Cairo: "La squadra ha lo spirito giusto, si sta creando un clima positivo"

I giocatori devono mettere in pratica gli insegnamenti del mister. Bene i giovani. Con la squadra al novanta per cento fatta possiamo ragionare su chi serve ancora. Guardare al futuro facendo tesoro degli errori commessi.
20.07.2011 23:37 di Elena Rossin   vedi letture
Cairo: "La squadra ha lo spirito giusto, si sta creando un clima positivo"
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© foto di Federico De Luca

Il presidente Cairo è venuto a Sappada per assistere alla prima amichevole ufficiale della stagione e a fine partita si è intrattenuto con i giornalisti presenti che gli chiedevano le sue impressioni sulla partita e sui prossimi colpi di mercato.

Come le è sembrata la prima partita stagionale?
“Una buona gara, ma l’importante oggi era che i giocatori mettessero in pratica le cose che hanno imparato dal mister. Ho visto delle buone giocate, ma sta a Ventura, che ha dei concetti sul calcio avanzati, valutare perché lui sa che cosa voleva che effettivamente facessero in campo i ragazzi. Magari una cosa che piace a me lui dice che non andava fatta così, giustamente lui ha alcuni concetti che è importante che i giocatori assorbano, soprattutto in partite come queste che sono poco impegnative”.

Quali sono stati i giocatori che l’hanno positivamente impressionata?
“Adesso non voglio fare nomi, alcuni giocatori non li conoscevo però ho visto delle cose positive anche dai ragazzini giovani per esempio Suciu ha fatto bene, come Verdi, Oduamadi e Stevanovic. Guberti si sa chi è e non era necessario che lo vedessi oggi. I giovani mi sono molto piaciuti. Gli altri li conoscevo già e non devo parlare oggi di Antenucci, di Bianchi o di altri ancora. Ho visto una bella voglia di far bene e questa è una base importante”.

Ha notato delle differenze rispetto allo scorso anno riguardo ai giocatori che già conosceva?
“Li ho visti talmente poco e non è una partita attendibile, perché è stata una gara tra amici. Magari più avanti nei test con il Taranto, la Fiorentina o il Varese sarà evidentemente una cosa diversa. Devo dire che ho visto lo spirito giusto e questo è buono”.

Nei prossimi giorni ci saranno novità in entrata sul fronte del mercato?
“Io sono qui perché ci tenevo a venire per stare vicino alla squadra dopo qualche giorno di ritiro e a salutare i nuovi giocatori, alcuni dei quali non conosco neppure. Oggi è anche un’occasione per fare con il mister e con Petrachi il punto sul mercato, visto e considerato che siamo arrivati, come promesso, a Sappada con grosso modo il novanta per cento della squadra fatta; qualche elemento manca ancora e quindi voglio sentire dalla  viva voce di Ventura e di Petrachi su quali giocatori è giusto concentrarci, perché fortunatamente non abbiamo l’assillo di fare a tutti i costi in tempi bervi e di conseguenza abbiamo il tempo per ragionare e questo aiuta a fare scelte migliori”.

Quando è arrivato alcuni tifosi l’hanno accolta positivamente, è cambiato il clima?
“Sì, sono contento perché percepisco intorno un clima positivo. Ieri scherzando, quando ero in visita a Tuttosport, ho raccontato di quei messaggi che ancora ricevo - quel numero di telefono lo utilizzo meno, ma non l’ho disattivato -  e che do dei nomignoli a chi mi manda sms per capire se hanno contenuti positivi o negativi. Alcuni che provenivano da persone che mi criticavano anche pesantemente ora si sono trasformati in complimenti e incitamenti ad andare avanti come sto facendo. Questo per dire che il clima sta diventando sempre più positivo. Domani partirà la campagna abbonamenti via internet e dopodomani alle biglietterie dell’Olimpico. In questa campagna abbonamenti si è fatto un grande sforzo in direzione dei nostri tifosi per dare loro la possibilità di avere dei prezzi specialissimi: le curve a 99 euro e anche ridotti per donne e under 16 e la partita di Coppa Italia del 14 agosto in regalo, per chi si abbona. Una campagna abbonamenti con sconti molto importanti per farci perdonare la stagione passata, perché l’abbonamento pagato non era all’altezza dello spettacolo visto”.

Ha comprato i giocatori che il mister voleva e glieli ha messi a disposizione per l’inizio del ritiro, un modo per tendere la mano e voltare pagina?
“La voglia è quella di fare qualche cosa che vada nella direzione di quello che mi chiede il mister, perché evidentemente c’è fiducia in lui e volontà di accontentarlo visto che poi non ha delle richieste astruse e assurde. E’ giusto ad un allenatore che dà un valore aggiunto consentire di avere la squadra formata al novanta per cento in occasione del ritiro, per far si che lavori bene su tutti i giocatori anche per cambiare un po’ le loro abitudini e dare concetti e conoscenze di calcio che sono molto importanti. Tutto il resto va nella direzione di una voglia di creare entusiasmo e un clima positivo che è molto importante, perché non basta avere un bravo mister, buoni giocatori e quant’altro, ma è chiaro che la spinta decisiva la dà l’entusiasmo, il clima e i tifosi contenti. Questo è un passo fatto in questa direzione che va alimentato continuamente”.

A chi ancora non le perdona di non aver usato questo tipo di “filosofia” negli anni passati che cosa si sente di dire?
“io penso al futuro e alle cosa da fare. Il passato è passato e non si può tornare indietro, se uno potesse farebbe tante cose diverse, ma non solo nel calcio. A quanta gente si sente dire: se avessi scelto di fare una cosa invece di quell’altra, mi fossi sposato che quella ragazza stupenda invece mi sono ritrovato con una ben peggio, la vita è piena di se e di ma. L’importante è aver capito le cose e cercare di andare nella direzione giusta”.

Molti giocatori arrivati non sono del Torino a titolo definitivo. Prima della fine del mercato si può attendere l’acquisto di un giocatore di livello?
“Vives è di proprietà, Ebagua, Glik, Verdi sono in comproprietà e siamo a quattro su dieci e per tutti quelli che sono in prestito abbiamo un diritto di riscatto per la metà. Quindi è un modo per valutare un giocatore all’opera e se fa bene, come noi ci auguriamo, si ha la possibilità di riscattare la metà o tutto, tutto ciò è nella direzione di costruire e di patrimonializzare la società. Non sono prestiti secchi, se mai noi quando diamo i nostri giocatori, come si è fatto per Seperotto, Miello e Scaglia – che sono tre prodotti del vivaio – sui quali noi contiamo, li abbiamo dati in prestito rispettivamente alla Reggiana, al Como e al Bassano soltanto con una valorizzazione, perché crediamo in loro e non vogliamo perdere neanche la metà di questi giocatori”.