo, in modo da compiere passi avanti verso il salto di qualità e avvicinarsi in modo significativo alla quota salvezza ben prima della fine del campionato.