Amauri è il nuovo attaccante: i tifosi gli diano una chance

L’attaccante di origini brasiliane va a formare con Quagliarella, Martinez, Barreto e Larrondo il reparto offensivo granata.
02.09.2014 07:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Amauri è il nuovo attaccante: i tifosi gli diano una chance
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© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Amauri Carvalho de Oliveira raccoglie il testimonial da Alessio Cerci passato all’Atletico Madrid per sedici milioni di euro. L’attaccante di origini brasiliane è in Italia dal 2001 e ha giocato nel Napoli (2001), Piacenza (2001-2002), transitando dall’Empoli, Messina (2002-2003 serie B), Chievo (2003-2006), Palermo (2006-2008), Juventus (2008-2011, 2011-2012), Parma (2011, 2012-2014) e Fiorentina (2012), tornando in due occasioni alla Juventus e al Parma, sua ultima squadra prima di approdare al Torino. Amauri è il classico predatore d’area grazie al suo fisico importante, alla capacità di muoversi in spazi ristretti e all’abilità nel gioco aereo, magari è un po’ meno propenso di altri attaccanti a sacrificarsi nel lavoro di copertura, ma se si sfruttano con cross e assist le sue indubbie qualità è una punta centrale pericolosa e al Torino lo sanno perfettamente perché con le maglie di Palermo, Juventus e Parma negli ultimi anni ha segnato otto gol ai granata, quindi per dirlo con una battuta, anche per sdrammatizzare, meglio averlo dalla propria parte piuttosto che come avversario.    

 

Nell’ultima stagione al Parma ha totalizzato 31 presenze in campionato per un totale di 1796 minuti realizzando 8 gol e 1 assit, in Coppa Italia è stato schierato due volte (180 minuti) e ha segnato 2 gol e servito 1 assist, numeri che per un giocatore che ha compiuto trentaquattro anni il tre giugno scorso non sono male. Sicuramente è un giocatore di temperamento, alle volte fin troppo caliente, infatti, l’anno scorso fu espulso con rosso diretto in occasione della partita con la Fiorentina rimediando due giornate di squalifica nel girone d’andata e poi in quello di ritorno nella gara con la Lazio e in quella con il Napoli, punito in entrambi i casi con un turno di stop.

 

Sostituire la coppia Immobile-Cerci che lo scorso anno realizzò trentacinque gol non è facile e non è detto che Quagliarella, Amauri, Martinez, Barreto e Larrondo riusciranno a fare altrettanto, solo il campo potrà dire se la società ha saputo puntare sugli uomini giusti o solamente incassare tanti bei soldini, 26 milioni di euro, dalla cessione degli attaccanti che con i loro gol e gli assist hanno portato il Torino al settimo posto e se Ventura saprà sfruttare al meglio i giocatori che ha a disposizione, così come aveva fatto con Cerci e Immobile.

 

I tifosi del Toro hanno accolto benissimo il ritorno di Quagliarella arrivato dalla Juventus, hanno concesso totale fiducia a Martinez, storcono un po’, e forse anche  più di un po’, il naso per Barreto e Larrondo rei di non essere precisi e incisivi sotto porta, e non sono contenti dell’arrivo di Amauri non solo perché è un ex juventino, ma anche per i gol che negli ultimi anni ha segnato allo loro squadra e al temperamento particolarmente focoso che ha in campo, senza contare che il neo acquisto granata non è più giovanissimo. Però il bene del Torino deve essere messo al primissimo posto, quindi dare una chance ad Amauri è importante perché la sua indubbia capacità di segnare può essere fondamentale per il Torino, che ha come obiettivi arrivare al sesto posto in campionato e andare il più avanti possibile in Europa League e in Coppa Italia. Già Amauri dovrà, come tutti i nuovi giocatori di Ventura, svolgere l’apprendistato ed imparare i dettami di gioco del mister, se ancora troverà l’ostilità dei tifosi rischia di non dare quell’apporto che serve alla squadra granata, meglio quindi fargli trovare un ambiente accogliente. Questo non significa concedere carta bianca, semplicemente verificare se il Torino si è rafforzato oppure no e poi se i risultati non saranno in linea con le aspettative civilmente dimostrare il legittimo dissenso oppure gioire per i successi se gli obiettivi saranno raggiunti.