Cairo vuole incassare: gli esuberi del Torino non hanno mercato e Cacciamani rischia di essere sacrificato
Il Torino deve fare cassa dopo gli arrivi di nuovi giocatori, ma le cessioni degli esuberi non decollano. Solo i giovani hanno richieste: da Njie a Gineitis, fino a Cacciamani, il mercato può decidere il futuro dei granata. Se non verrà ceduto al più presto qualcuno il rischio è che l’organico a disposizione di mister Ignazio Abate non verrà completato.
Il punto centrale del mercato granata a metà agosto, con Urbano Cairo che ha già lanciato l'allarme sulla situazione economica del club. Dopo diversi acquisti e prestiti onerosi, Mascardi, Comuzzo, Cömert, Fitz-Jim, Oristanio, accompagnati da ingaggi importanti, il saldo delle uscite è ancora troppo basso.
Il problema, però, non è soltanto trovare acquirenti: è trovare acquirenti disposti a pagare le cifre ritenute congrue dal Torino. E così la società si trova davanti a un paradosso: ha bisogno di incassare, ma i giocatori da cui vorrebbe liberarsi sono proprio quelli che oggi hanno meno mercato.
Torino, gli esuberi non trovano acquirenti
La situazione è particolarmente evidente per i giocatori che non rientrano nei piani tecnici. Finora le uscite hanno riguardato soprattutto calciatori rientrati ai rispettivi club dopo il prestito, come Ebosse, Nkounkou, Obrador e Prati, oppure giocatori arrivati in prestito senza diritto di riscatto, come Marianucci.
A questi si aggiungono gli addii a parametro zero di Lazaro, Maripán, Sazonov e Tameze. Ma sono operazioni che, dal punto di vista delle casse granata, non hanno prodotto gli incassi necessari.
Sul mercato restano invece diversi giocatori che il Torino considera cedibili: Aboukhlal, Anjorin, Bianay Balcot, Ciammaglichella, Dembélé, Ilic, Israel e Kulenovic. Per alcuni pesano rendimento e continuità, per altri gli infortuni o una valutazione economica che finora non ha trovato riscontro nelle offerte.
Il caso di Biraghi è differente: era stato messo sul mercato, ma per ora è rimasto a disposizione della squadra anche per la mancanza di alternative, nonostante l'arrivo di Cömert.
Cairo punta a 30-35 milioni: ecco da dove possono arrivare
L'obiettivo del Torino è chiaro: incassare almeno 30 milioni di euro, possibilmente arrivando a 35.
I principali candidati a garantire liquidità sono i giovani e i giocatori che conservano maggiore appeal sul mercato.
Njie, la cessione più pesante
Il nome che può generare l'incasso maggiore è Njie. Il Torino potrebbe puntare a ricavare 15-18 milioni di euro più eventuali bonus, con il Salisburgo su tutti tra i club interessati.
Gineitis piace a Salisburgo e Celtic
Anche Gineitis può rappresentare una fonte importante di liquidità. La valutazione granata si aggira sui 7-8 milioni di euro e il centrocampista è stato sondato sia dal Salisburgo sia dal Celtic.
Ilkhan può partire per 4-5 milioni
Più contenuta, ma comunque significativa, la possibile cessione di Ilkhan. Il giocatore ha estimatori in patria e potrebbe portare nelle casse del Torino 4-5 milioni di euro, anche considerando il contratto in scadenza nel giugno 2027.
Adams, ma il Torino aspetta l'offerta giusta
C'è poi Adams, valutato dal Torino 8-10 milioni di euro. Al momento, però, non sono arrivate proposte considerate sufficientemente alte.
Sommando Njie, Gineitis e Ilkhan, il Torino potrebbe arrivare a circa 26-27 milioni. Una cifra importante, ma ancora insufficiente rispetto all'obiettivo minimo fissato dalla società.
Cacciamani rischia di diventare il sacrificio del Torino
Ed è proprio qui che si inserisce il caso più delicato: Alessio Cacciamani.
Il giovane è uno dei calciatori granata che hanno maggiormente attirato l'attenzione e non mancano gli interessamenti, a partire da quello della Roma. Cairo ha ribadito di volerlo trattenere, ma allo stesso tempo non ha escluso una sua partenza davanti a un'offerta importante.
Il ragionamento della società è legato alle esigenze di bilancio: se le cessioni degli altri giocatori non dovessero concretizzarsi rapidamente, il Torino potrebbe trovarsi costretto a prendere in considerazione la vendita di uno dei suoi giovani più promettenti.
Cacciamani, quindi, può diventare il sacrificio necessario per raggiungere l'obiettivo economico.
Cairo è stato molto chiaro
Parlando a a Sky Sport 24 durante lo “Speciale calciomercato” ha dichiarato: “Qualcosa dobbiamo fare perché se no si aspre una situazione economica non brillante quindi io qualcosa ovviamente devo fare perché per il momento abbiamo fatto soltanto acquisti o prestiti, comunque onerosi di giocatori importanti con ingaggi non piccoli. Sono già 5 i giocatori che abbiamo preso e ne sono usciti pochissimi per cui qualche cosa va fatto”.
La volontà del presidente Cairo è tenere Cacciamani, ma se non arrivano soldi da altre cessioni sarà ceduto: “Me lo tengo strettissimo. C'è molto interesse su di lui, non soltanto da parte della Roma. Poi è chiaro vediamo come si svilupperà il mercato e come andranno a finire le cose. Non voglio dire sono sicuro al 100% che Cacciamani rimarrà, però spero di riuscire a fare una serie di altre cose per cui Cacciamani resti con noi. Voglio essere molto onesto perché, secondo me, la chiarezza e l’onestà anche verso i tifosi e verso tutti è molto importante. Spero veramente di riuscire a tenere Cacciamani, ma evidentemente è un po’ tutto un insieme. Dipende dalle offerte, dalle alternative che magari abbiamo in uscita”.
Conta ben poco che Abate voglia tenere Cacciamani e che lo stesso giocatore vorrebbe rimanere per continuare il suo percorso di crescita. Se occorrerà sarà sacrificato.
Il paradosso del mercato granata
La vicenda mette in evidenza una difficoltà strutturale del mercato del Torino. I giocatori più facilmente cedibili sono quelli giovani e di prospettiva, mentre gli elementi considerati esuberi hanno un mercato molto più complicato.
Il rischio è quello di entrare in un circolo vizioso: si acquistano giocatori considerati scommesse o reduci da problemi fisici per contenere i costi, ma quando arriva il momento di venderli diventa difficile trovare acquirenti e recuperare il capitale investito.
E così, per fare cassa, il club può finire per dover sacrificare proprio i calciatori che rappresentano il patrimonio tecnico ed economico più importante per il futuro.
Il Torino deve accelerare sulle cessioni
Le prossime settimane saranno decisive. Se Njie, Gineitis, Ilkhan e Adams dovessero trovare rapidamente una sistemazione alle condizioni richieste dal Torino, la pressione su Cacciamani potrebbe diminuire.
In caso contrario, il giovane potrebbe diventare una delle pedine più preziose per raggiungere quei 30-35 milioni di euro di incassi che Cairo considera necessari.
Il mercato granata, dunque, non è soltanto una questione di acquisti. Per il Torino, adesso, vendere è diventata una necessità. E il tempo stringe.
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