Zampagna, aveva deciso di smettere

07.08.2010 09:37 di Raffaella Bon   vedi letture

 E' stato un addio un po' a sorpresa quello di Riccardo Zampagna al Sassuolo. Negli ultimi giorni si era sparsa la voce di una possibile rescissione di contratto, ma era stata prontamente smentita dall'agente. Per l'attaccante ternano, ora, si riparte dalla Seconda Divisione e in particolare dalla Carrarese. Una scelta di vita come lo stesso giocatore ha raccontato ai nostri microfoni.

Com'è arrivato questo addio col Sassuolo?
"Lunedì mi hanno detto che non rientravo più nei programmi e a quel punto ho anche pensato di lasciare il calcio. Giocavo in una delle migliori squadre di B e, all'età di 36 anni e giocando da 15, non avevo più la forza per andare avanti e cambiare squadra. Ho pensato che avrei fatto fatica a trovare una squadra come il Sassuolo. Questa vicenda mi ha tolto la forza e spero di ritrovarla in questo nuovo progetto. Personalmente mi sentivo bene, non so cosa sia andato storto, forse si aspettavano di più da me o forse alcuni miei atteggiamenti non sono piaciuti. Sassuolo è un ambiente particolare e forse la mia carriera da giocatore e i miei atteggiamenti non erano ben visti. Ora riparto grazie a Nelso Ricci, che mi ha dato questa opportunità, e ad una telefonata di Cristiano Lucarelli. Voglio dare il mio contributo ed aiutare i giovani a crescere. Cercherò di mettere a disposizione il mio bagaglio ed il mio carattere".

Perdere uno come te sarebbe stato un peccato
"Il calcio senza Zampagna va avanti lo stesso, forse sarebbe un calcio senza poesia, quello sì. Prima o poi bisogna smettere, però parlando con Lucarelli e Ricci ho poi deciso di continuare".

La chiamata di Lucarelli ti ha dato le motivazioni per ripartire?
"Sì, lui tra l'altro è uno degli azionisti assieme a Buffon".

Il progetto che sta nascendo lo giudichi importante?
"Vogliono portare la Carrarese in serie B e ci stanno mettendo l'entusiasmo giusto. All'inizio non è facile in tutte le categorie, ma come direttore hanno Ricci che è molto bravo e dà molta poesia. Ho sposato il progetto anche per questo motivo".

Cosa non ha funzionato a Sassuolo?
"Sotto il punto di vista fisico e mentale ho fatto forse più di altre piazze in cui sono stato. Cosa è successo non lo so dire, ma per quanto mi riguarda ho accettato di fare anche più di quello che potevo".

In questi giorni Colantuono, con cui hai un ottimo rapporto, ti ha cercato per portarti all'Atalanta?
"Lo sento spesso, come dice lui è uno zio, ma l'Atalanta è un discorso che va oltre. Con i giocatori che ci sono sarei stato forse di troppo, rimarrà un bel ricordo".

Di andare all'Albinoleffe non te la sei sentita?
"Delle possibilità ce n'erano, ma come ti ho detto al mio procuratore avevo detto che non avrei più giocato. Nell'ultima settimana non ho più preso in considerazione il calcio fino a due giorni fa, quando mi ha chiamato Lucarelli. Per me era finita".