A Mazzarri serve un aiuto dal mercato: non può fare miracoli

Con il Sassuolo i limiti che il Torino ha avuto da inizio stagione sono tutti riemersi. Mazzarri può lavorare per cercare di superarli, ma per riuscirci gli servono i giocatori adatti.
23.01.2018 07:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
A Mazzarri serve un aiuto dal mercato: non può fare miracoli
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Il vero problema del Torino non sono gli eventuali limiti dell’allenatore di turno o che ci siano giocatori infortunati, ma non avere una squadra adeguata al gioco che si vuole fare. E’ stato così con Mihajlovic e si sta ripetendo con Mazzarri. L’attuale rosa non era del tutto adatta al 4-2-3-1 come anche al 4-3-3 e non lo è neppure per il 4-3-2-1, il 3-5-2 o il 3-4-1-2 e non si possono addossare le colpe neppure del tutto ai giocatori perché se da una parte più di uno di loro potrebbe rendere maggiormente in campo mettendoci più impegno per eseguire le direttive dell’allenatore, dall’altra non è colpa dei calciatori se non hanno le caratteristiche tecniche e in alcuni casi fisiche e caratteriali per ricoprire determinati ruoli. Allo stesso tempo il tecnico di turno non può fare miracoli, anche se cerca, con maggiore o minore convinzione, di adattare il materiale umano che ha a disposizione al suo concetto di gioco del calcio.

Sia per una difesa a quattro sia per una a tre ci vorrebbero due o tre centrali alla Burdisso, ma con qualche anno di meno. N’Koulou è stato un buon acquisto, però, non basta. I terzini dovrebbero essere come Ansaldi, ma con i muscoli meno fragili. Ovviamente serve anche un portiere che sia sempre attentissimo e che all’occorrenza metta una pezza quando la difesa non riesce a fermare gli attacchi degli avversari. Il centrocampo, che negli anni nel Torino è sempre stato troppo trascurato nel senso che non lo è mai stato potenziato adeguatamente, infatti, avrebbe bisogno di tutt’altri interpreti. Il vero equilibrio di una squadra è dato proprio dal centrocampo e per ottenere risultati che non siano solo un galleggiare a metà classifica ci vogliono giocatori che abbiano visione del gioco, piedi buoni, polmoni d’acciaio e una più che discreta fisicità. Per intenderci una via di mezzo fra Rincon e Valdifiori con qualche centimetro in più. L’attacco poi deve essere formato da uomini che abbiano un feeling con il gol costante, che corrano  anche quando non hanno la palla, che sappiano fare a sportellate con i difensori avversari e non guasta che ripieghino quando occorre in fase difensiva. Quest’ultima caratteristica devono avercela prima di tutto come forma mentale perché se il resto della squadra gira bene non serve più di tanto che gli attaccanti si sacrifichino in copertura. E’ evidente e scontato che tutti i giocatori debbano essere fisicamente non acciaccati e che s’impegnino con convinzione per la causa. Ma è altrettanto evidente e scontato che non basta avere in rosa giocatori esperti, ma ormai a fine carriera e giovani che non sono ancora sufficientemente rodati per una squadra che ambisce a conquistare un posto in Europa. I giovani sono indispensabili, però, devono essere affiancati da giocatori di qualità ed esperti in modo che crescano e non finiscano per perdersi.

Mazzarri dopo due sole partite non può essere giudicato, ma non può neppure passare inosservato che con il Bologna il Torino aveva vinto facile perché gli avversari erano in una giornata che più negativa non poteva essere e, infatti, con il Sassuolo tutti i limiti che si erano visti nel girone d’andata, quando alla guida dei granata c’era Mihajlovic, sono puntualmente riemersi: poche idee, troppi giocatori che si muovono poco, difficoltà a costruire occasioni da gol e ancor più nel realizzarle, amnesie in fase difensiva che favoriscono inevitabilmente gli avversari. Alla chiusura di questa sessione di calciomercato mancano otto giorni e non è neppure pensabile che la rosa venga rivoluzionata, ma servono degli innesti in tutti i reparti di valore e funzionali al gioco che vuole Mazzarri, tenendo ben conto che pretende che la squadra possa e sappia utilizzare più di un modulo. In questo momento, a diciassette giornate dalla fine del campionato, il Torino è al nono posto in compagnia dell’Udinese, in attesa che domani i bianconeri disputino la partita con la Lazio che era stata rinviata per il maltempo, e ha quattro punti in meno della Sampdoria che è sesta, anche i blucerchiati devono giocare la gara saltata con la Roma sempre per condizioni meteo avverse, due del Milan che è settimo e uno dell’Atalanta che è ottava e la Fiorentina e il Bologna inseguono rispettivamente a una e due lunghezze, quindi, la corsa per l’Europa non è ancora archiviata, ma senza adeguati rinforzi solo un miracolo potrebbe far chiudere la stagione ai granata al sesto o al settimo posto. I miracoli attengono alla sfera religiosa, per chi crede, mentre al calcio servono cose ben più terrene: spendere il giusto per rinforzare adeguatamente la squadra.