Buongiorno: “Ho sempre sperato di diventare capitano del Toro: mi auguro in futuro. Devo migliorarmi per segnare e lavorare sulla forza”

17.07.2022 06:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Dall'inviata a Bad Leonfelden Elena Rossin
Alessandro Buongiorno
Alessandro Buongiorno
© foto di Elena Rossin

Il difensore Alessandro Buongiorno ha parlato in conferenza stampa rispondendo alle domande dei giornalisti inviati a Bad Leonfelden. Ecco che cosa ha detto:

Venerdì avete disputato la prima amichevole della stagione con l’Eintracht Francoforte vincitore dell’Europa League. Che impressione le ha fatto questo test?

“Penso sia stato un buon test, anche in relazione alla forza degli avversari che hanno una Supercoppa da giocare e sono una squadra di valore. Noi abbiamo provato un po’ le cose che mister Juric ci ha detto durante gli allenamenti. Ovviamente nelle gambe avevamo un po’ i carichi di lavoro di questi giorni e quindi dopo un po’ la stanchezza si è fatta sentire, ma globalmente, secondo me, è stato un buon test”.

L’anno scorso, dopo la partita con il Napoli, Juric disse che lei era stato un po’ penalizzato poiché l’aveva fatta giocare meno di quanto avrebbe meritato per impegno e capacità, un po’ perché Rodriguez aveva fatto una stagione strepitosa rispetto agli anni passati e un po’ perché Bremer era stato sempre bene, ma che in futuro aveva intenzione di utilizzarla maggiormente.  Ha parlato con il mister? Le ha detto qualche cosa al riguardo?

“Mister Juric anche a me l’anno scorso mi aveva detto queste cose e che ero stato un po’ sfortunato da questo punto di vista, però mi ha sempre fatto i complimenti per l’impegno e la costanza con la quale lavoro e mi alleno e di conseguenza ho continuato così l’anno scorso e lo farò anche quest’anno cerca do di disputare sempre più partite”.

Nella scorsa stagione è stato utilizzato sia come terzo sia come centrale, a distanza di un anno si sente più pronto a svolgere quale ruolo?

“Inizialmente l’anno scorso avrei risposto il terzo, ma avendo provato anche qualche partita da centrale mi sento di dire che è un ruolo che posso fare e che mi piace quindi per me è indifferente giocare da terzo o da centrale. Facendo il terzo riesco a spingere di più, mentre magari da centrale ho più da marcare e da difendere, ma allo stesso modo mi piacciono entrambi i ruoli”.

Juric le chiede spesso anche di spingersi in avanti e d’impostare l’azione partendo da dietro, rispetto agli anni passati quanto è cresciuto in questo?

“Tantissimo, secondo me. Il mister su questo ci dà abbastanza libertà permettendoci di spingere e di portarci in avanti e tutto l’anno scorso e anche quest’anno stiamo lavorando e lavoreremo per migliorare la fase offensiva non solo mia, ma di tutta la squadra”.

Bremer è uomo mercato, come si sta comportano in questi giorni sapendo che andrà via?

“Si sta comportando in maniera esemplare, si allena bene e vedremo che cosa succederà”.

Quanto mancherà Bremer alla vostra difesa essendo stato un perno in questi anni? E quanto vi mancherà anche Belotti?

“Ci mancheranno perché sono stati giocatori, ragazzi e pedine molto importanti per il Toro e per la squadra, però dall’altro lato auguro a entrambi il meglio per trovare la loro strada. Chi sostituirà Belotti e Bremer comunque farà e darà il massimo per il Toro”.

Che cosa vi manca per essere il Toro visto l’anno scorso?

“Dobbiamo mettere lavoro nelle gambe con gli allenamenti che stiamo facendo. Stiamo seguendo programmi molto faticosi, ma allo stesso tempo lo staff si dedica a tutto ciò che serve per il nostro fisico. Dobbiamo anche migliorare nel gioco e lo stiamo facendo. C’è qualche giocatore nuovo e bisogna trasmettere loro ciò che il mister vuole”.

Rispetto alla scorsa estate, la preparazione estiva è differente in vista della sosta del campionato tra novembre e dicembre dovuta al Mondiale?

“Ci sono delle differenze sia  in vista del Mondiale sia dell’inizio del campionato e della Coppa Italia che avverranno un po’ prima rispetto al consueto. Anche per quel che riguarda le amichevoli rispetto alla scorsa estate sono differenti dalle prime che avevamo fatto infatti subito abbiamo avuto un test importante con una squadra forte come l’Eintracht. A livello di lavoro fisico è cambiata un po’ la preparazione e tutto è finalizzato ad arrivare bene al campionato e affrontare poi la pausa per  il Mondiale nel migliore dei modi”.

Come ha visto i nuovi Radonjic e Bayeye?

“Innanzitutto mi sembrano due bravi ragazzi ed è importante che riusciamo a trasmettere loro quello che vuole il mister e in questo la squadra li può aiutare molto. E loro ci possono dare le qualità che hanno per aiutarci durante il campionato”.

Lei durante le vacanze ha svolto attività fisica e seguito un regime alimentare particolare per farsi trovare pronto alla ripresa degli allenamenti?

