Torino, Vlasic da innocente a colpevole: per Orsato c’era rigore per il Milan

Torino, Vlasic da innocente a colpevole: per Orsato c’era rigore per il MilanTUTTOmercatoWEB.com
Nikola Vlasic
© foto di Daniele Buffa
Oggi alle 16:38Notizie
di Elena Rossin
fonte Corriere dello Sport e Sportmediaset
Torino-Milan, il tocco di mano di Vlasic finisce sotto esame: secondo il Corriere dello Sport, per Orsato era rigore. AIA divisa sulla valutazione dell’episodio

Il retroscena sul tocco di mano di Vlasic contro il Milan: a Lissone la prima valutazione era per il non rigore, poi il confronto con Orsato avrebbe cambiato il giudizio. E ora nell’AIA torna il problema dell’uniformità arbitrale.

Torino-Milan, il caso Vlasic: prima era non rigore, poi il dietrofront

Il caso del fallo di mano di Nikola Vlasic in Torino-Milan continua a far discutere. L'episodio, avvenuto sul cross di Cissè, avrebbe infatti prodotto due valutazioni differenti all’interno dell’AIA, con il giudizio cambiato nelle ore successive alla partita.

Secondo quanto riferito dal Corriere dello Sport, la squadra arbitrale di Lissone, guidata dal nuovo responsabile Paolo Mazzoleni, sarebbe inizialmente orientata verso il non intervento del VAR, in linea con l'indicazione della cosiddetta soglia alta sui contatti.

Poi, però, il confronto con il designatore Daniele Orsato avrebbe modificato la lettura dell'episodio.

Vlasic, perché per Orsato era rigore

Il punto centrale della discussione è la posizione del braccio destro di Vlasic. Il centrocampista del Torino, secondo la valutazione emersa nel confronto interno all'AIA, avrebbe aumentato il volume del proprio corpo, creando un ostacolo alla traiettoria del pallone.

Una dinamica che, nella lettura attribuita a Orsato e al suo gruppo di lavoro, configurerebbe una chiara opposizione punibile con il calcio di rigore.

Da qui il cambio di prospettiva: quello che inizialmente era stato considerato un episodio da lasciar correre sarebbe diventato, nel confronto successivo, un possibile errore di arbitro e VAR.

La decisione ufficiale sull'episodio resta però ancora da formalizzare.

L’AIA e la nuova linea: il problema dell’uniformità

Il caso Vlasic si inserisce in un avvio di stagione particolarmente delicato per la classe arbitrale. Il nuovo corso guidato da Orsato punta su una soglia d'intervento più alta e un utilizzo più limitato del VAR, ma proprio l'applicazione concreta di questa linea sta alimentando interrogativi tra club e addetti ai lavori.

Il tema centrale è quello dell'uniformità di giudizio: se un determinato contatto viene considerato non punibile in una partita, dovrà essere valutato nello stesso modo anche negli altri incontri.

È proprio questo il punto sottolineato dal presidente Simonelli, che ha confermato pubblicamente il sostegno a Orsato, ma ha anche ribadito l'importanza di una linea coerente per tutti.

Dal caso De Bruyne-Vasquez a Roma-Fiorentina: quanti episodi al limite

Il confronto interno sul caso Vlasic arriva dopo altre situazioni controverse della prima giornata.

Tra gli episodi discussi c'è quello che ha coinvolto De Bruyne e Vasquez, interpretato nel segno della nuova linea arbitrale e risolto con il play on. Una scelta che ha alimentato le proteste del Genoa.

Altri dubbi sono emersi in Roma-Fiorentina, con il contatto tra Fagioli e l'avversario e la manata di Hermoso su Mastrantuono nell'azione del gol di Malen.

E proprio questa successione di episodi rischia di diventare il primo vero banco di prova per la nuova gestione dell'AIA.

Società preoccupate: il clima intorno agli arbitri si fa pesante

Il problema non riguarda soltanto il singolo episodio. Nelle società di Serie A cresce la preoccupazione per una possibile mancanza di uniformità nelle interpretazioni.