“Subito finito il campionato mi sono preso una settimana di riposo per staccare completamente, ma terminato questo periodo ho ripreso subito a lavorare facendo attenzione all’alimentazione e ho seguito le schede che ci ha dato il preparatore affinché ci si tenga sempre in allenamento facendo palestra e corsa in modo da arrivare al ritiro un minimo pronti”.

Il campionato scorso siete arrivati decimi e Juric aveva detto che bisognava alzare l’asticella quest’anno. Avete parlato degli obiettivi per questa stagione?

“E’ ancora presto per parlarne, ma ovviamente, come ha detto il mister, alzare quest’asticella sarebbe molto importante. Siamo agli inizi e non ne abbiamo ancora parlato”.

Non ha tatuaggi a differenza di tanti suoi colleghi, non le piacciono? Come mai ha scelto di non averne?

“Non ho tatuaggi. In realtà mi piacciono sugli altri, ma un po’ meno su di me. Non ho interresse nel farli. E’ una mia scelta per ora, in futuro non so se cambierò idea”.

Lei ha anche un’altra importante attività: l’università. Come sta andando?

“L’università fortunatamente va bene: ho finito gli esami a Economia e mi manca solo la tesi.  Ho due date disponibili per consegnare la tesi una è entro fine luglio, ma essendo in ritiro sarà difficile stando anche al lavoro e alla stanchezza. L’altra data è a fine dicembre e in teoria a febbraio dovrei laurearmi, se tutto andrà bene”.

In questo ritiro ci sono diversi giocatori che provengono dal settore giovanile del Torino come lei. Ha avuto modo di dare loro qualche consiglio? Ci sono errori che non debbono commettere?

“Sicuramente devono cercare di apprendere il più possibile e io, per quanto posso, cerco di aiutarli parlando con loro perché anch’io sono passato da questa condizione e so quanto può aiutare una parola in più detta da un compagno più grande.  Per quello che posso do loro il massimo della disponibilità e dell’aiuto che posso offrire”.

Qualcuno dei giovani l’ha impressionata? Con l’Eintracht, ad esempio, Horvath, ha fatto un grande gol e l’azione è stata sviluppata da Adopo e Garbett.

“Loro s’impegnano giorno per giorno e li ho visti bene. Sono molto disponibili ad apprendere e devono continuare così”.

In che cosa deve migliorare? Quale obiettivo si è posto?

“Nel cercare di fare gol. Anche nell’amichevole con l’Eintracht ci sono andato vicino, però, purtroppo, il gol non è ancora arrivato. Ma al di là di questo, come dicevo prima, tutta la fase offensiva è da migliorare. Dallo scorso anno il mister ci dà questa libertà e a livello di movimenti offensivi c’è da migliorare”.

E nel suo specifico di difensore in cosa deve migliorare?

“Lavorare tanto sulla forza perché ormai tutti i calciatori hanno gambe forti, come dice anche il mister, per cui devo lavorare tanto su questo cercando di arrivare a fine partita a non essere stanco in modo da contenere gli avversari nel migliore dei modi”.

Quindi a gestire i momenti della partita dal punto di vista fisico e atletico?

“Esatto, ma soprattutto lavorare per non doverli gestire. Dare il massimo sempre per non dover gestire il fisico durante l’arco della partita”.

Nei giorni scorsi il mister le ha parlato e dagli spalti del campo d’allenamento si è captato il nome di Leao del Milan. E’ a questo che si riferiva quando parlava di calciatori dalle gambe forti?

“Sì, parlavamo di questo e ci stavamo riferendo a questa tipologia di giocatori che hanno esplosività nelle gambe e che fanno della corsa, della forza e della qualità i loro punti forti”.

Si sente pronto per essere se non proprio un leader della squadra almeno della difesa?

“Assolutamente sì. Con i compagni anche più grandi, Lukic e Bremer, ci confrontiamo spesso, ma in generale con chi ha giocato un po’ di più e mi sento parte del gruppo e sono pronto”.

Come vede Lukic nel ruolo di capitano?

“Secondo me, Lukic può dare una grande mano alla squadra e ha anche a livello mentale le giuste qualità per poterci aiutare a migliorare sia dentro sia fuori dal campo”.

Rispetto a quando Lukic era arrivato dalla Serbia ha superato la timidezza? E’ maturato?

“Assolutamente sì. E’ cambiato dal suo arrivo, quando lo avevo visto nei pochi allenamenti che avevo fatto con lui: allora era un po’ più timido. Adesso Lukic ci dà una grande mano”.

Si è vociferato di un suo rinnovo di contratto, anche se scadrà nel 2025. Ci sono fatti concreti in tal senso?

“No, per ora non c’è nulla. Non ho parlato di questo con il mio procuratore, adesso c’è il mercato aperto e sene riparlerà alla chiusura del mercato. Staremo a vedere”.

Adesso il capitano è Lukic, ma lei, che al Torino è arrivato all’età di sei anni, si vede in futuro capitano del Toro?

“Sì, ho sempre sperato di diventare capitano del Toro e mi auguro in futuro di diventarlo”.

Belotti il 4 maggio scorso dopo aver letto i nomi dei caduti sulla lapide a Superga le ha parlato: sembrava quasi un passaggio di consegne. E stato così?

“Sì, ci penso ad essere capitano ed è normale che sia così. Qualche anno fa ai tempi della Primavera avevo letto i nomi dei caduti a Superga ed era stato molto emozionante. Vedremo quello che succederà in futuro”.